Ven. Mar 20th, 2026

Le novità in cantina in Campania nel settore dei bianchi sono sempre più orientate alla spumantizzazione dei vitigni tipici o alla vinificazione e affinamento di  fermi in maniera diversificata rispetto all’abitudine; osserviamo come le cantine che non avevano un “bolla” tendono a produrla, spesso dedicando parte di vigneti,  professionalizzando ed internalizzando le spumantizzazioni, sia con metodo Martinotti che con Metodo classico. Dal lato della bacca nera, invece, si assiste ad una buona produzione di rosati, vera novità di questi anni in Campania e che spesso, con l’Evento I Nu(VINI)ssimi abbiamo indagato negli anni scorsi. Quest’anno nell’ evento I Nuo(vini)ssimi 2026 pensato e diretto insieme al sommelier Salvatore Landolfo nella fine di febbraio, abbiamo voluto celebrare 5 nuove proposte di vini di cantine campane con largo spazio a produzioni di bollicine ( tre) e poi due fermi. Vista la scelta ci siamo orientati come location non in un ristorante come in passato, ma in una pizzeria casertana, città che oltre i celeberrimi attori del mondo della rivuluzione del disco pasta, è abitata pure da non pochi buoni artigiani del gusto sensibili all’abbinamento pizza-vino, uno di questi è senza di dubbio la Pizzeria 485° di Gianluca Buzzone, con una sua ritrosia che non ne nasconde bravura, sia nei fondamentali che in divertenti creazioni, a partire dai buoni fritti.

Questi i vini degustati, sono stati presentati dai loro produttori, anzi produttrici,  viste le 4 donne su 5 cantine presenti, segno della forza e della volontà delle donne del vino campane.

Spumante Brut di Falanghina Stile Regina Viarum – Falciano del Massico ( CE)
Spumante Pas Dosè di Falanghina Antico Castello Winery San Mango sul Calore ( AV)
Spumante di Pallagrello Nero Cantina di Lisandro Caiazzo (Ce)
Pallagrello Bianco Melograno Canestrini Wine ( Ce)
Fiano – Particella 52 Cocola Cantine Ciervo S.Agata dei Goti ( BN)

Raccontiamoli in dettaglio

STILE Spumante Brut di Falanghina Stile Regina Viarum – Falciano del Massico ( CE)

La famiglia Angelino, qui con  Amalia,  mira da sempre alla tradizione del Falerno in  Regina Viarum  ma guarda lontano mei mercati pensando che una bollicina sia importante in un mondo, quello dell’areale Falerno dove…l’alcolicità è particolarmente imponente e quindi qui arriva…Stile, spumante da Falanghina con metodo Martinotti, dallo spiccato sentore di mela verde un forte ricordo di mare con sapidità del Monte Massico, è chiara alla beva una buona persistenza che si afferma con l’elaborato  fritto di starter, è  uno spumante da pasto, non solo da aperitivo, ricco di carattere come il suo vitigno cresciuto tra lago e mare. Ideale per consumatori solo da festa come per il winelover di cultura.

PRIMA DI UN BACIO Spumante Pas Dosè di Falanghina Antico Castello Winery San Mango sul Calore ( AV)

