Gio. Feb 29th, 2024

pizzafigliataSi avvicina Natale e in Terra di Lavoro  non si aspetta di certo il panettone…Oltre alle innumerevoli tradizioni pasticcere della Campania, ogni territorio all’interno della regione ha le sue particolarità,  eleborate nelle case della civiltà rurale. E’ il caso dell’ area che comprende i comuni di Pignataro Maggiore, Camigliano, Vitulazio , Pastorano tra Capua e Calvi Risorta dove, da tempo immemore , le massaie del posto sono le protagoniste di uno straordinario rotolo di sfoglia fatta di farina,vino bianco, zucchero,uova e cosparsa di miele, farcita con miele, zucchero, noci, con varianti più moderne  che vedono l’aggiunta di mandorle e gocce di cioccolato.Il “serpentone” va mangiato il giorno dopo, per far amalgamare il tutto.  Di ancestrale tradizione preromana, forse di derivazione etrusca, la pizza figliata deve il nome probabilmente alla tradizione di piantare alberi di noce alla nascita di figli di sesso femminile o oppure alla lunga preparazione, se pizzafigliatainternonon ad una storpiatura di “fogliata” ad indicare le sfoglie del rotolo.  La nostra stagione di dessert alla pizza figliata è iniziata con il pranzo della condotta slow food Terre di Capua , presso l’Agriturismo La Colombaia, grazie alla presenza di  Francesco Ramella, artigiano del dolce con bottega a Triflisco, frazione di Bellona, tra i pochi che hanno scelto di commercializzare il prodotto.La Pizza Figliata dall’autunno, grazie alla scognatura del noce, ovvero la raccolta delle noci, ci accompagna fino a Natale, periodo nel quale non deve mancare nelle case dei borghi caleni. Spesso viene guarnita all’esterno con canditi e palline di zucchero colorato. Un dolce figlio della natura, con il miele come elemento essenziale oltre alla noce, che riporta indietro il tempo a tavola, regalando croccantezza, delicatezza e naturale dolcezza. E’ indicata come “pizza” anche se poco ha a che fare con il celebre piatto poichè l’uso linguistico dell’alto casertano è quello di attribuire il nome pizza anche a diversi dolci fatti con  pasta e sfoglia.Si conserva per diversi mesi (  se si riesce  a resistere alla tentazione)  e quindi in grado di campeggiare sulle tavole fino alla Pasqua. Possibile trovarla anche in ristoranti segnalati dalla guida Osterie d’Italia di Slow Food della zona.A ridosso dell’Immacolata a Partignano, frazione di Pignataro, si tiene la Festa per la Pizza figliata, con laboratori e degustazioni, nonchè vecchi metodi di preparazione grazie all’antico forno utilizzato da lontane generazioni.

Di Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

Un pensiero su “La Pizza Figliata dell’ area calena”

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