Brand Pizza c’è già, tutte le tappe di un successo internazionale e popolare che solo chi è in malafede non può non vedere

Sono giorni turbolenti per il mondo della pizza e dei maestri pizzaioli italiani e non solo, dopo le spigolose dichiarazioni del noto imprenditore italiano Flavio Briatore, secondo cui “la pizza non è napoletana, è un prodotto mondiale e gli altri la fanno meglio”. Queste le parole di Briatore in seguito agli attacchi ricevuti nei confronti della sua catena internazionale di pizzerie Crazy Pizza, indirizzati particolarmente ai prezzi ritenuti eccessivamente alti.
In merito alle dichiarazioni del celebre manager italiano nel corso della puntata del 23 giugno della trasmissione Porta a Porta, interviene così Antonio Pace, presidente di AVPN – Associazione Verace Pizza Napoletana: “Interessante la proposta di Briatore di creare un brand internazionale della pizza, ma facciamo notare che la nostra associazione è impegnata nella tutela e nella rappresentanza della pizza nel mondo già dal 1984, con tanto di rigoroso disciplinare. Sono centinaia le pizzerie sparse in tutti i continenti a portare orgogliosamente il marchio AVPN, a garanzia della qualità dei loro prodotti. Proprio per questo – prosegue Pace – vogliamo invitare Flavio Briatore alle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana, e in particolare al disvelamento dell’Opera Celebrativa della Vera Pizza Napoletana e dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano, patrimonio immateriale dell’Umanità, lunedì 4 luglio. Lo aspettiamo per un confronto pacato e amichevole, e garantiamo che troverà senz’altro delle pizze straordinarie che i nostri maestri riescono a proporre a prezzi accessibili a tutti, senza intaccare la qualità delle materie prime e la cura dei dettagli. Se poi vuole portare uno dei suoi pizzaioli per una bella sfida a base di buone pizze, noi non abbiamo alcun pregiudizio e siamo certi che ci divertiremo”.
Durante la trasmissione condotta da Bruno Vespa, il patron di Crazy Pizza si era espresso così in merito alla creazione di un’associazione in grado di rappresentare e valorizzare la pizza italiana come un vero e proprio marchio: “[In Italia] non siamo riusciti a creare una catena di pizzerie nel mondo, – sostiene Briatore – un brand internazionale della pizza italiana. Bisogna cercare di capire come creare un marchio riconoscibile in tutto il mondo, che garantisca la qualità della pizza italiana all’estero.”

Nota del redattore :

Benissimo Pace, aggiungiamo noi che in tutto il mondo c’è semmai la necessità di distinguere la pizza napoletana da creazioni non in linea col nostro gusto, un gusto che trova immenso successo se vero che i turisti da ogni parte del globo la prima cosa che fanno a Napoli ed in Campania è cercare un pizzaiolo ed ordinare margherita e pizza fritta 

1984 – Fondazione dell’Associazione Verace Pizza Napoletana con registrazione del disciplinare Internazionale e del marchio Vera Pizza Napoletana
1998 – Registrazione della Verace Pizza Napoletana artigianale come Norma UNI 10791:1198
2004 – Riconoscimento UE della Pizza Napoletana come STG (Specialità Tradizionale Garantita)
2017 – Riconoscimento Unesco dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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