A Pontelandolfo (Bn) si disputa la gara del lancio del Formaggio

A Pontelandolfo, in provincia di Benevento, il 18 ottobre si disputa la gara del lancio del Formaggio. Una competizione antichissima che sembra risalire al periodo degli etruschi. Gli atleti esperti in questa disciplina arriveranno da tutta Italia a Pontelandolfo per disputare la Gara Nazionale dei 5 Pesi. La F.I.G.e S.T., ovvero la Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali, ha scelto questo paese in provincia di Benevento per questa disciplina a coppie che si pratica lanciando forme di formaggio dello stesso peso e dimensioni (diametro e spessore) attraveso una cordella o fettuccia ad esse attaccata.

Come per i birilli, il lancio della forma di formaggio era sovente un gioco d’azzardo, la cui posta andava ben al di là della “forma” in palio, o di una merenda con uova sode o vin brulé. Si racconta che un certo Baraccani in un pomeriggio di metà quaresima, lanciando una forma stagionata di cacio pecorino, perdette insieme alla maggior parte dei beni e dei possedimenti della famiglia, anche il castello di Monterastello nella vallata di Pavullo (Modena).
A Novara di Sicilia (Messina) sino agli anni’ 50 si lanciava la majorchina, così chiamata dal formaggio “majorchino” di produzione locale.

In Garfagnana (Lucca), si lanciano tuttora le forme di formaggio in gare estemporanee, praticamente tutte le domeniche estive, a Pieve San Lorenzo (frazione di Minucciano) nel torrente Tassonaro (informazioni dal presidente del gruppo sportivo, Marco Biscioni), dove si lanciano forme di pecorino di un pastore di Sassalbo; a Carèggine, Borsigliana (Piazza al Serchio) Piano di Coreglia e soprattutto a Gallicano dove c’è un’ottima pista di lancio della forma (vicino al campo sportivo) e si gioca (con scommesse) ogni domenica pomeriggio di bel tempo, da aprile a tutto ottobre.

Nell’alto parmense (a Via Mozzola, alta Valle del Taro e a Corniglio del Bosco, via Parma), il lancio del formaggio si è ridotto a gioco infantile: erano infatti i pastorelli che il giorno di San Giovanni (solstizio d’estate e giorno particolarmente importante per le religioni naturali d’Europa), lanciavano il formajen de San Zvan appositamente preparato per loro. Mentre le aree più conservative continuano a praticare un originario e prezioso lancio della forma di formaggio (collegato tuttavia al gioco d’azzardo popolare), la progressiva sostituzione dell’attrezzo con la ruota disco in legno ha portato ad un coordinamento e ad una pratica “sportiva” delle attività agonistiche che sono via via andate regolamentandosi in un contesto che non sempre è di sagra paesana spontanea.

Alessandro Tartaglione

Direttore Responsabile di Campania Slow | Contatto Facebook: http://www.facebook.com/a.tartaglione

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