Si è conclusa la seconda edizione di Pizza Convention, l’appuntamento capitolino di riferimento per l’universo pizza che per due giorni ha trasformato Officine Farneto nel centro nevralgico dell’arte bianca. Ideato da Pietro Ciccotti, founder di Excellence, con la cura editoriale della giornalista Laura Mantovano con il supporto di Officine Farneto, l’evento ha riunito i massimi esperti del settore, accademici, stampa e i grandi maestri pizzaioli di tutta Italia per tracciare il futuro di un settore che vale oltre 15 miliardi di euro all’anno.
Al centro del dibattito, la presentazione del Manifesto programmatico “Pizzaiolo: un mestiere da tutelare” un incontro decisivo per continuare a portare avanti il percorso condiviso in relazione al riconoscimento professionale del pizzaiolo, valorizzandone competenze, formazione, ruolo economico e culturale. L’incontro, moderato da Selena Vacca (Esperta di legislazione agroalimentare), ha visto la partecipazione della Senatrice Gisella Naturale – Vicepresidente 4ª Commissione Permanente Politiche dell’Unione Europea, di Antonio Pace – Presidente AVPN e di alcune delle colonne portanti della pizza italiana come Roberta Esposito – La Contrada, Franco Pepe – Pepe In Grani, Corrado Scaglione – Enosteria Lipen e Renato Bosco – Saporè.
Dall’incontro è emerso il paradosso della pizza del ventunesimo secolo. Tutti ne parlano, i pizzaioli sono ricercatissimi, un’eccellenza rappresenta uno dei simboli del Made in Italy muove un fatturato di 15 miliardi di euro, al quale va aggiunto l’indotto importante tra prodotti alimentari, tecnici e flussi legati al turismo enogastronomico. Un settore che interessa decine di migliaia di locali e centinaia di migliaia di addetti eppure il pizzaiolo non è una figura riconosciuta, in pratica dal punto di vista giuridico è quasi una “non figura”. Ed è evidente il messaggio che è partito dal palco di Pizza Convention 2026: non può esserci futuro senza formazione e una posizione giuridica riconosciuta. Questo l’appello emerso durante il corso del convegno sulla necessità di definire la forma e i contorni professionali del pizzaiolo, con l’obiettivo di costruire un modello culturale riconoscibile e replicabile in tutto il mondo, senza distinzioni di linguaggi e nazionalità. Da Pizza Convention è partito così il movimento dell’intera categoria da affiancare necessariamente a un percorso istituzionale e ad investimenti in termini di formazione a partire dalle scuole.
Se l’appuntamento di martedì 7 ha messo in luce una delle più grandi zone d’ombra del settore, la prima giornata di Pizza Convention ha celebrato la presenza femminile nel comparto con la consegna del premio Maestre della Pizza a sei grandi interpreti: Petra Antolini di Settimo Cielo (Pescantina – VR); Marzia Buzzanca (L’Aquila); Amalia Costantini di Mater (Fiano Romano); Isabella De Cham di Isabella De Cham Pizza Fritta (Napoli); Roberta Esposito di Contrada (Aversa – CE) e Filomena Palmieri di Da Filomena (Castrovillari – CS).Un grande traguardo che sottolinea l’eccellenza tecnica apportata dal femminile nel settore in termini di ricerca, innovazione e capacità imprenditoriale, ancora più rilevante se si considerano i dati presentati durante la manifestazione che raccontano una presenza femminile davanti ai forni ancora ridotta al 2%.
Officine Farneto è stata inoltre il palcoscenico di un fitto programma di incontri a partire dal Contest Under 35 firmato dall’azienda casearia Sorì, dedicato sia alla pizza tonda che alla pizza in teglia, che ha visto trionfare nel primo turno Pasquale Cirillo di Pizzeria Golfo di Napoli (Roma) e El Anbri Abdessamad di Loop (Albignasego) mentre nel secondo Luca Di Francesco di pizzeria Enzima (Ladispoli). Successo anche per il contest “fritturisti” targato dalla linea Zucchi Professional dell’Oleificio Zucchi che ha premiato Riccardo Branciamore di Frumento (Roma) e ha riconosciuto un premio speciale per la creatività a Valerio Esse di Lina Pizza in Teglia (Roma). Spazio anche al Vera Pizza Napoletana Champion, il contest nazionale dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, con i vincitori che hanno conquistato l’accesso alla finale nazionale in programma a settembre a Napoli: Emanuele Rossi, primo classificato; Davide Rossi e Salvatore Palluda, secondi ex aequo; Massimiliano Barrà, terzo classificato. Pizza Convention ha dato spazio a tutte le espressioni dell’arte bianca, dai grandi nomi della pizza italiana negli show cooking e delle serate “Spicchi di stelle”, alle voci dei professionisti nei talk e approfondimenti incentrati sul tema della selezione delle materie prime, della ricerca sugli impasti, della cultura dell’abbinamento e di tanti altre tematiche portanti del settore, confermando il proprio duplice ruolo di laboratorio di idee e palcoscenico di talenti.
