Napoletani a Barcellona, una pizza Da Nanni

A Napoli, verso l’inizio del Novecento, il garzone del pizzaiolo portava le pizze lungo le strade e arrivava fino alle case e sui luoghi di lavoro per consegnarle e venderle anche a “fette”. Si può di fatto parlare di un delivery ante litteram che è stato raccontato e divulgato nel famoso “Ventre di Napoli” di Matilde Serao, scrittrice e fondatrice de “Il Mattino” (nel 1892) con il marito Edoardo Scarfoglio. Le fette di pizza “a domicilio” – dice la Serao  – erano amate dalle donne, specie quelle che lavoravano, o avevano tanti figli e poco tempo per dedicarsi alla cucina. Di dimensione più piccola della classica, la pizza a portafoglio – o a “libretto“, per via del suo modo di essere piegata -, è stata  forse pensata per essere consumata mentre si cammina e si ammira la bellezza della città.

 

A riprendere questo “pezzo” di storia è “Da Nanni” a Barcellona: dal sogno del giovane Antonio Varriale di mettersi in gioco, di creare qualcosa di suo e per suo figlio, “Nanni”, il più piccolo di famiglia. Le sue origini spaziano da Napoli al Cilento, con un pizzico di Conegliano nel sangue: con questo bagaglio genetico, è stato impossibile resistere al richiamo del buon cibo! E oggi, a Barcellona, con un team costellato di giovani (età media 30 anni!), la pizza diventa un “… es cosa de “NIÑOS”!

 

Due ristoranti-pizzerie in stile internazionale e altre due pizzerie (più dedicate al take away, con pochi posti a sedere, per consumare il pasto in poco tempo) nel giro di pochi anni: l’ultima è nata nel 2020, a febbraio prima della prima pandemia. La grande passione per la pizza napoletana, declinata nella sua versione moderna, che parte proprio dall’amore per la pizza a portafoglio, la pizza tradizionale e dai sapori veraci “made in Naples”, ha dato il via a questa grande avventura.

 

Il fil rouge è l’identità e l’appartenenza a una cultura mediterranea da rispettare e onorare quale la “Dieta Mediterranea”: in ogni locale, è possibile scegliere una selezione di pizze, fatte con un impasto che lievita per 48 ore e sole materie prime campane, tra cui è presente anche la pizza fritta. Tante le proposte sfiziose e stuzzicanti con le specialità della friggitoria, accompagnate da condimenti semplici, genuini e, a volte, più ricercati. In cucina, non mancano i piatti a base di pesce e quelli tipici della tradizione napoletana ma sempre con un occhio attento alla stagionalità dei prodotti importati.

 

Dove si trova? In alcuni dei quartieri più affascinanti e storici della città spagnola:

Calle Llibreteria 10 – Barrio Gótico

Rambla Del Poblenou 20 – El Poblenou

Carrer Tallers 72 | Carrer Gravina 8 – El Raval

Carrer del Rec 30 – El Born

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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