L’enologa e le sue vigne, intervista ad Anna Della Porta di Le Cantine di Hesperia

Anna Della Porta, enologa casertana con studi a Pisa e  una solida formazione in aziende vitivinicole toscane,  da anni è tra le protagoniste della nascita e dell’affermazione di tante cantine campane, i cui vini mietono premi in ogni parte e si affermano nelle tavole italiane, soprattutto quelle che  che sanno apprezzare la biodiversità.

Conosciuta soprattutto come professionista per… altri, la intervistiamo oggi anche  in veste di vignaiola di le Cantine di Hesperia, la piccola realtà familiare nella sua Castel Campagnano, una vera chicca nel mondo Pallagrello, 2 ettari e mezzo che danno vita a Nais, Pallagrello Nero e Lydia, Pallagrello Bianco, per una prima produzione 2019, di cui parleremo poi approfonditamente a parte ed in cui si ritrova tutta la sua sapienza.

Da Enologa, dopo aver aiutato a nascere ed affermarsi decine  e decine di aziende in Campania, sei partita da qualche anno riaprendo la Cantina di tuo Padre Peppino, le Cantine Hesperia a Castel Campagnano: nello spiegarci il progetto, dicci se lo hai fatto per tuo padre o per le vigne ?

In questi anni ho continuato a prendermi cura delle nostre vigne, reimpiantando un ettaro di bianco sei anni fa e continuando a raccogliere   l’uva della vecchia vigna a bacca rossa. la passione per la campagna l’ho sempre avuta, vivendo in una famiglia di produttori di olio e vino mi hanno trasmesso tutto il loro amore per la mia terra. Da queste colline mi sono separata per circa 13 anni per studiare e completare la mia formazione lavorativa in Toscana. Quando sono andata via da Castel Campagnano, fine anni ‘90, ricordo che le aziende vitivinicole a Castel Campagnano erano pochissime e di Pallagrello si parlava pochissimo. Ritornare e trovare le colline Caiatine ricche di piccole realtà mi ha spinto a dedicarmi a questo vitigno autoctono casertano a me tanto caro e di riprendere a produrre pochissime bottiglie con il marchio di famiglia. Una gioia immensa per mio padre che avviò questa piccola azienda familiare negli anni ‘80 e che dopo tanti anni di chiusura finalmente ritorna sul mercato. Per me una possibilità in più di poter sperimentare, soprattutto in campo, le condizioni migliori della gestione di questo vitigno autoctono e migliorare sempre.

Cantine Hesperia è tra le realtà che stanno valorizzando vigneti dimenticati come il Pizzutella o il Camaiola, che futuro hanno ?

 Queste varietà sono presenti in tutte le vecchie vigne e credo che quando estirperò questa vigna di pallagrello nero, la reimpianterò allo stesso modo, lasciando una piccola percentuale di pizzutella e camaiola. 

In veste di  Enologa di  tante piccole aziende, come hai vissuto questo autunno ( speriamo unico)  funestato dal Covid anche per le prospettive economiche, quali idee per superare i problemi dell’oggi ?

Un anno del genere è stato difficile per tutti, anche se devo dire che è stata una sorpresa per le piccole aziende avere richieste di vino direttamente dal consumatore. Per molte di loro non è stato semplice organizzarsi, tra pubblicità attraverso i social, pagamenti della merce on line e spedizioni di singole bottiglie. Ma devo dire che la tenacia li ha contraddistinti. Sicuramente non ci sono stati i fatturati degli anni precedenti, ma non si sono arresi. Da consulente ho limitato le operazioni di cantina per evitare di esporre le aziende ad altri debiti, con acquisti di bottiglie, tappi e altro. In questo momento, il sostegno della comunicazione  fatto dai giornalisti di settore, i wine critics, gli appassionati, i sommelier è stato fondamentale per non far morire piccole realtà agricole.

Grazie ad Anna per il suo tempo ma anche per aver evidenziato, con le sue parole, il lavoro dei giornalisti di settore e del mondo della comunicazione, un comparto che, aggiungiamo, vive e combatte i problemi sempre come quelli del settore di cui si occupa.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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