Enoteche e Supermarket “scansano” il Dpcm, una movida parallela possibile…

Bar e Ristoranti a Guardare la fila dei loro clienti ad enoteche e supermarket per un’alcolica movida da asporto mentre non possono servirli ai tavoli ? Vediamo perchè

Prodotti Tipici del Sud
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No, dalle prime ore della sera fino alle ore 22 dei weekend le enoteche graziate dal Dpcm in vigore fino al 6 aprile non venderanno il Costoso Amarone della Valpolicella Docg o l’etichetta di   Greco di Tufo Docg fresca di premio internazionale a sommelier ed intenditori … ma  distribuiranno, soprattutto,  birre  olandesi di largo consumo, superalcolici nordeuropei, e vino dozzinale ai giovani che non potendo andare a Bar e ristoranti vedranno come dover passare lo scampolo di  anticipata movida tracannando su qualche panchina o in qualche strada secondaria, ovviamente in gruppo. Il via libera a questo settore, anche in quegli orari,  è una ben magra  consolazione anche per quella parte del mondo della filiera vino che si è battuta in questo senso…..

 L’ultimo provvedimento governativo,  più che un incoraggiamento al mondo dello spirits e del vino italiano e anche degli enotecari italiani, sembra uno schiaffo ulteriore ai bar e alla ristorazione; non si può star seduti al tavolo, distanziati, per un aperitivo o una pizza, ma si può acquistare la “busta” di alcolici di quarto ordine e poi, ipocritamente, chi se ne frega come e dove vengono consumati, magari in dispregio delle normative anticovid, seppur non nelle immediate vicinanze del locale….. ( come se allontanarsi di mezzo km e bere in gruppo, magari senza bicchiere, non fosse possibile…). Ma attenzione non solo enoteche …soprattutto supermarket e negozi al dettaglio di settore potranno ospitare tale clientela anche se solo per prelevare il…carico della serata… …..Ci domandiamo  quante file di ragazzi fuori i supermarket, enoteche etc i baristi e i ristoratori devono ancora vedere nei tardo pomeriggio dei weekend?  E quanti snack ….magari in busta venderanno supermarket ed enoteche in “abbinamento” ? 

Ma come mai un Governo che addirittura inasprisce le zone rosse, arrivando a chiudere parrucchieri e barbieri, “salva” enoteche ( ma, a nostro avviso  non la parte più nobile e  di qualità di questo importante settore) pur confermando tutte le rigide misure per il mondo del fuoricasa? Infatti per Bar e Ristoranti nel Dpcm draghiano c’è solo la conferma di tutto ciò che c’era prima. 

E’successo che, insinuandosi nel mare magnum dei supermarket aperti durante tutta la crisi Covid,  alcune delle associazioni del mondo enoteche radicate del nord del paese non mancano di ringraziare  ad ogni comunicato diversi esponenti politici,  che si trattasse di un presidente di Regione o di ex ministri dell’agricoltura poco cambia. Oggi queste lobby evidentemente più forti ( o più ascoltate di quelle ben più grandi dei bar e della ristorazione) hanno anche alcuni dei loro referenti preferiti ricoprire incarichi di governo. 

Un lavoro di rappresentanza legittimo ed anche vincente sia chiaro, che è giusto riportare letteralmente..

Da ciò leggiamo  nel comunicato dell’ associazione delle enoteche italiane, Vinarius , che 4 giorni fa diramava un comunicato di apprensione per il DPCM che si andava concretizzando e che avrebbe chiuso alle 18 le enoteche come i bar :

 “L’Associazione delle Enoteche Italiane Vinarius esprime forte apprensione per il nuovo DPCM. La bozza di decreto che circola in rete infatti reitera l’errore denunciato fin da subito proprio dall’associazione e vieta nuovamente la vendita di alcolici e analcolici per asporto dalle ore 18 alle enoteche.”

