Le origini del Cipollotto Nocerino: una storia millenaria nella Valle del Sarno

larariodelsarnoIl Cipollotto Nocerino Dop è l’ortaggio maggiormente diffuso nella zona nocerino-sarnese e di certo contende al Pomodoro san Marzano, la caratterizzazione e l’identità agricola di quell’ area. La sua presenza è considerata autoctona da secoli, dato che arrivò sulle coste campane ai tempi delle civiltà mercantili fenicie ed egiziane che attraversavano il mediterraneo commerciando con le popolazioni italiche.

Subito ambientotasi nella Campania Felix, il cipollotto trovò l’habitat ideale nella Valle del Sarno . Il cipollotto divenne una delle principali basi della cucina pompeiana, particolarmente apprezzato per le sue proprietà benefiche e curative.  Negli scavi di Pompei, in via Porta Nuceria, si trova, infatti il Larario del Sarno, dove erano custoditi i lari, numi tutelari della casa e della famiglia. Nei dipinti del Larario, il cipollotto è raffigurato così come lo vediamo tutt’ oggi nei campi, siamo quindi in presenza di una specie vegetale che gode di una lunghissima storia genetica che continua. La storia del cipollotto non si interrompe con la fine dell’ età romana ma il suo utilizzo quotidiano viene anche riportato dalla Schola Medica Salernitana, la pietra miliare della corretta e salutare alimentazione delle epoche medievali. Nella valle del Sarno la produzione del cipollotto è stata praticamente esclusiva, mai si sono introdotte altri tipi di cipolla, d’altronde il cipollotto non è mai stato avaro con i contadini del sarnese, infatti si riproduce ben 4 volte all’anno sulla stessa terra, un unicum per le attività rurali. Il cipollotto ha un valore polifenolico molto elevato con grandi effetti antiossidanti e ci rendiamo conto come doveva essere importante in secoli in cui la chimica per la medicina non era ancora stata inventata, infatti la quantità di vitamina c di 100 gr di cipollotto equivale a quella contenuta in una nostra aspirina. Solo dal 2008 si è accordata la certificazione dop al prodotto, che pur avendo volumi, anche di export, molto elevati, ha sempre contato solo su piccole attività agricole familiari, che da generazioni, a migliaia,hanno fondato su questo prodotto la propria fonte di reddito. L’area della Dop racchiude oggi i comuni, tra la provincia di Salerno e quella di Napoli : Angri, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, Sarno, San Marzano sul Sarno, S. Egidio del Monte Albino, San Valentino Torio, Scafati, Siano,  Boscoreale, Castellammare di Stabia, Gragnano, Poggiomarino, Pompei, Santa Maria La Carità, Sant’Antonio Abate, Striano e Terzigno.

 

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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