Asporto in Campania, perché non adeguarsi a dpcm nazionale? Si pensi anche a filiere collegate

Articolo superato poiché poco dopo è intervenuta una modifica, si all’asporto in Campania ecco la nuova ordinanza di rettifica dell’errore materiale https://www.campaniaslow.it/2020/10/26/solo-errore-materiale-asporto-in-campania-consentito-fino-alle-22-30-consegna-a-casa-alle-23/

Crediamo che il Presidente De Luca, con gli esperti dell’Unità di Crisi Regionale, siano una guida sicura in questo mare pericoloso dell’emergenza Covid in Campania, crediamo che il nemico sia il Covid e non le regole per contrastarlo, lo abbiamo scritto più volte appoggiando decisioni dure per il comparto food ma necessarie, però, francamente, non riusciamo a capire l’ulteriore inasprimento contenuto nella ordinanza regionale di ieri sera, valida fino al 31 Ottobre, delle misure contenute dal Dpcm governativo, con il divieto ancora per l’asporto, gravante su realtà già chiuse dalle 18 e con la possibilità negata in sostanza di servire a pranzo con soddisfazione commerciale visto il generalizzato smartworking. Chiaro che il 90 % delle attività è meglio opti per star chiuso a questo punto aspettando solo la provvidenza dalla Agenzia delle Entrate, la sola delivery, fino alle 23 è roba per pochi. Ci auguriamo un ripensamento dal 1 Novembre. Sarebbe anche opportuno che si richieda al governo nazionale un aiuto per sulla parte della filiera agricola della Campania che non è in Gdo e che ha nella ristorazione il suo mercato unico.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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