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Pisciotta, una sintesi del Cilento tra medioevo e gusto

Inviato il 03 Maggio 2019 di Carlo Scatozza

Marina di Pisciotta

Vivere Pisciotta nel Cilento più vero, oltre il mare, oltre quella splendida marina, bandiera blu da molti anni, che costituisce una delle mete più ambite dell’estate campana, quindi vale la pena immergersi nel borgo adagiato sulle colline, localizzazione ideale, nel medioevo, per sfuggire alle innumerevoli incursioni saracene. 

Pisciotta antica

Pisciotta è anche uno splendido borgo medievale, dove la strada principale, via Roma, è talmente stretta da non lasciar passare un carretto, ovvio è obbligatorio girarlo a piedi salendo scale e salitelle tra le case in pietra, partendo da Piazza Pinto e inerpicandosi verso il palazzo marchesale della famiglia  Pappacoda. Luogo importante in zona tra marchesi e vescovi ma anche ritrovo di rivoluzionari dei moti risorgimentali spesso finiti male, come spiegano le belle iscrizioni maiolicate che rapiscono il visitatore desideroso di scoprire qui un pezzo della storia d’Italia. In Piazza Pagano tavoli pronti per essere imbanditi ed una esperienza che si può vivere a Pisciotta è proprio quella di poter consumare un ottimo pasto tra le piazzette, luogo dove affacciano anche importanti chiese, testimonianza della devozione pisciottana come la chiesa romanica del 1200, la cappella della Mercede, quella di Santa Maria della Stella e la Cappella di San Michele dove il maligno è immortalato ed evidenziato in modo strepitoso. Molto bello anche il palazzo Mandina, sede del comune, un’amministrazione comunale attenta all’ambiente che rende  Pisciotta uno dei comuni ricicloni del salernitano e che riesce a mantenere pubbliche e attrezzatissime le magnifiche spiagge della marina. Ma anche nell’amministrazione è impegnato  Paolo Puglia, giovane storico che può accompagnarvi in un tour guidato  davvero illuminante, scoprendo le tante esperienze che a Pisciotta si possono fare, per avere qui una sintesi generale dell’eccellenza cilentana. Ad esempio come dormire in un antico frantoio, nell’albergo diffuso la casa sul Blu, oppure imparare a cucinare come le massaie cilentane; è quello che propone Cantine Lamadè, una bottega ma soprattutto un progetto di gusto che abbiamo provato degustando, tra gli altri,  splendidi aperitivi di fave e caprino cilentano, innaffiato dal fiano cilentano Primula di Cantina Albamarina; va reso merito a chi riesce a soddisfare l’obiettivo principale dei turisti stranieri ( qui tanti) nella loro permanenza in Italia dal punto di vista enogastronomico, ovvero  imparare a cucinare o fare una esperienza di cucina con i locali, insomma mettere le mani in pasta nelle specialità italiane. Ed è un’ esperienza non solo alberghiera trascorrere il proprio tempo allHotel Marulivo, un antico monastero di monache riconvertito e ristrutturato in struttura ricettiva ricca di fascino e di bellezza, dove l’elegante e romantica  terrazza si apre sul paradiso del paesaggio marino spaziando fino a Capo Palinuro.

Maligno schiacciato da San Michele

 Pisciotta è famosa nel mondo, e non a torto, per le Alici di Menaica, eccoci qui quindi da  Marianna Coppola nel suo laboratorio artigianale dove si conserva la tradizione dei pescatori di alici e la caratteristica lavorazione delle alici che vengono pescate con la menaica, la rete antica che lascia catturare solo i pesci più grandi, per questo, anche per la pesca sostenibile, le Alici di Menaica di Pisciotta sono un rinomato Presidio Slow Food da tempo. Il pranzo può essere anche un’occasione per visitare le sommità di Pisciotta, in quelle colline brulle brulicanti di Ulivi secolari e foltissimi che consentono di godere della cultivar oliva pisciottana, un vero trionfo di sentori erbacei, che sentiamo nei piatti dell’Agriturismo Principe di Vallescura, bella struttura che si raggiunge inerpicandosi su queste colline dure da percorrere ma con un premio enorme, lo splendido panorama sul mare che accompagna le specialità del luogo. In primis un ricco fusillone cilentano con sugo di cinghiale e cacioricotta, un trionfo di sapori che vive anche nei dolci, come una caratteristica torta al vino. Notevole la scelta di olio da assaggiare dei locali frantoi, le Carni di Alimcarni e la conclusione affidata a superbi liquori tra cui quello di fichi dell’azienda Theodora, in cui la polpa si sente davvero al palato. Dopo la gioia delle vicende storiche e gastronomiche pisciottane,nel Cilento di Gusto, è opportuno trovare il tempo per immergersi nelle rovine della antica Velia-Elea poco distanti per vivere ancor di più il viaggio a ritroso nel tempo, lì dove tutto nacque, con la filosofia eleatica che ancora aleggia nel bello di queste terre. 

Fusillone Cilentano Principe di Vallescura

Carlo Scatozza

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1 Commenti Per Questo Post

  1. María del Carmen Erni Dice:

    Mi piace tanto il Cilento. Sono stata lì nel 2014 . Bravo Scuola Italiano. Non la dimenticherò mai.Saluti, amici!!

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