A Rischio i frutti di mare per il caldo. Da Suez minaccia Megameduse

zuppa di cozzeVongole, cozze, mitili: Consumarli cotti va sempre bene, anche se c’ è chi giura che siano meglio crudi, accompagnati da una spruzzatina di limone, pratica cui affidarsi solo in locali di cui se ne conosce la vocazione; ma che escano “bolliti” dal mare, proprio no….Il rialzo della temperatura dell’ acqua, cinque-sei gradi in più registrati in media lungo tutta la costa del tirreno, sta mettendo in serio pericolo la mitilicoltura. Quest’anno come nel 2003, l’emergenza “acqua calda” fa calare cozze e vongole del 40 %. Ma il nostro ecosistema marino, parte integrante, anche in Campania, della dieta mediterranea potrebbe essere, in prossimo futuro,ancora più a rischio e cancellare non solo il lusso della tavola ma anche lo sfizio di uno street food che resiste sulla costa, dal brodo ‘e purp alla zuppa di cozze:  il raddoppio del Canale di Suez, inaugurato di recente in Egitto, rischia di raddoppiare i problemi già presenti dalla prima apertura: lo stretto, infatti, è stato un corridoio d’ingresso di circa 600 specie aliene invasive che hanno raggiunto il Mediterraneo, ora il raddoppio dell’opera fa scattare l’allarme degli ambientalisti. A rischio è l’ecosistema del Mediterraneo: raddoppiare il Canale potrebbe portare anche al raddoppio del numero di specie aliene in arrivo L’impatto delle specie invasive è particolarmente sentito nel Mediterraneo orientale, in particolare al largo delle coste di Israele, Libano e Siria, dove, uno studio del 2012, quasi tutte le specie invasive sono arrivate attraverso il Canale.  Il National Institute of Oceanography di Israele, ha scoperto al largo di Israele 338 specie aliene, tre volte di più di quelle presenti nel mare della Francia continentale, sono stati trovati in mare al largo di Israele. Pesci palla velenosi sono stati trovati lontanissimi da Suez, come in Italia.  Sciami di meduse velenose Rhopilema nomadica sono ormai diffuse dalla Tunisia al Levante, dove sono pizzicano i bagnanti e ingolfano le reti da pesca, mentre nel 2011 hanno addirittura ostruito il sistema di raffreddamento con acqua di mare di una centrale elettrica israeliana. Nel Mar Rosso, le meduse causano qualche problema perché non hanno predatori naturali che le tengano sotto controllo; nel Mediterraneo, dove si nutrono di larve di pesci e crostacei, stanno perturbando la catena alimentare marina.  La dura realtà politica ed economica dell’Egitto rende difficile porre problemi come questi, il governo del Cairo dovrebbe prendere esempio dal Canale di Panama, dove gli ingegneri hanno creato un sistema di porte sia sul Pacifico che sull’Atlantico, che impediscono che le specie invasive passino attraverso le chiuse:la realtà della globalizzazione del commercio va affrontata ma salvando l’ambiente con le tecnologie possibili.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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