Gio. Mag 28th, 2026

Il vino non è solo degustazione ma la chiave per entrare in contatto con il suo territorio, la sua cultura e le sue storie: con questa consapevolezza Cantine Aperte 2026 dà il via a un viaggio immersivo tra natura, benessere e tradizioni locali che trasformerà le cantine di tutta Italia in laboratori di esperienze a cielo aperto. Sabato 30 e domenica 31 maggio i produttori del Movimento Turismo del Vino aprono le porte delle proprie aziende per vivere un weekend all’insegna del turismo rigenerativo: dalle Alpi al meridione, il filo conduttore è la scoperta lenta del territorio dove il vino dialoga con il paesaggio, la gastronomia locale e le diverse espressioni artistiche.

“L’Italia è il Paese con maggiore potenziale enoturistico del mondo grazie alla varietà delle sue cantine – che spaziano da ville e residenze storiche alle strutture progettate da archistar – passando per i suoi oltre 500 vitigni autoctoni, alla gastronomia tradizionale che varia in ogni località e produttori che, nella maggior parte dei casi, accolgono personalmente i visitatori. – spiega Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino – Le cantine del Movimento Turismo Vino sanno trasformare questo potenziale in esperienze rigenerative e immersive che portano i visitatori a toccare con mano la civiltà del vino e i territori. Nel 2026, più che mai, Cantine Aperte è una vetrina di esperienze nuove, avvincenti, divertenti e capaci di far scoprire qualcosa di nuovo sia ai super esperti che ai curiosi. Chi pensa che le cantine siano tutte uguali rimarrà piacevolmente stupito nel trovarsi a vivere esperienze diverse, coinvolgenti che avvicinano alle tradizioni della campagna in modo spensierato.”

Le vigne diventano così luoghi attivi da attraversare ma anche da vivere in tutti i momenti della giornata. Cantine Aperte 2026 si presenta come un palcoscenico di intrattenimento a tutto tondo e l’occasione per le aziende di presentare le iniziative che proseguiranno per tutto il resto dell’anno. Secondo la recente ricerca del CESEO (Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo dell’Università LUMSA) si è registrato un aumento di visitatori nelle cantine del Movimento del 59,8% nel 2025 grazie anche e soprattutto alla diversificazione dell’offerta, in particolare nel Centro e nel meridione, dove oltre un terzo delle cantine supera i 2000 visitatori l’anno.

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Di Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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