“Città del vino” di tutta Italia: “No a perdita Doc, Docg e Igt”

Le Città del Vino appoggeranno l’attività del Ministero delle Politiche Agricole Luca Zaia seguendo da vicino il cammino del nuovo sistema di classificazione dei vini previsto dalla Commissione Europea, fino alla sua entrata in vigore il 1° agosto 2009, per scongiurare il rischio della grave perdita di identità del patrimonio enologico italiano, con la trasformazione delle classiche e tradizionali denominazioni di origine (Doc, Docg e Igt) dei nostri vini, a tutte Dop e Igp. Così le Città del Vino di tutta Italia, riunite in Convention in Piemonte (fino al 19 ottobre, Comunità delle Colline tra Langa e Monferrato), esprimono soddisfazione per le parole diffuse a mezzo stampa dal Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, che ha sottolineato come l’Ocm vino sia un “disastro programmato, soprattutto sul fronte delle denomoniazioni, dove rischiamo di perdere oltre il 60% delle Doc, Docg e Igt”e ha ribadito la sua intenzione “di usare tutte le leve a mia disposizione per bloccare le misure proposte dall’Unione Europea ed evitare una riduzione davvero troppo grave del patrimonio enologico nazionale”.

“Le Città del Vino – sottolinea il Presidente Valentino Valentini – hanno il merito di aver posto un’attenzione vigile alle problematiche relative all’entrata in vigore della nuova normativa, soprattutto sul tema delle denominazioni di origine, uno dei nodi fondamentali della riforma e uno dei punti nevralgici della filiera vitivinicola italiana e dei territori del vino. Sono pienamente d’accordo con le parole del Ministro Zaia, sul fatto che le produzioni di qualità legate al territorio sono la forza del nostro Paese, e la specificità delle denominazioni dei vini italiani deve essere difesa e tutelata. Per questo, come enti locali, saremo vicino al Ministro durante tutta la fase di messa in discussione della nuova classificazione, fino alla sua entrata in vigore l’anno prossimo”.

Alessandro Tartaglione

Direttore Responsabile di Campania Slow | Contatto Facebook: http://www.facebook.com/a.tartaglione

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