Dichiarazioni dei relatori
“Una strada che ho avuto il piacere di intercettare già da alcuni anni – ha dichiarato la Senatrice Gisella Naturale – quando mi è stato proposto di lavorare a un iter legislativo e, in qualità di senatrice, sono stata la prima firmataria di un disegno di legge dedicato a questo riconoscimento, richiesto sempre più a gran voce dal settore, che può e ci auguriamo diventi uno stimolo per le nuove generazioni offrendo loro un futuro professionale che deve necessariamente partire dal nostro Paese. Il mestiere del pizzaiolo è infatti intrinsecamente legato alla storia della nostra terra, non possiamo quindi rischiare di perdere di questa priorità.”
“Qui a Roma è emersa più che mai una volontà concreta e ben specifica nel definire a livello normativo la professione del pizzaiolo – ha sottolineato Antonio Pace, Presidente Associazione Verace Pizza Napoletana – Si tratta di un passaggio fondamentale per rafforzare la dignità di un mestiere secolare riconoscendone una professione definita e tutelata.”
“Questo momento di incontro e confronto con i miei colleghi e con il mondo istituzionale – ha continuato Roberta Esposito de La Contrada – è stato particolarmente significativo soprattutto in relazione alle modalità con cui oggi si racconta la pizza: non più solo prodotto ma un fenomeno in evoluzione, mettendo al centro la valorizzazione e la tutela del sapere che c’è dietro.”
“La sensazione è che, dopo anni di confronto, ora si fa davvero sul serio e, dal momento che riusciamo a dialogare con i vari attori e parte politica sottolinea, – ha evidenziato Franco Pepe di Pepe in Grani – significa che c’è sempre più speranza per il futuro che parte inevitabilmente dalla formazione.”
“Riconoscere la figura del pizzaiolo significa mettere un punto fermo in un mestiere che negli anni continua a crescere costantemente – ha raccontato Renato Bosco di Sapore’ – Ci auguriamo che questo traguardo possa rappresentare una vera cassa di risonanza per avvicinare sempre più giovani a una professione dal valore inestimabile”.
“La parte politica ha assunto un impegno importante ponendo l’attenzione su aspetti per noi fondamentali – ha sottolineato Corrado Scaglione maestro pizzaiolo di Enosteria Lipen – dobbiamo continuare a far crescere la professionalità del settore partendo dai giovani perché sono loro il futuro della pizza. Il nostro compito come ambasciatori è di trasmetter loro conoscenza, serietà e consapevolezza che li porti a diventare professionisti a tutti gli effetti”.
Motivazioni premiazione “Maestre Pizzaiole”
Petra Antolini – Settimo Cielo – Pescantina (VR)
Per aver ridefinito i confini della pizza contemporanea attraverso un perfetto equilibrio fra territorio e innovazione tecnica. Pizzaiola eimprenditrice illuminata, con una ricerca scientifica sugli impasti e una valorizzazione colta della materia prima locale, ha saputo trasformare la tradizione in un’espressione gastronomica d’avanguardia, diventando un punto di riferimento indiscusso dell’arte bianca attuale.
Marzia Buzzanca – L’Aquila
Pioniera nel panorama della pizza contemporanea, ha dimostrato come la passione per l’impasto possa dialogare, con pari dignità, con i grandi vini e l’alta cucina. Un modello di eccellenza, resilienza e costante innovazione; una professionista che, con coraggio e visione, ha tracciato nuove strade per la pizza d’autore, confermandosi una delle figure più autorevoli del settore.
Amalia Costantini – Mater – Fiano Romano
Per la straordinaria capacità di far dialogare l’arte della panificazione con l’alta cucina. Il suo lavoro si distingue per la ricerca costante su impasti leggeri e digeribili, che diventano la tela ideale per topping d’eccellenza. Ogni topping è una ricetta pensata, un accostamento cromatico e gustativo, un gioco di consistenze che regala un’esperienza gastronomica raffinata e profonda.
Isabella De Cham – Isabella De Cham Pizza Fritta – Napoli
Per aver ridisegnato i confini della pizza fritta con un perfetto equilibrio tra radici partenopee e innovazione contemporanea. Attraverso una leadership illuminata e un team quasi interamente al femminile, ha trasformato la tradizione in un’eccellenza di straordinaria leggerezza e creatività, diventando un modello di ispirazione imprenditoriale nel mondo della gastronomia.
Roberta Esposito – Contrada – Aversa (CE)
Per aver saputo fondere l’anima della pizzaiola d’avanguardia con la visione dell’imprenditrice illuminata. Il suo stile unico si distingue per un dialogo continuo con l’alta cucina, dove l’eleganza dei topping e la precisione millimetrica degli impasti non perdono mai di vista la forza dell’identità territoriale. Un modello d’impresa moderno e incentrato sulla cura del dettaglio e dell’accoglienza
Filomena Palmieri – Da Filomena – Castrovillari (CS)
Per aver guidato con audacia, rigore tecnico e studio scientifico degli impasti, l’evoluzione della pizza in Calabria, trasformandola in un’avanguardia gastronomica di rilievo nazionale. Autentica ambasciatrice del territorio e custode della biodiversità, ha fatto della sua pizza il palcoscenico ideale per le eccellenze del Pollino dimostrando come l’alta cucina si sposi perfettamente con la cultura contadina.
