Ven. Mar 1st, 2024

Dopo il successo della prima edizione, torna anche quest’anno Aggiungi un legume a tavola, l’iniziativa  lanciata dall’associazione della Chiocciola e dalla sua rete giovani per celebrare la Giornata mondiale dei legumi, insieme ai cuochi dell’Alleanza Slow Food.

 

Promossa dalla FAO, la Giornata Mondiale dei Legumi rappresenta un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla loro importanza e sul loro ruolo, per rendere protagonisti produttori, cuochi e cittadini nella transizione verso sistemi agroalimentari più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili. «L’attuale sistema di produzione del cibo non garantisce sicurezza alimentare e salute, sacrifica l’ambiente e la giustizia sociale. Le conseguenze di questo sistema nefasto sono le gravi crisi che stiamo vivendo. Per contrastarle abbiamo bisogno di azioni politiche in grado di rivoluzionare l’attuale paradigma e ciascuno può fare la propria parte, iniziando con il cambiare le proprie abitudini alimentari, un pasto alla volta. Riscoprire i legumi, ingrediente versatile e indispensabile per una dieta sana ed equilibrata, è un’azione semplice ma molto potente, che tutti possiamo compiere nella nostra quotidianità. E per imparare tutti i segreti dei legumi in cucina non c’è niente di meglio che affidarsi alle cuoche e ai cuochi dell’Alleanza che conoscono i territori, stringono relazioni con i produttori e ci offrono gustosissime ricette» sottolinea Roberta Billitteri, vice presidente di Slow Food Italia.

 

Lenticchie, ceci, fagioli. piselli, fave, cicerchie e lupini sono una delle fonti proteiche più sostenibili del pianeta: contribuiscono a promuovere la biodiversità, a rendere più fertile il suolo e a ridurne l’erosione. La loro produzione genera una minore impronta ambientale in termini energetici e idrici e comporta una minore emissione di gas climalteranti. Straordinaria è la varietà dei legumi, occorre dunque promuoverne la produzione e il consumo a partire dalle varietà locali. Da qui il tema scelto dalla Fao per l’edizione 2023 “Legumi: per un futuro sostenibile” a ricordarci l’importanza fondamentale che questi hanno, per la nostra salute e per quella del pianeta.

 

A ogni regione il suo piatto leguminoso
Ad aderire all’appello di Slow Food Italia e Slow Food Youth Network Italia (SFYN) oltre 150 cuochi dell’Alleanza Slow Food da ogni regione che il 10 febbraio (e non solo) inseriranno nei loro menù almeno un piatto a base di legumi, valorizzando quelli meno conosciuti del loro territorio, utilizzando Presìdi Slow Food o riproponendo ricette antiche.

Tra i legumi protagonisti troviamo, ad esempio, il fagiolo zolfino, che il ristorante Il Tirabuscio di Bibbiena (Ar) valorizza con una minestra a base di riso gigante Vercelli, altro Presidio Slow Food, il cece dal solco dritto, di cui Tiziana Favi, cuoca di Namo Ristobottega a Tarquinia, utilizza l’acqua di cottura, l’acquafaba, per ottenere un’originale maionese vegetale e infine la fava di Carpino, che viene unita a cime di rapa e fave di cacao nella pizza di Vincenzo Florio, cuoco di Senti che Pizza a Bari. Non mancano grandi classici, come la pasta e fagioli, abbinamenti innovativi e versatili zuppe declinate nelle varie specialità regionali, come quelle a base di Roveja di Civita di Cascia in Umbria, di fagioli Canario in Campania, o con i fagioli rossi di Lucca in Toscana.

 

L’Alleanza Slow Food dei cuochi

Nel mondo oltre 1200 cuoche e cuochi fanno parte dell’Alleanza Slow Food, in Italia sono più di 500, impiegando ogni giorno nelle loro cucine cibi buoni, giusti e puliti di contadini, allevatori, casari, pescatori, viticoltori, artigiani che producono con passione e rispetto per la terra e per i loro animali. I cuochi si impegnano a segnalare i nomi dei produttori dai quali si riforniscono, per dare rilievo e visibilità al loro lavoro.

 

La rete Slow Beans

Slow Food promuove la coltivazione e il consumo di legumi attraverso numerose iniziative, prime fra tutte Let it Bean!, la campagna realizzata in collaborazione con Meatless Monday, che promuove il consumo di legumi tramite la collaborazione con le municipalità, aumentando la consapevolezza dei cittadini su questo tema e sostenendo i produttori locali, e Slow Beans, la rete internazionale di agricoltori, cuochi e attivisti e appassionati, che da oltre 10 anni si impegna a difendere, mantenere e diffondere la biodiversità leguminosa coltivata: nel mondo ci sono 300 legumi a bordo dell’Arca del Gusto, di cui 124 in Italia, e ben 48 legumi in Italia sono Presìdi Slow Food.

