Gio. Ott 1st, 2026

Una grande suggestione !

Arriva per la prima volta in Italia la Troia Wine Route, il nuovo itinerario enoturistico sviluppato nella regione di Çanakkale, nella Türkiye nord-occidentale. Il progetto è stato presentato a Roma nel corso di un incontro promosso dall’Ambasciata di Türkiye, con l’obiettivo di far conoscere al pubblico e alla stampa specializzata italiana un territorio caratterizzato da varietà d’uva locali, da produttori con storie profondamente diverse tra loro e da un legame con la vite che affonda le radici molto prima della nascita del moderno turismo del vino.

Un itinerario nella Troade, tra vigneti e archeologia

Il progetto si sviluppa nell’antica regione della Troade, corrispondente in larga parte all’attuale provincia di Çanakkale, e mette in rete le aziende vinicole della penisola di Gallipoli, dell’area di Eceabat e dell’isola di Bozcaada con alcuni dei principali luoghi culturali del territorio, a partire dall’Antica Città di Troia e dal Museo di Troia. Non si tratta dunque di una semplice sequenza di visite in cantina, ma di un percorso pensato per integrare degustazioni, paesaggio, archeologia, cucina e soggiorno in un’unica proposta di viaggio. L’obiettivo dichiarato è trasformare la tradizionale visita in cantina in un’esperienza di viaggio più ampia, da vivere nell’arco di due o tre giorni. Degustazioni, patrimonio culturale, cucina locale e ospitalità vengono così integrati in un unico prodotto turistico, concepito per incentivare soggiorni più lunghi e una conoscenza più approfondita del territorio, in controtendenza rispetto alla visita mordi e fuggi.

Le varietà autoctone al centro del progetto

Uno degli aspetti centrali della Troia Wine Route è la valorizzazione del patrimonio ampelografico locale, considerato non semplicemente materia prima per la produzione vinicola, ma parte integrante dell’identità agricola della regione. A Bozcaada, storicamente conosciuta con il nome di Tenedo, il Bozcaada Çavuşu rappresenta una delle uve più rappresentative del territorio: si distingue per acini di grandi dimensioni e un profilo aromatico marcato, e nel 2020 ha ottenuto il riconoscimento di indicazione geografica. Accanto al Çavuşu si trova il Vasilaki, varietà bianca a maturazione precoce. Entrambe le uve danno origine generalmente a vini leggeri e aromatici, con acidità contenuta, e si prestano sia alla vinificazione in secco sia a produzioni da uve appassite. Tra le uve rosse spicca il Kuntra, conosciuto anche come Karasakız, diffuso tra Bozcaada e l’area di Bayramiç, da cui si ottengono vini dal corpo agile, tannini contenuti e profili in cui possono emergere note di ciliegia e ribes rosso. Il Karalahna esprime invece una maggiore struttura, con richiami a frutti neri, spezie e terra, una trama tannica più decisa e una migliore attitudine all’affinamento. La tutela di queste varietà è uno degli obiettivi dichiarati del progetto, che punta a preservare il patrimonio viticolo locale a fronte della crescente diffusione dei vitigni internazionali. La valorizzazione delle uve tradizionali diventa così un elemento distintivo tanto della produzione vinicola quanto dell’offerta enoturistica complessiva della regione.

