Al governo la Cultura perde il turismo, perchè non è una buona cosa

E’ ufficiale il cambio con i decreti di ieri, il Mibact diventa MiC, Ministero della Cultura, perdendo forse irrimediabilmente la direzione generale Turismo, ma non credo sia una buona cosa; si dice che così le imprese del settore, in un momento difficile come questo possono avere un’attenzione migliore e meglio si potrà programmare la ripartenza turistica. Sarà…. vedremo, io credo che questa separazione rende più poveri sia il mondo della cultura sia quello del turismo. La “contaminazione” ultraventennale tra politiche e piani per il turismo e la tutela e valorizzazione dei beni culturali ha consentito alle strutture burocratiche di Musei e Parchi archeologici di aprirsi per bene alle esigenze del turismo e ad avere una moderna concezione della fruizione, maggiore è stata, soprattutto con la Riforma Franceschini, l’apertura ai territori e alle esigenze di marketing territoriale. La concezione ha partorito un innovativo Piano Strategico di Sviluppo del Turismo, con una ottima visione verso il futuro, ricco di interconnessioni con tutela del paesaggio, monumenti, strutture ricettive, cammini, nuovi turismi. La Campania, vista la gran mole di Musei e Parchi Archeologici ne ha molto beneficiato proprio in chiave turistica. Il legame nel vecchio Mibact ha fatto bene anche al Turismo italiano, alle sue imprese ed operatori, maggiormente consapevoli delle sue ricchezze e soprattutto delle sue diversità territoriali, presentandosi meglio al mondo, in un paese in cui si viene dal lontano essenzialmente per i suoi grandi attrattori culturali. Tutto ciò nonostante uno strano “federalismo” che negli anni ha depotenziato la funzione dell’Enit a vantaggio di 21 realtà locali non sempre pronte, professionalizzate e pronte a fare squadra. Ci auguriamo che, oltre a tutelare meglio le imprese di settore ( ma non si poteva fare anche in sede di MISE?) rimanga forte un vasto legame tra i due ministeri per una sinergia comune, una sinergia anche da fare con il Ministero delle Politiche Agricole, infatti, se del tutto fuori luogo era la scelta di qualche anno fa di accorpare turismo ad agricoltura, bisogna però interagire e coordinarsi anche con quello che rappresenta quel ministero proprio in chiave di nuove esperienze turistiche da proporre al mondo.

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Un ‘ultima nota: con questo assetto nuovo e con il nuovo governo di certo non ci saranno più Bonus Vacanza ( al netto di quelli ancora spendibili) , non è una buona notizia; è una misura che ha fatto bene a tanti imprenditori in una stagione difficile e ha permesso a centinaia di migliaia di famiglie di fare vacanze in estate nonostante il calo del reddito generalizzato per la pandemia, una misura, invece, che anche con cambiamenti, andrebbe resa strutturale, proprio come fanno da decenni in Francia con gli chèque-vacances per il turismo interno.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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