Centro incremento ippico, rilancio e progetti anche in chiave di turismo lento.

Cultura del cavallo campano, valorizzazione di uno dei luoghi verdi più belli della conurbazione casertana, tanti progetti, con il rilancio attuato dall’assessorato all’agricoltura della Regione Campania, del Centro di Incremento Ippico di Santa Maria Capua Vetere, ne parliamo con la responsabile del Centro dott.ssa Agnese Rinaldi. 

Prodotti Tipici del Sud
Prodotti Tipici del Sud

Dott.ssa Rinaldi,  ll  centro di Incremento Ippico  di Santa Maria Capua Vetere  è stato rilanciato di recente dalla Regione Campania, quali progetti sono in corso nonostante il periodo di pandemia ? 

Il Centro rappresenta uno dei pochi Centri di Incremento Ippico ancora esistenti in Italia, ovviamente nel tempo le funzioni attribuite a questi centri sono necessariamente cambiate, non c’è più necessità di cavalli per l’esercito e per il trasporto bensì resta la funzione importantissima di salvaguardia del patrimonio genetico delle razze equine campane in via di estinzione, il supporto agli allevatori anche attraverso la stazione di monta che dal prossimo anno, spedirà anche il seme, e la realizzazione di progetti mirati alla diffusione della cultura del cavallo. 

Insieme alle Associazioni degli allevatori (ARAC e ANACRHAI) si stanno mettendo a punto nuovi progetti per la selezione e il miglioramento delle razze. E’ in atto una rivisitazione del Progetto Haflinger o Avelignese, un cavallo che da circa 90 anni è stato introdotto a San Marco dei Cavoti, e che pertanto può dirsi autoctono nonostante le antiche origini siano altoatesine. Questo progetto attraverso l’affido di fattrici selezionate di alta genealogia agli allevatori campani e l’utilizzo di stalloni miglioratori si propone di sostenerli nell’ottenimento di soggetti più adeguati alle esigenze del mercato e vicini alle nuove linee di sviluppo di quel cavallo. 

L’associazione nazionale del cavallo Haflinger ha promosso un concorso fotografico e ci farebbe piacere che ci fossero anche in concorso delle belle foto dei nostri cavalli. Covid permettendo se ci fosse la possibilità di una riapertura al pubblico non ci dispiacerebbe vedere in giro per il Centro anche tanti appassionati di fotografia… Il prossimo anno sarà invece dedicato al cavallo salernitano, attraverso un progetto nuovo che attraverso l’ascolto degli allevatori vuole trovare nuovi strumenti per riportare in auge il “nostro” cavallo, il cavallo con cui i fratelli D’Inseo si classificarono alle olimpiadi e che una volta era il cavallo più diffuso nella Piana del Sele insieme al cavallo Persano. Oggi il Centro si propone di mantenerne la biodiversità ma anche di selezionare e supportare gli allevatori in grado di esaltarne le caratteristiche sportive.

 Cavalli e turismo, un binomio anche contrastato, vediamo cosa è successo alla Reggia di Caserta, ora c’è un bando all’utilizzo equino, come vede le prospettive di questo utilizzo in genere? 

Nella nostra regione il cavallo è cultura, è un pezzo della nostra storia… anche una storia che si perde lontano nei tempi. La Campania felix, la pianura che si estendeva dal Volturno al Sarno, attualmente corrispondente a parte del territorio delle province di Caserta e Napoli, è sempre stata, un’area idonea all’ippicoltura. L’antica Capua, la stessa Santa Maria sono i luoghi dove i Romani allevarono i migliori esemplari per la corte imperiale, territori ricchi di memorie di guerre, battaglie, che hanno portato alla nascita dei nostri cavalli. Il cavallo napoletano era considerato dovunque tra i più bei cavalli al mondo… 

E allora se proprio vogliamo parlare di un binomio con il turismo non limitiamoci all’uso scenografico delle carrozzelle, quanto piuttosto ad un ritorno alle origini, ad un’altra idea, quella di un turismo lento, ad un turismo sostenibile attraverso percorsi di trekking, passeggiate a cavallo alla scoperta del territorio…utilizziamo il cavallo come strumento di conoscenza… Tra i progetti per il futuro ci sono anche le “Vie del cavallo”: una carta dei percorsi guidati di trekking da fare a cavallo alla scoperta dei nostri luoghi più belli ma anche delle tradizioni culinarie e dei nostri prodotti tipici. I cavalli sono animali sensibili ed intelligenti, sono certa che si tratterebbe di un vero e proprio percorso anche emotivo fatto di esperienze e sensazioni…

E’ possibile visitare il CRII ?

Abbiamo risolto alcuni problemi che ne avevano portato alla chiusura. Il Centro è ora fattoria didattica della Regione Campania e quindi è aperto, o meglio sarà, alla fine di questo periodo di chiusura, aperto alle visite scolastiche, (anche con una scelta di laboratori indicati insieme alla modulistica sul sito della Regione Campania), ma più in generale sarà aperto alle visite di gruppi, associazioni e famiglie che vogliono visitare il Centro e il Museo delle carrozze. 

Il Centro rappresenta un’isola verde al Centro di Santa Maria e, anche considerando le restrizioni a cui sono sottoposti i bambini durante il lockdown, ci piacerebbe che diventasse un’area di svago e riposo per tante famiglie che vivono particolari situazioni di disagio e fragilità. E’ stato sperimentato che anche solo la vista dei cavalli ha effetti benefici sulle persone affette da Alzhaimer e da autismo, per cui speriamo di riuscire ad organizzarci sempre meglio per poter sostenere queste persone. Inoltre, con il supporto dell’ASL e del CRIUV vorremmo utilizzare i nostri cavalli e i nostri asinelli per fare ippoterapia.

Il Centro ospita anche un Museo delle carrozze ancora poco conosciuto. Ovunque in Italia gli ex Istituti di incremento ippico avevano annesso un museo delle carrozze, perché non dimentichiamo che per anni le carrozze trainate da cavalli hanno costituito l’unico mezzo per muoversi. Il progetto di valorizzazione che la Regione sta portando avanti comprende l’apertura del Museo, insieme ad una rifunzionalizzazione degli spazi e alla realizzazione di un catalogo descrittivo di quanto vi è contenuto. Con il Comune di Santa Maria stiamo lavorando perché il Centro diventi una tappa di un percorso di conoscenza della città e più in generale sarebbe interessante inserirlo in un itinerario turistico che va dalla Reggia di Caserta alla Reggia di Carditello.

edf

Appena ci faranno riaprire al pubblico, venite a trovarci !  Per saperne di più :
http://www.agricoltura.regione.campania.it/CRII/crii.html

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

Un pensiero su “Centro incremento ippico, rilancio e progetti anche in chiave di turismo lento.

  1. Brava la nostra dottoressa ,vulcano di idee ed iniziative. Ha compiuto il miracolo di resuscitare e rivalorizzare una storica e prestigiosa istituzione che rischiava di essere fagocitata in altre iniziative o ,addirittura , di essere soppressa.

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