 

Stay tuned per conoscere date e luogo di Slow Beans 2023, l’evento itinerante che permette di incontrare e conoscere i produttori di Presìdi e Comunità Slow Food di legumi di tutta Italia (e non solo)!

Ecco gli aderenti in Campania

Campania

Zuppa di legumi (con fagioli di Controne, Presidio Slow Food, fagioli con l’occhio, ceci di Teano, Presidio Slow Food, lenticchie di Villalba, Presidio Slow Food, cicerchie e verza)
Marilena Giuliano
Gli Scacchi – Caserta

Enza Perna
La Ripa ristorante museo – Rocca San Felice (Av)

Zuppa di Fagioli cannellini dente di morto alla pescatore
Fioravante Iovine
Garum – Pompei (Na)

Zuppa di cime di rapa con fagiolo di Controne, Presidio Slow Food
Giovanni Civitillo
Millenium Pizzeria – Cusano Mutri (Bn)

Cime di rapa e cicerchie al timo selvatico
Maurizio Lo Russo
Osteria dei Briganti – Scampitella (Av)

Lupino gigante di Vairano, Presidio Slow Food e fagiolo di Controne, Presidio Slow Food
Angelo Martino
Ristorante Al 53 – Napoli

Zuppa di fagiolo di Controne, Presidio Slow Food con scarole e polvere di cavolo nero
Lorella Di Porzio
Ristorante Umberto 1916 – Napoli

Zuppa di fagiolo canario con porcini castagne e vascuotto di pane
Luigi Arpaia
La Panoramica – Sant’Antonio Abate (Na)

Tortelli dell’orto con farina di cece di Teano, Presidio Slow Food, su loro crema e con bottoni di fagioli
Isis Vincenzo Corrado, classe 3A enogastronomia/cucina (Prof. Montanino Vincenzo) – Castel Volturno (Ce)

Zuppa di legumi, fagioli e scarole
Gennaro Coppeta
Resilienza – Salerno

Cuccia (zuppa di otto legumi)
Pasquale Crusco
Bottega dei golosi – Sapri (Sa)

Pasta e ceci az. Masseria della Contessa
Nives Monda
La Taverna a Santa Chiara – Napoli

Scarolelle alla nonna Adelaide con fagiolo di Controne, Presidio Slow Food
Lorenzo Principe
Famiglia principe 1968 – Nocera Superiore (Sa)

Fagioli quarantini di Volturara Irpina, Presidio Slow Food, con castagne di Montella
Raffaele Cardillo
Il Ristorantino dell’Avvocato – Napoli

Zuppa di cece di Teano, Presidio Slow Food (az. Masseria del Sesto) con giardinetto di verdure al salto
Pasquale De Simone
Ristorante O’Break Renaissance Naples Hotel Mediterraneo – Napoli

Lagane e ceci
Costabile Guariglia
Hortus – Castellabate (Sa)

Vellutata di ceci di Cicerale,Presidio Slow Food con cicoria ripassata
Anna Clara Capacchione
Vasilico – Salerno

Finger food di vellutata di ceci di Cicerale presidio Slow Food con polpettine di pane al timo
Federica Vassallo
Ci.Bo Cilento food Boutique – Acciaroli (Sa)

Eulalia Parrillo
Agriturismo Le Campestre – Castel di Sasso (Ce)

Pasqualino Rossi
Pizzeria Elite – Alvignano (Ce)

Giuseppe Auricchio
Agristor Le Due Torri – Presenzano (Ce)

Pasquale Izzo
Le Fontanelle – Pontelatone (Ce)

Pasquale di Mucchio
Binario 1 – Vairano Scalo (Ce)

Antonio Ruggiero
Osteria del baccalà – Vairano Scalo (Ce)

Christian Nappa
Chianchieria – Vairano (Ce)

Pizza cilentana scarola e fagioli
Valentino Tafuri
3Voglie – Battipaglia (Sa)

Pietro Balletta
Locanda de’ Foris – Teano (Ce)

Leguminata (farro, grano, cece nero della Murgia, fagioli, prezzemolo, alloro e peperone di Senise crusco)
Samuele Manti
Ristorante Forme – Salerno

 

 

Di Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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