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Chiude i battenti la settima edizione del Salone del Gusto: 180 000 visitatori

Inviato il 28 Ottobre 2008 di Alessandro Tartaglione

La conferenza stampa di chiusura del Salone del Gusto svoltasi ieri pomeriggio ha visto la presenza del presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, dell’assessore al Commercio, Turismo, Attività Produttive e Marketing Urbano della Città di Torino Alessandro Altamura, e di Carlo Petrini, presidente Slow Food. A moderare Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia.

Roberto Burdese e Carlo Petrini hanno iniziato il loro intervento snocciolando le cifre relative all’affluenza: nei cinque giorni della manifestazione ci sono stati circa 180 000 passaggi, con un incremento del 4% rispetto alla scorsa edizione (proiezione delle ore 14.00, il dato può considerarsi pressoché definitivo). Aumento importante, considerato che, vista la crisi economica, ci si poteva aspettare una leggera flessione.

«Quello che però mi fa più piacere – sottolinea Carlo Petrini – è il forte incremento della presenza di giovani. In quello che qualcuno ha già definito “il Salone dei trentenni”, le adesioni di ragazzi al Movimento Slow Food sono addirittura sestuplicate. Inoltre, 2280 bambini, provenienti da 76 scuole, hanno partecipato alle attività didattiche di Orto in Condotta». Ricca la presenza degli stranieri, stimata intorno al 25%: molti gli americani, ma anche tanto Oriente ed Est Europa. Ne è una curiosa dimostrazione la partecipazione di 35 stranieri su 40 persone a un Laboratorio del Gusto dedicato all’aceto balsamico tradizionale di Modena.

Il binomio tra enogastronomia e tematiche ambientali, che da sempre distingue il Salone da altre manifestazioni del settore, è risultato ancora una volta vincente: basta considerare il successo dell’iniziativa Strada Maestra e delle conferenze di Terra Madre al Salone; undici appuntamenti dal successo inaspettato, con persone spesso rimaste fuori nonostante la notevole capienza delle sale.

Riguardo al basso impatto ambientale del Salone, Burdese ha reso noto che – secondo l’Amiat – è stato differenziato circa il 60% dei 100 000 chili di rifiuti di cui si è stimata la produzione durante i cinque giorni di eventi. Quantitativo già fortemente ridimensionato (meno 90 000 chili) rispetto all’edizione 2006 grazie alle iniziative messe in atto in fase di progettazione e allestimento.

Carlo Petrini ha quindi concluso il suo intervento annunciando la volontà di Lingotto Fiere di Torino di allestire un quinto padiglione in tempo per l’edizione 2010 del Salone del Gusto e di Terra Madre: un modo per rendere ancora più fruibili e “ariose” le due manifestazioni. Una dichiarazione, peraltro, che non dà adito a dubbi sulla volontà, da parte di Slow Food e degli enti istituzionali, di mantenere Torino come sede degli eventi.

Il presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso ha espresso grande soddisfazione per l’aumento inaspettato delle presenze, considerando il periodo di crisi che stiamo attraversando: «Un risultato che va a sottolineare come il Salone sia considerato non solo un grande mercato ma prima di tutto luogo di scambio culturale. Inoltre, dall’incremento delle presenze di stranieri si può constatare come sia nata una rete di persone che abbraccia la stessa filosofia in diverse parti del mondo. E infatti l’appuntamento biennale del Salone rappresenta il momento per il confronto tra coloro che appartengono a un movimento di opinione internazionale. Questo aspetto, insieme alla compresenza dell’evento di Terra Madre, ci differenzia dagli altri saloni gastronomici. Non c’è dubbio che sia aumentato l’interesse ai prodotti tipici dei territori e ai sapori antichi, che tornano a essere presenti sulle tavole anche attraverso i 300 Presìdi Slow Food. Risulta vincente l’intreccio tra tutela dei prodotti, attenzione ai valori delle comunità contadine e attenzione al paesaggio e all’ambiente. Il passaggio tra la civiltà passata e il cibo è molto importante e bisogna saperne sottolineare l’innovazione».

A chiusura della conferenza, l’assessore Alessandro Altamura ha ricordato che: «Nonostante la congiuntura economica negativa, i dati in crescita sull’affluenza del pubblico, in particolare di quello con passaporto internazionale, ci esortano a sostenere sempre più la cultura dell’eccellenza enogastronomica e la promozione di questi territori. Siamo sempre più convinti che manifestazioni come queste abbiano una grande e positiva ricaduta sul tessuto economico e occupazionale di Torino e della regione. Vorrei aggiungere un ulteriore dato a quelli già illustrati: nei cinque giorni del Salone presso lo stand della Città sono stati distribuiti oltre 20 000 depliant d’informazione turistica e vendute più di 400 tessere Torino+Piemonte».

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