Tra Irpinia e Daunia la disfida del soffritto…quann crescev’n lu puorc

Soffritto Flumeri-pP800xDopo le edizioni degli scorsi anni nella valle Ufita, quest’anno la disfida del soffritto si tiene anche presso i vicini pugliesi. Gli antichi riti della civiltà contadina, le suggestioni del vivere quotidiano in un ambiente rurale, rivivranno a Bovino, il prossimo 30 marzo 2014 grazie alla proposizione del rito “r’ lu puorc”. Il maiale, l’animale che per anni ha costituito il principale sostentamento alimentare familiare delle comunità contadine locali, sarà rivissuto nell’antica e coinvolgente atmosfera delle tradizioni culturali delle nostre valli irpine e daune tra suoni e colori del folklore ed i sapori e profumi dei prodotti tipici enogastronomici che verranno degustati. Quasi tutte le famiglie delle valli irpine e daune “crescev’n’ lu puorc”, sia i contadini, sia quelli che abitavano in paese, i quali, spesso, avevano un riparo per i maiali davanti alle proprie case. Chi poteva cercava di allevarne almeno due: uno per uso personale e uno per venderlo, così si ammortizzava la spesa. Ricollegandosi quindi, a questa consolidata tradizione locale, si è sentita l’esigenza di dare più ampio respiro a questa esperienza. E’ nata così l’idea di programmare l’evento che si propone come un percorso suggestivo che rievochi e valorizzi i riti e le pratiche della vita contadina di un tempo nel suo svolgersi quotidiano. In particolare l’uccisione e la successiva lavorazione della carne di maiale e tutto ciò che ne concerne, la produzione e l’elaborazione di cibi tradizionali (i vari lavorati della carne di maiale) e la produzione di tutti quegli utensili ed oggetti legati alle esigenze quotidiane della vita nei campi e nel focolare domestico. Una manifestazione che nasce dall’esigenza di sostenere questi riti tradizionali che sono il fondamento di un prezioso patrimonio culturale da conservare, valorizzare e trasmettere alle generazioni future, le quali stanno assistendo, negli ultimi decenni, ad un inesorabile allontanamento dalle campagne e da tutto ciò che garantiva un’azione di presidio di tale civiltà.

La festa non è quindi solo e semplicemente un momento di aggregazione sociale o di festa paesana, ma vuole essere soprattutto un evento culturale, turistico, gastronomico di ampio respiro con la possibilità di gustare sul luogo varie specialità che originano dal maiale, come prosciutti, salami, coppa, capicolli, salsicce, strutto, sanguinaccio ma soprattutto “lu suffritt’”. Un appuntamento che vuole diventare annuale e costante nel tempo dove si possa incontrare e parlare del maiale anche sotto l’aspetto culturale, agroalimentare e zootecnico.Oltre alla organizzazione di Slow Food Foggia e Monti Dauni, e alla condotta slow food  Ufita Turasi, vi saranno anche altre presenze campane, come quella di Slow food Taburno con  con le  comunità del cibo della “Patata interrata del Taburno” e “Produttori ed Allevatori del Taburno”,  una colazione contadina” Timpano Tocchese” e “Chips di Patate interrate del Taburno” a seguire alle ore 13,00, alla partenza della”DI”sfida, la brigata dei soci della condotta Taburno valle Caudina, capeggiata da Chiara Auriemma (agr. Tasso del Taburno) e Pasquale Basile (bistrot Tintori2.0), gareggerà con il soffritto, “Dolce muorso alla Figlianesara”, piatto tipico del periodo in cui le famiglie macellavano il maiale, la ricetta e’ diffusa in diversi gruppi familiari, presenti fra i territori di Foglianise, Cacciano e Vitulano e prevede l’utilizzo delle parti del collo ” vancularo” del maiale, dei Peperoni ( il pizzuto o il tondo delle colline Beneventane) conservati nell’aceto detti “Papauli” con l’aggiunta finale del mosto cotto delle pregiate uve del Taburno “o’vinicuotto”.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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