Antico Castello Winery da San Mango sul Calore ci porta una Falanghina irpina spumantizzata con l’etichetta Prima di un Bacio,ed è utilissima da provare in questa versione, ce la spiega la proprietaria Chiara Romano raccontando anche la “necessità” di questa falanghina…E’ stata allevata, infatti, dove c’era una vigna innestata ad aglianico ma troppo vicina al fiume per poter compiere una vendemmia utile per dare un Taurasi a causa della troppa acidità e quindi hanno impiantato al suo posto la falanghina, in grado di ottimizzare una duplice caratteristica; il fiume che dona freschezza e un vigneto più basso rispetto agli altri della cantina. Ma essendo abituati ai Taurasi di cui è prestigiosa la produzione aziendale, si tratta di produttori usi all’attesa e quindi capaci di darci ora uno spumante in gestazione  dal 2019 con un metodo classico per 60 mesi sui lieviti e senza zuccheri capace di esprimere il territorio del vitigno da solo, senza aiuti con un controllo alla sboccatura a 24 mesi, a 36, poi a 48,per esaminare le sperimentazioni. Da notare come la sboccatura avvenga in azienda ormai con la professionalità irpina.
E’ uno spumante adatto anche per grigliate, esalta il fiume, rende della falanghina da “l’estranea” in mondo Taurasi” ad integrata benissimo e ci dona sensazioni lunghe e piacevoli, dove emerge la differenza con le falanghine tradizionali allevate in Sannio, una bottiglia che esalta la biodiversità campana.

Spumante ROSE’ di Pallagrello Nero Cantina di Lisandro Caiazzo-Castel Campagnano (Ce)

Ritornando nel casertano Gabriella Bosco declina l’ultimo nato in casa cantina di Lisandro, principale produttore di Pallagrello della provincia. E questa è proprio una primizia, si tratta del primo Spumante di Pallagrello Nero in assoluto, il tassello rosè che non c’era nel territorio. E’ ottenuto con un metodo Martinotti-lungo, con 10 mesi sui lieviti, con tale spumante di pallagrello nero la giovane visione di Gabriella intende avvicinare un consumatore nuovo, meno tecnico ma che pretende il buono e vuole approcciare in modo diverso il nostro identitario vitigno, in coerenza anche con l’idea di festosità raccontata in etichetta, primo lavoro del rebranding che si presenterà al prossimo ed incipiente Vinitaly ( segnatelo tra le tappe da fare in fiera). Nel metterlo al naso la prima impressione che si coglie è il fior di ciliegio, intenso, delicato concluso da notevole persistenza, Gabriella ha tempo di annunciarci anche un nuovo progetto, ovvero un blend con un vitigno internazionale…per ora top secret…

MELOGRANO Pallagrello Bianco Canestrini Wine Castel Campagnano ( Ce)

Dopo la prima delle 4 pizze in degustazione, partendo ovviamente dalla margherita prima di passare alle creative proposte gourmet di Gianluca, passiamo ai vini fermi, ed il primo è il pallagrello Bianco di Castel Campagnano di Canestrini Wine, presentato dalla mamma del giovane enologo giramondo Roberto. “ Melograno” recita l’etichetta e quella di quest’anno sperimenta sempre un pallagrello in purezza ma nuovissimo nel suo affinamento; se le precedenti versioni affrontavano 100% acciaio ora il 70 % rimane acciaio ma il 30 % è in barrique di rovere, donando innovative sensazioni aromatiche, decisa evidenza dell’ agrumato e della pesca all’olfazione, spinta morbidezza in bocca con bella differenza rispetto alla precedente versione, grande anche il lavoro in vigna dove si studia alacramente per la zonizzazione dell’areale del Pallagrello con progetti accademici.

PARTICELLA 52 COCOLA Fiano Cantine Ciervo S.Agata dei Goti ( BN)

Ultimo vino un Fiano del Sannio, completando quella “inversione” Sannio -Irpinia inaugurata in precedenza con la Falanghina Irpina.
Da Cantina Ciervo ecco Particella 52 Cocola ( dalla Via da cui è allevato il vitigno a Dugenta) di notevole freschezza nella sua sapidità, buona morbidezza ma elevata persistenza, netti i sentori di miele e fiori bianchi, la sua lunghezza regge benissimo l’ ultima pizza ben strutturata già dal nome…Ariccia…un vino anche che può ben essere “vissuto” da solo, in meditazione in ogni stagione.

Grandi e belle novità quindi, meritevoli della fiducia del consumatore, poiché il vino non è mai uguale, il vino è ricerca del piacere, sviluppo dei sensi , cura della terra e del lavoro, storie da assaggiare, anche da regalare.

Di Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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