Siamo seriamente allarmati e increduli – spiega Andrea Terraneo, Presidente Vinarius – all’idea che si possa nuovamente incorrere in quello che è stato in tutta evidenza un equivoco contenuto nel precedente decreto che aveva penalizzato l’operatività delle enoteche (codice Ateco 47.25), dopo le ore 18. In effetti le enoteche che hanno il 47.25 non sono enoteche di mescita ma negozi di vendita al dettaglio esattamente come la GDO, gli alimentari non specializzati, fruttivendoli, macellerie che giustamente non sono stati colpiti da questa norma. A questo equivoco si è cercato di porre rimedio grazie al supporto dell’On. Dara alla Camera con una interrogazione parlamentare. A questa ha dato risposta il Ministro Patuanelli il quale nella risposta, ha dato prova che si fosse trattato di una svista. Anche il Senatore Centinaio, in seguito, ha rivolto la stessa richiesta ma i tempi al Senato, anche per l’inizio della crisi di governo, non hanno ancora visto la calendarizzazione dell’interpellanza. Ora che le forze politiche che ci hanno supportato in questo difficile iter sono al Governo, è necessario intervenire fattivamente per una totale risoluzione del problema. Preghiamo pertanto le forze politiche di andare a rileggere la definizione del Codice Ateco 47.25. La preoccupazione degli Enotecari inoltre è particolarmente acuita dal fatto che il nuovo emanando provvedimento andrebbe a coprire il periodo fino a Pasqua penalizzando attività che dalle 18 alle 20 vedono mediamente il 30% del fatturato giornaliero e che nelle settimane prima della Pasqua registrano un forte e tradizionale innalzamento del lavoro.

Mentre oggi c’e’ stato il legittimo comunicato di “soddisfazione” 

” Con la massima soddisfazione e legittimo orgoglio accogliamo la soppressione, nel primo DPCM firmato ieri 2 marzo dal Presidente del Consiglio Draghi, dell’iniqua disposizione che obbligava gli enotecari Italiani a non poter vendere al dettaglio le bottiglie di vino dopo le ore 18.” Queste le prime parole di Andrea Terraneo, Presidente dell’Associazione delle enoteche Italiana Vinarius, alla notizia dell’eliminazione nel nuovo decreto del divieto di asporto dopo le ore 18 per i codici Ateco 47.25 ingiustamente inseriti nel precedente Dcpm tuttora in vigore fino al 5 marzo. “La battaglia che Vinarius ha iniziato e portato avanti in ogni sede e a favore dei suoi associati e di tutte le Enoteche Italiane – continua Terraneo – ha visto premiati gli sforzi profusi per cancellare quello che fin dall’inizio ci era parso un equivoco e denunciato fin dal 15 gennaio con l’invio di una nostra lettera aperta al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri Speranza e Patuanelli che evidenziava il clamoroso errore del codice Ateco utilizzato. Un ringraziamento doveroso va ora all’On Dara e al Sen. Centinaio i quali hanno prodotto l’interrogazione parlamentare prima alla Camera e poi al Senato e un altrettanto doveroso grazie va al Ministro Giorgetti e al Presidente del Consiglio Draghi per aver accolto le nostre istanze e portato ad una positiva risoluzione del problema”.

Un valore importante quello delle enoteche italiane sia chiaro, e che hanno fatto il loro gioco ma, chi dovrebbe invece rappresentare governativamente gli interessi generali, ovvero la collettività in tempi di pandemia e almeno  garantire la parità di trattamento e dignità  con categorie imprenditoriali come quelle di Bar e ristoranti che vengono privati della possibilità di servire ai loro pochi e distanziati tavoli  ( giustamente in casi come questo di recrudescenza pandemica) ?  A loro lo spettacolo di dover vedere le file di possibili clienti andare anche  in orari non consoni…..presso supermarket ed enoteche….per andare poi, ovviamente, a consumare dove? A casa da soli? Favola! Ovvio che No, magari in auto  da 4-5 ragazzi o magari in piazze secondarie dove non un controllo ci sarà. 

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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