Don Lisandro, l’Osteria Moderna apre a Caserta nel segno del Pallagrello

Metti un imprenditore vitivinicolo casertano che è passato da 7.000 a 400.000 bottiglie in 10 anni di attività, e uno chef che a 32 anni ha costruito la sua formazione  in cucina  nelle  wedding location più prestigiose nella zona tra Caserta e il Sannio, oltre che orgoglioso protagonista  del Campania Team creato dallo  Chef Giuseppe Spina.

Entrambi si incontrano con la ferrea determinazione di diventare protagonisti della ristorazione a Caserta, rilevando un piccolo locale tra Stazione e centro storico.

 E’ la storia recente di Almerigo Bosco, anima in vigna e nella direzione commerciale  di Cantina di Lisandro, che con le sue etichette ha saputo conferire quantità e qualità al Pallagrello ed al Casavecchia, facendolo arrivare nelle tavole di mezza Italia e di Francesco Grieco, chef maddalonese dalla età  giovane e con una narrazione in cucina tale  da porlo ora  tra le novità eccellenti di una città che, Covid o non Non Covid, non perde colpi nel proporre buona ristorazione a prezzi onesti.

Questa storia, in  Via Verdi 86, diventa realtà da gustare ogni giorno da Don Lisandro-Osteria moderna, aperto da qualche settimana. Qui c’era un ristorante da anni  ma bisogna sapere che  è stata completamente stravolta ogni reminiscenza del luogo; in bene.Infatti cambia la cucina ma anche  l’arredo, funzionale ed elegante, spazi dosati e con banco reception in grado di accogliere meglio un cliente, magari con una bollicina per l’attesa, o con la visione del video delle vigne dove nascono le etichette di Cantine di Lisandro tra Caiazzo e Castel Campagnano. Menù di territorio con rielaborazioni capaci di soddisfare anche chi ha tanta voglia di novità, ed è questa una delle chiavi per far ritornare tutti al ristorante in questa difficile fase post quarantena. Deve valer la pena recarsi in un locale, infatti,  e qui vale davvero la pena, a cominciare dal fatto  che, se si è amanti del mondo vino in genere, Don Lisandro -Osteria moderna diventerà un locale irrinunciabile:  un vignaiolo che apre un ristorante mette in carta solo il suo vino? Giammai! Infatti questa è la casa del Pallagrello, tutti i pallagrello hanno ricevuto l’invito a” comparire”, e  hanno praticamente risposto tutti i vignaioli produttori del vino dei Borboni…..ma  come vengono proposti? Allo stesso prezzo tutti: 14 €   per il bianco , 18 €  per il Pallagrello Nero. Fa bene allo spirito vedere tutte le bottiglie sulla mensola dedicata in bella vista. Ancora vino, nella tufacea cantina nel piano interrato, capace di svelare che siamo in una delle strade più antiche o meglio meno nuove del Centro di Caserta, a due passi dalla Reggia. 

Le entree di Francesco Grieco  mettono subito a proprio agio l’avventore curioso di esplorare le novità del territorio con le radici ben salde nella eccellenza delle produzioni agricole di Terra di Lavoro. Si spazia dalle  praline di Baccalà, al   Bignè salato con maionese allo zafferano di Terra di Lavoro e gambero rosso, ad un fantastico il benvenuto a tavola con il Falso Cappuccino: Cappuccino di Seppie  e Patate di Letino, con bottarga, nero di seppia, pane aromatizzato e olio al prezzemolo, guarnizione di fiori eduli.

Belli da vedere, oltre che da gustare, i cestini di pane, seguiti personalmente dallo chef.

Si capisce subito che è la Carne di Bufalo ad essere utilizzata con maggiore estro e piacevolezza, sia con le Tartare di   bufalo marinato con  verdurine al vapore,  tartufo nero del  Matese e salsa alla mozzarella, che con i secondi come  il bufalo cotto a bassa temperatura, 36 ore, su riduzione di vino rosso, (quel Cimmarino, Casavecchia in Purezza con cui lo abbiniamo).

Il primo piatto farebbe impallidire una delle centenarie osterie bolognesi, con i  Cappellacci farciti con la cremolata di  cinghiale,  tartufo e scaglie di caciocavallo podolico.

Nel menù anche tanto spazio alla cucina di pesce come le millefoglie di pesce spada con melanzane, pomodorini e provola su salsa al piennolo, oppure un tonnetto scottato in crosta di erbe, cicoria selvatica e salsa di caciocavallo. Insomma da Don Lisandro si ritrova un luogo in cui la piana campana che produce il buono, insieme ai monti del Matese e Trebulani, trovano il proprio posto nel centro del capoluogo. Chicche nei dolci e nel mondo distillati, come una primaria selezione di Rhum.  Aperto tutti i giorni a pranzo e cena, tranne il martedì e con il solo pranzo della Domenica, Don Lisandro -Osteria moderna ha tutte le carte in regola per ricalcare i successi delle etichette di Cantina di Lisandro, questa volta portando a tavola, wine lovers, avventori in cerca di pause pranzo non banali, coppie con cene da ricordare, turisti desiderosi di percorsi di narrazione territoriale o, semplicemente, tante persone vogliose di buona cucina, grandi prodotti e prezzi giusti nel pieno centro di Caserta. Secondo noi una novità, ma da mani esperte, che farà strada.

Don Lisandro -Osteria Moderna

Via Verdi 86 Caserta

0823 441473

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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