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Mozzarella, olio, pasta e vini casertani in mostra al Fancy Food Fair

Inviato il 27 Giugno 2009 di Alessandro Tartaglione

Da Caserta alla Fiera di New York che rende “internazionali” i nuovi prodotti alimentari e delle bevande. E’ la Fancy Food Fair in programma dal 28 al 30 giugno presso il Jacob K. Javits Center di New York. Interessante la partecipazione di 19 aziende casertane dei settori latte-caseario, oleario, pasta e vino. Ma non c’è solo questo evento in agenda. Il presidente della commissione internazionalizzazione della Camera di Commercio, Antonio Crispino, è a Mosca per definire gli ultimi dettagli degli accordi sottoscritti a Capri con la direttrice del museo del Cremlino Yelena Gagrina. “Scopo dell’appuntamento – ha spiegato Crispino, accompagnato da Luigi Rao, responsabile dell’ufficio promozione – è quello di mettere a punto le due mostre previste nell’ambito del protocollo”. Ma non è tutto. “Siamo ormai – ha avvertito il presidente dell’ente camerale, Mario Farina – alle ultime battute nella preparazione del Meeting internazionale dei segretari generali delle camere di commercio italiane all’estero. L’evento, il primo del genere che si tiene a Caserta, servirà a dettare le linee strategiche da mettere a disposizione dei nostri imprenditori che puntano a conquistare i mercati esteri o a potenziare la loro presenza”. All’iniziativa, che sarà presentata ufficialmente il 2 luglio, hanno già dato l’adesione oltre 90 aziende.

L’evento prenderà il via il 5 luglio per concludersi il 9. Il 6 luglio è fissata una sessione di lavoro sul tema del rilancio del territorio con la partecipazione annunciata e confermata, tra gli altri, del ministro Michela Brambilla, del sottosegretario Alfredo Mantovano del suo collega Nicola Cosentino; del viceministro Adolfo Urso; del presidente della giunta regionale Campania Antonio Bassolino. Non mancheranno i vertici nazionali di Unioncamere e Assocamerestero. “I tre avvenimenti – conclude Farina – devono leggersi come altrettante iniziative volte a favorire e sostenere l’export, che resta una delle voci più interessanti del nostro Pil”.

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