Cantina di Lisandro, storia di leadership nel Pallagrello e Casavecchia

Una storia imprenditoriale di successo, partita dal cuore della Caserta delle frazioni pedemontane, che sta cambiando il destino del Pallagrello e del Casavecchia sulle tavole d’Italia., ma anche una delle mete migliori per l’enoturismo in zona.

Tra le aziende vitivinicole in crescita esponenziale in Terra di Lavoro c’è sicuramente   Cantina di Lisandro di Almerigo  Bosco, discendente di un’ antica famiglia di Casolla, storica frazione pedemontana di Caserta, dove l’avo Lisandro in una antica cantina accoglieva i viandanti tra CasertaVecchia ed il centro città offrendo baccalà e vino; una sosta lungo l’antica mulattiera che collegava prima della strada panoramica, la città di pianura con la sua medievale altura. Sia chiaro, antichi erano i tempi, il lavoro duro  ma non i denari… E, seppur senza grandi capitali di famiglia,  questa storia e passione convince Almerigo, dirigente di azienda, a mettere la sua esperienza a disposizione del mondo del vino, incrociando la stessa volontà nella consorte Rosanna, medico a Caserta;  lo fanno attraverso il gruppo aziendale Poderi Bosco che oggi annovera anche un ristorante in centro a Caserta ( Osteria don Lisandro) e una prestigiosa wedding Location nei terreni adiacenti l’azienda vitivinicola ( Dimora Ai Lecci). 

Lo spirito ed il lavoro in cantina appassionerà presto anche la figlia Gabriella Bosco che si occupa già di molti aspetti del gruppo di famiglia. 

E’ San Giovanni e Paolo, frazione benedetta di Caiazzo che si allunga verso Castel Campagnano il luogo da imboccare per arrivare lì dove una decina di anni fa nacque  Cantina di Lisandro, fino ad acquisire importanti storici vigneti nella zona giungendo anche ad aprire uno dei primissimi Bed&Wine del territorio casertano. E’ meta di un’ enoturismo d’elite che è ripreso a tutta appena ci sono state le prime riaperture così come le visite nella elegante e professionale sala degustazione frequentate  da   wine lovers assetati di conoscenza riguardo il Pallagrello ed  il Casavecchia  anche da Stati Uniti e Russia. Almerigo conduce una degustazione non sol tecnica ma di grande coinvolgimento narrativo tra la storia aziendale e aneddoti di territorio.

Almerigo Bosco racconta i suoi vini

In vigna, tra gli allevamenti prevalentemente a  Guyot,  è possibile riconoscere la corona dei monti Trebulani, permettendoci di capire  l’ubicazione di questo lembo di terra, perfetta per la viticoltura baciata dal Massicio del Matese , dal Taburno sannita, dalle anse del fiume Volturno capaci di disegnare l’areale del Casavecchia di Pontelatone Dop e delle migliori espressioni della Igp Terre del Volturno come  appunto il  Pallagrello. Iniziano con il Rosso Terzarulo ed il bianco Lancella, nomi che svelano l’antica tradizione contadina ed  una ricchezza storica che vive in etichetta con le riproduzione dei fregi del Duomo Romanico di Casertavecchia, un logo aziendale creato dall’amico di famiglia Edward Rozzo, regista, fotografo e docente di Innovative Retail Design alla Bocconi.  Nessun diserbante o pesticida, filosofia del biologico come normalità e stile di vita più che targhetta da esibire, le uve sono destinate poi soprattutto all’Anfora.

Oggi tra le etichette  di  Cantina di Lisandro, oltre agli storici Lancella  e Terzarulo nel mondo pallagrello, sempre più  protagonisti della buona ristorazione, c’è il Casavecchia identitario del Cimmarino, dove la vigna “vede” il mare, una terra che è capace di far ritrovare  fossili di conchiglie  e comprendere uno dei perchè di un terreno benedetto. Il Lancella ed il Cimmarino, rispettivamente del 2014 e 2013 nel 2017 hanno ricevuto i punteggi di  88 e 87 da Robert Parker  Wine Advocate. Ora etichetta di punta  è da tempo il  Pallagrello nero in purezza  di  Nero di Rena, ospite fisso nell’elenco The Wine Hunter, anche per questo 2021a Merano;  è il frutto della zona silicea della vigna affacciata al Volturno, intensamente rubino tendente al granato con uno degli spettri aromatici pià ampi che possa donare un pallagrello nero avvolto in una piacevole balsamicità. La vigna del Nero di Rena troneggia anche dall’altro versante della collina, se si guarda dalla Dimora ai Lecci poco distante. Un vino che in ogni rating ed in ogni annata difficilmente va sotto  i 90/100,   Nasce invece nel 2019, verso il completamento di un’offerta già ampia,  il Rosato con Rosa del Tempo, un buon chiaretto da Pallagrello nero. Se si va a casa di Almerigo si trova anche una bottiglia di Pallagrello, col brand Poderi Bosco, che ha partecipato venendo premiata al Festival dell’Olfatto Smell, curiosa tenzone internazionale di nasi qualificati.

I Fossili ritrovati nella Vigna del Cimmarino

Sono vini che nn è inusuale trovare davvero sulle tavole nelle enoteche in giro per l’Italia, ciò va detto poichè in questo areale, tra tante micro anche se eccezionali cantine, è difficile però trovare aziende in grado di soddisfare commercialmente il mercato nazionale di qualità davvero.

Produzione di buon livello anche per le etichette di base, ottime per uso casalingo o da elegante catering come il San Rufo e il Monte Virgo,  nomi dedicati alle origini della caserta pedemontana del fondatore. Visita in Cantina consigliatissima, per locali e turisti, per avere uno spettro completo della realtà del Pallagrello e del Casavecchia. 

http://www.cantinadilisandro.com/contatti-1-1

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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