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Tra la Sanità e i Vergini, la Napoli verace dell’arte,della gastronomia e della solidarietà

Inviato il 27 maggio 2013 di Carlo Scatozza

palazzo dello spagnolo.foto campaniaslow.it

palazzo dello spagnolo.foto campaniaslow.it

Con l’associazione ViviQuartiere abbiamo svolto  un percorso di conoscenza, saporito e narrato, in una Napoli al di fuori degli itinerari turistici più gettonati, scoprendo bellezze nascoste, ma anche sapori di grande emozione e toccato con mano azioni di concrete della solidarietà della società civile napoletana.Visitare quartieri come i Vergini e la Sanità può essere inconsueto ed invece è una esperienza da fare, per capire, come in quei vicoli e in quei luoghi della devozione si celino le origini più vere, dei pregi e  dei difetti dell’ enorme storia del carattere e dell’identità partenopea.

I ragazzi della associazione ViviQuartiere ci guidano con grande simpatia e competenza, con l’orgoglio di essere nati, cresciuti e pasciuti alla Sanità. L’appuntamento è alla Porta San Gennaro, la più antica della città e che reca, unica, il dipinto affrescato di Mattia Preti, pittore “condannato” ad affrescare tutte le porte di Napoli a metà del ‘600, in una città devastata dalle epidemie di Peste e Colera. Nella zona dei Vergini chiese ed ex conventi convivono, non da ora con abitazioni e palazzi, e così  dietro un  portone puoi trovare il  chiostro della Chiesa della Misericordiella che conserva tutto il suo valore. La Sosta

via col vento petricelli ai vergini foto campaniaslow.it

via col vento petricelli ai vergini foto campaniaslow.it

d’obbligo ai vergini  è da Petricelli, della Pasticceria Primavera che ci da grandi conferme sulla sfogliatella, sia riccia che frolla ma che ci sorprende per l’inventiva anche nelle cose più semplici, consigliamo a tutti, infatti, l’economicissimo e splendido Via Col Vento, un piccolo bignè leggerissimo farcito di crema o nutella, la pasta è davvero un soffio che fa bene all’ umore. Il panorama dei Vergini è quello di una Napoli antica, fatta di mercati, di urla di venditori, di pescherie con le esposizioni di mille colori, in cui nel nero di cozza e nel grigio di vongola, nel comparto mitili, spicca il rossiccio Fasularo, immancabile sulla tavola domenicale partenopea. Percorriamo i vicoli e ci fermiamo in palazzi importantissimi anche per la storia della Cinematografia, nel Palazzo dello Spagnolo, tenuto in maniera impeccabile e splendente nelle sue tonalità verdi che ricordano la breve presenza austriaca, ci sembra di vedere De Crescenzo con Cazzaniga alle prese con il portiere, di cui riconosciamo l’abitazione in Così parlò Bellavista, invece, nel successivo Palazzo San Felice sentiamo riecheggiare l’arte del grande Eduardo de Filippo, è in questa location che fu girata la versione cinematografica di “Questi fantasmi”. Vergini e Sanità mantengono lo spirito di anni andati ed anche la notevole presenza extracomunitaria che vive con passione e buona integrazione i ritmi del quartiere. Proseguendo nella storia del cinema e del teatro non poteva mancare la sosta alla casa natale di Totò, che qui abitò fino all’età di 19 anni e a cui fu sempre molto legato ed oggetto ancora oggi di una venerazione cui solo Maradona può fare ombra. Con noi ci sono decine di turisti lombardi entusiasti ed affascinati di aver “azzeccato” , nel Maggio dei Monumenti, il tour alla ricerca di una Napoli nascosta, al di là dei luoghi comuni. Arriviamo al Centro di salute mentale di S.Maria Antesaecula, qui Viviquartiere supporta gli sforzi, titanici ed appassionati degli operatori che creano cura e conforto in condizioni finanziarie pessime, dare la quota del tour per sostenere il loro impegno è davvero una cosa che fa bene.

taralli nzogna e pepe foto campaniaslow.it

taralli nzogna e pepe foto campaniaslow.it

Non potevamo terminare senza aver visto la stupenda chiesa di S.Maria alla Sanità conosciuta come S.Vincenzo alla Sanità, patria del culto secolare  di S.Vincenzo Ferreri, e di lì la tappa finale è il Tarallificio Esposito, oseremo dire “IL” Tarallo a Napoli, una esplosione di Nzogna e pepe, taralli ai friarielli e ai peperoni, ma anche casatielli e pagnuottielli, uno dei fornitori principali anche dell’ epoca dei tarallari a Mergellina, tempi in cui la domenica era spesa tra un tarallo ed una birra in Villa Comunale. Un’ industria di profumi e bontà che si immerge da sempre nella tradizione e  strettamente legata al culto di S.Vincenzo, infatti il patron del tarallificio è stato uno degli  animatori più assidui della festa di S.Vincenzo, tenutasi fino al 2005, una festa molto nota anche a Papa Wojtila che insignì il sig.Pasquale Esposito con una onorificenza che fa bella mostra nel tarallificio.

Per partecipare ai tour www.viviquartiere.it 

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1 Commenti Per Questo Post

  1. roberta Dice:

    Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perche’ il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

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