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Castello Ducale, a Castel Campagnano tra gusto e storici ipogei

Inviato il 05 ottobre 2018 di Carlo Scatozza

Immersione nel gusto e nella storia al  Castello Ducale di Castel Campagnano  per la presentazione di Anime Borboniche, film diretto da Paolo Consorti e Guido Morra, con al centro le disavventure di un gruppo di rievocatori storici per passione, le cui riprese in questi giorni hanno avuto come scenario il territorio casertano e, oltre la Reggia di Caserta, lo stesso Castello Ducale di Castel Campagnano, un luogo di grande suggestione storica, coevo alla reggia borbonica ed immerso nel verde del medio Volturno.

Gestito dal 2012 dai coniugi Vittorio Maione e Phyllis de Stavola, il Castello Ducale è riuscito in pochi anni ad entrare nel novero delle grandi location del wedding e banqueting campano, in grado non solo di offrire interni di gran pregio storico ed esterni pieni verde, ma anche di regalare grandi piacevolezze nel gusto, grazie alla chef Maria Mone, tra le più esperte custodi dei sapori della zona caiatina.

Davvero notevoli gli ipogei del Castello: una cantina ubicata in ex granai datati fine 1700 dove si trovano barrique destinate al Pallagrello Nero e Bianco di Castello Ducale Igp, il percorso sotterraneo stupisce ancora quando, lasciata la cantina, rende possibile la visita ad una chiesa rupestre per il  culto micaelico in epoca longobarda; grazie alla Pro Loco di Castel Campagnano, con Letizia De Crosta, scopriamo la storia del luogo, accessibile per ora solo dal Castello, si tratta di una cavità legata alla necropoli cristiana del XIV secolo, le cui testimonianze sono presenti in una bolla episcopale del 979 d.C. in cui  si fa riferimento a tre edifici sacri. Tra i vari affreschi, particolarmente raro è quello in cui è ritratto l’Arcangelo Michele col globo, simboleggiante il dominio di Cristo sulla terra.

A Castello Ducale per la serata di inizio ottobre,  cucina ricercata nella stagionalità di territorio prettamente campano, con budino di caciocavallo del Matese con crema di ceci, Fagotto di pasta fillo con porcini e mozzarella di bufala campana dop, fusilli avellinesi con frutta secca e tartufo, filetto di vitello lardellato con castagne e rotolo di scarola, una semplice  millefoglie scomposta.

Carlo Scatozza


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