Caccia ai Tesori Arancioni del Touring Club, come iscriversi e partecipare in cento borghi

Domenica 2 ottobre torna la Caccia ai Tesori Arancioni del Touring Club Italiano, dopo il successo dell’edizione 2021 che ha visto oltre 15.000 partecipanti: l’iniziativa che invita a scoprire le piccole eccellenze dell’entroterra attraverso dei percorsi unici che si snodano nel cuore dei borghi certificati con la Bandiera Arancione e accompagnano i partecipanti – indizio dopo indizio – sulle tracce di storie, persone, monumenti e piccole curiosità custodite nei luoghi meno noti del nostro Paese. ( In Campania Letino, S.Agata dei Goti, Cerreto Sannita, Zungoli, Morigerati )

Sarà la più grande caccia al tesoro in contemporanea mai vista in Italia: i 100 Comuni Bandiera Arancione coinvolti nell’iniziativa proporranno un percorso in 6 tappe che saprà svelare la più profonda e autentica identità della comunità, del territorio e delle sue eccellenze. Non solo luoghi, i tesori da scovare sono personaggi del passato, mestieri antichi, attività storiche, tradizioni senza tempo e sapori delle tipicità enogastronomiche, in un viaggio ispirato dai valori che da sempre contraddistinguono il Touring Club Italiano: riscoprire e valorizzare un’Italia nascosta intrisa di un patrimonio inestimabile da tutelare, promuovere e del quale prendersi cura.

La caccia al tesoro è aperta a tutti. Per mettersi in gioco basta scegliere il borgo e iscriversi con la propria squadra da lunedì 5 settembre sul sito tesori.bandierearancioni.it. I posti sono limitati.

Sono 270 (su oltre 3250 candidate) le piccole località dell’entroterra che, ad oggi, hanno ricevuto il riconoscimento di Bandiera Arancione del Touring Club Italiano: marchio di qualità turistico-ambientale assegnato ai borghi eccellenti dell’entroterra con meno di 15 mila abitanti, che soddisfano più di 250 rigorosi criteri di valutazione. Sono luoghi autentici dove arte, natura, buona cucina, sostenibilità e accoglienza sono espressione della cultura del territorio.

La Bandiera Arancione porta benefici reali e tangibili (+45% arrivi e +83% di strutture ricettive in media dall’anno di assegnazione) e supporta un vero e proprio “circolo virtuoso”: i dati raccolti restituiscono un quadro estremamente positivo, in molti casi in controtendenza rispetto al resto del Paese.

La valorizzazione è il miglior modo di tutelare un luogo quando porta beneficio sia ai cittadini sia ai visitatori: permette lo sviluppo di un’economia locale, rappresenta un’opportunità di presidio territoriale, funziona come contrasto al dissesto e all’abbandono, e favorisce l’occupazione e la rivitalizzazione di questi borghi.

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Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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