I protagonisti della rete: cinque cantine, storie diverse

La rete riunisce oggi cinque produttori vinicoli e una struttura alberghiera, ma le realtà che ne fanno parte raccontano percorsi produttivi molto differenti tra loro. A Eceabat, Asmadan Bağcılık ve Şarapçılık coltiva i propri vigneti sulla penisola di Gallipoli, in un’area esposta ai venti dell’Egeo settentrionale. Sempre a Eceabat opera Etruscan Bağcılık ve Şarapçılık, che ha sviluppato il proprio progetto vitivinicolo a partire da approfonditi studi sui suoli e sulle condizioni climatiche della zona, lavorando esclusivamente uve provenienti dal proprio vigneto. A Bozcaada si incontrano invece realtà dalla storia più lunga e radicata. Çamlıbağ Bağcılık ve Şarapçılık è legata da generazioni alla viticoltura dell’isola e continua a lavorare anche varietà tradizionali come il Kuntra. Talay Bağcılık ve Şarapçılık, altra presenza storica della produzione locale, coltiva e vinifica diverse uve tipiche dell’isola, tra cui Çavuş, Vasilaki, Karalahna e Karasakız. Completa il gruppo dei produttori Yükseltan Bağcılık ve Şarapçılık, attiva nell’area di Gallipoli, mentre Çanakkale Avec Hotel rappresenta il primo tassello dedicato all’ospitalità all’interno della rete, a testimonianza della volontà di costruire un’offerta integrata tra produzione e accoglienza.

Una storia del vino che precede la rotta

Il progetto contemporaneo si innesta su una geografia in cui la presenza della vite ha radici molto più antiche. La Troade comprendeva centri come Madytos, Lampsakos, Skepsis, Tenedos, Neandria e Alexandria Troas, luoghi che testimoniano l’importanza storica della viticoltura nell’area. Le fonti letterarie, archeologiche ed epigrafiche costituiscono infatti uno dei punti di partenza utilizzati per costruire l’identità narrativa della rotta. Anche l’Iliade contiene riferimenti al vino e al suo ruolo nella vita quotidiana e rituale: nel VI libro, ad esempio, Ecuba offre del vino a Ettore prima del suo ritorno in battaglia. Il richiamo a Omero assume così un significato preciso, collocando la produzione contemporanea all’interno di una lunga storia agricola e culturale, senza però trasformare il mito nell’unica chiave narrativa della destinazione. Da questa lettura nasce il concetto di “memoria della terra” scelto dal progetto: dalle stratificazioni archeologiche di Troia ai vigneti dell’Egeo settentrionale, il suolo conserva tracce di conoscenze, pratiche produttive e comunità che si sono succedute nel corso dei secoli. Anche il paesaggio contribuisce a differenziare la produzione: i vigneti sono distribuiti tra penisola, costa e ambiente insulare, in un territorio costantemente esposto all’influenza del mare e dei venti dell’Egeo settentrionale. Queste condizioni ambientali incidono sul carattere agricolo dell’area e contribuiscono a definire l’identità delle diverse zone viticole comprese nella rotta.

Un enoturismo oltre la stagione estiva

La Troia Wine Route nasce anche per modificare il modo in cui questa parte della Türkiye viene visitata. Una quota importante dei flussi turistici regionali è oggi concentrata nei mesi estivi e nei fine settimana; vino e gastronomia consentono invece di costruire motivazioni di viaggio legate anche alla primavera, alla vendemmia e all’autunno, affiancandosi a un patrimonio archeologico fruibile durante tutto l’anno. L’obiettivo indicato dal progetto è estendere progressivamente l’attività turistica lungo un arco di sette-otto mesi, favorendo soggiorni più lunghi e una presenza internazionale più consistente. La prospettiva è quella di utilizzare l’enoturismo non come prodotto isolato, ma come strumento per distribuire meglio i flussi sul territorio e lungo il calendario. La dimensione internazionale è parte integrante di questa strategia: tra le linee di sviluppo figurano la promozione sui mercati esteri, la collaborazione con il settore turistico e il futuro collegamento con reti europee dedicate alle strade del vino.

Una destinazione in costruzione

La presentazione di Roma porta quindi in Italia non soltanto nuove etichette da conoscere, ma una destinazione enologica in fase di costruzione. La Troia Wine Route prova a tenere insieme produzioni storiche e aziende contemporanee, varietà autoctone e ospitalità, vigneti e patrimonio culturale, offrendo alla stampa di settore e agli operatori del turismo enogastronomico un nuovo punto di osservazione sulla Türkiye nord-occidentale. Una rotta che aggiunge così una nuova lettura alla Troade: non soltanto terra di archeologia e mito, ma territorio del vino, della vite e dell’enoturismo contemporaneo.

 

 

 

Di Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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