XVI Sagra della Mela Annurca a Valle di Maddaloni

La Pro Loco “Valle”di Valle di Maddaloni è felice di comunicare che nei giorni 25 e 26 Ottobre 2008 si svolgerà a Valle di Maddaloni l’edizione numero Sedici della Sagra della Mela Annurca, il tradizionale appuntamento per salutare l’avvenuta maturazione del frutto tipico di Terra di Lavoro.
La Sagra, come di consuetudine negli ultimi anni, è organizzata dalla Pro-Loco di Valle di Maddaloni, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, dei produttori di mele annurche e delle associazioni locali.

Essa si propone come obiettivo principale quello di valorizzare un prodotto locale, appunto la Mela Annurca, che rappresenta l’orgoglio dei produttori e dell’intera cittadina di Valle di Maddaloni. Ma è anche un’occasione per conoscere ed apprezzare le bellezze naturali e architettoniche, nonché le tradizioni culturali del luogo. Una festa che si è consolidata nel tempo ed a cui si guarda con notevole interesse in un momento in cui i consumatori sono alla riscoperta di quei gusti tradizionali e orientati all’acquisto di prodotti ottenuti con metodi naturali tra i quali la mala annurca rappresenta senza dubbio una risorsa che risponde appieno a queste esigenze.

Oggi più che mai la nostra manifestazione assume una rilevanza notevolissima, in un periodo in cui la rivalutazione delle tipicità e, ci permettiamo di aggiungere, GENUINITA’ locali sta conquistando l’attenzione del consumatore attento alle caratteristiche dei prodotti che acquista per se e per la sua famiglia. Mai come quest’anno la nostra manifestazione sarà incentrata sulla tipicità dei prodotti locali e sulle varie combinazioni che tra essi si può ottenere. Inoltre, concerti all’aperto, sfilate di artisti di strada, visite guidate ai monumenti e spettacoli vari fanno da cornice agli stands; naturalmente protagoniste saranno le Mele Annurche, pronte da mordere, fanno bella mostra di se in ampi cesti, ma ai turisti viene proposta anche la degustazione dei loro derivati come liquori alle mele, dolci, frittelle e quant’altro la gente di Valle ha inventato nei secoli per rendere più sana e dolce la vita.

Un pò di storia
Definita la “regina delle mele”, soprattutto per la spiccata qualità organolettica dei suoi frutti, l’Annurca ha da sempre caratterizzato la melicoltura campana. La sua raffigurazione nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano ed in particolare nella Casa dei Cervi, testimonia l’antichissimo legame dell’Annurca con la Campania felix. Luogo di origine sarebbe l’agro puteolano, come si desume dal “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio (Como 23 d.C. – Stabia 79 d.C.). Proprio per la provenienza da Pozzuoli, sede degli Inferi, Plinio il Vecchio la chiama “Mala Orcula” in quanto prodotta intorno all’Orco (gli inferi). Anche Gian Battista della Porta (? 1535 – Napoli 1615) nel “Suae Villae Pomarium”, nel descrivere le mele che si producono a Pozzuoli riferisce come queste siano volgarmente dette orcole. Da qui i nomi anorcola e annorcola utilizzati successivamente, fino a giungere al 1876 quando il nome “Annurca” compare ufficialmente nel Manuale di Arboricoltura di G.A. Pasquale. Descrizione del prodotto L’Annurca, anche nel mutante “Rossa del Sud”, è famosa per la polpa croccante e compatta, gradevolmente acidula e succosa, aromatica e profumata, di buone qualità gustative. Il frutto si presenta del tipico colore rosso con epidermide liscia, cerosa, mediamente rugginosa nella cavità peduncolare. Uno degli elementi di tipicità che certamente caratterizzano questa coltura è l’arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti “melai”, un tempo coperti di strati di canapa detti “cannutoli” oggi sostituiti da altri materiali (aghi di pino, trucioli di legna, ecc.).

La diffusione
L’Annurca è coltivata in tutte le provincie campane anche se le aree più produttive e tradizionalmente legate alla sua produzione sono: nel napoletano quella Giuglianese-Flegrea; nel casertano: il maddalonese, l’aversana e la teanese. Mentre le valli Caudina e Telesina nel beneventano si caratterizzano per la presenza dell’Annurca tradizionale. Con 90.000 tonnellate medie annue, l’Annurca rappresenta oltre il 50% della produzione regionale di mele e il 5% circa di quella nazionale. Le qualità di questa mela, fino ad oggi apprezzate particolarmente dai consumatori campani e laziali, stanno progressivamente conquistando sempre maggiori spazi anche nei mercati dell’Italia centro – settentrionale, grazie anche all’ingresso nei canali della grande distribuzione organizzata.

Le proprietà
La mela Annurca si presenta con delle peculiari caratteristiche estetiche ed organolettiche che contribuiscono fortemente a delinearne la tipicità. Il frutto è piccolo, con un peso medio di poco superiore ai 100 grammi. La forma è appiattita o rotondeggiante con epidermide rosso-striata, mentre la cavità peduncolare presenta una caratteristica area rugginosa. La polpa è di un colore bianco, di consistenza compatta, dolce e succosa, piacevolmente acidula e fortemente aromatica. La consistenza del frutto si mantiene quasi del tutto inalterata anche dopo mesi di conservazione. L’Annurca si presenta come un concentrato di vitamine B1, B2, PP, C, unitamente ad elementi minerali quali fosforo, ferro, manganese, zolfo e soprattutto potassio. Ad essa sono attribuite azioni positive a carico dell’apparato muscolare e nervino, effetti antireumatici, diuretici e dissetanti, una certa azione ipocolesterolemica e antimicrobica intestinale. Studi recenti hanno dimostrato, infatti, che la mela annurca è ricca di sostanze capaci di conferirle un elevato potere antiossidante. Per cui essa potrebbe avere un ruolo decisivo nella prevenzione del cancro. La ricchezza in fibra poi, la rende particolarmente adatta a ripulire le arterie dal colesterolo e quindi a prevenire le malattie cardiovascolari.

Alessandro Tartaglione

Direttore Responsabile di Campania Slow | Contatto Facebook: http://www.facebook.com/a.tartaglione

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