Un museo delle rotte migratorie a Vivara, presentato il progetto

La migrazione degli uccelli porta su Vivara oltre 50 specie di passeriformi e decine di non passeriformi. Volatili che compiono fino a 10mila chilometri per completare la migrazione primaverile dall’Africa all’Europa e viceversa. L’isolotto offre siti per una sosta durante questi lunghi viaggi: alcune specie si fermano solo per la riproduzione, altre proseguono, altre ancora, in particolare quelle provenienti dal Centro e Nord Europa, decidono di trascorrervi la stagione invernale.

Per divulgare l’importanza dell’isolotto come luogo strategico delle rotte migratorie dei volatili nel Mediterraneo, la Riserva Naturale Statale “Isola di Vivara” ha messo in campo il progetto “Museo delle rotte migratorie per Vivara (Procida)” che rientra in un più ampio studio che la Regione Campania, che della Riserva è ente gestore, ha affidato al Dipartimento di Biologia dell’Università “Federico II”.

L’iniziativa è stata presentata ieri, 12 luglio, presso la sede della Regione Campania al Centro Direzionale di Napoli isola A6.

“L’isola di Vivara – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Caputo  è un sistema naturale che deriva da un ex sistema agricolo, come dimostrano le numerose piante di olivo e i resti di coltivazione della vite, che, nel tempo, si è via via ri-naturalizzato, divenendo uno scrigno di biodiversità di grande pregio”.

“Il progetto – ha continuato l’assessore Caputo – mira proprio alla conservazione e alla valorizzazione della biodiversità dell’isolotto di Vivara: siamo convinti che l’azione di sensibilizzazione e divulgazione, che sarà svolta dal ‘museo delle rotte migratorie’, contribuirà ad un più efficace raggiungimento degli obiettivi di conservazione, missione strategica dell’Ente Riserva”.

“Il nostro progetto – ha sottolineato Caputo – punta a valorizzare Vivara in un anno speciale come questo in cui l’Isola di Procida è Capitale italiana della Cultura, dando risalto alle peculiarità di Vivara che sono, oltre che naturalistiche, anche archeologiche ed architettoniche. Infatti, la sezione museale sulle rotte migratorie che realizzeremo a breve all’interno del Museo Civico di Procida sarà complementare alla sezione archeologica dedicata alla centralità di Vivara lungo le rotte di navigazione micenee e pre-micenee”. 

“Infine – ha concluso l’assessore Caputo – gli studi condotti con il Dipartimento di Biologia della Federico II saranno di grande utilità per una più efficace programmazione dell’attività venatoria cha ha nella pubblicazione del calendario regionale il suo strumento fondamentale. Una corretta gestione dell’attività venatoria è una priorità assoluta di questo Assessorato, che, tra l’altro, ha promosso l’istituzione dell’Osservatorio faunistico venatorio regionale”.

“La notevole biodiversità soprattutto ornitologica di Vivara – ha esordito la direttrice generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Campania, Maria Passari – ci ha indotto a finanziare uno studio curato dal Dipartimento di Biologia della Federico II con l’obiettivo di individuare le rotte migratorie principali percorse dall’avifauna selvatica che solca il Mediterraneo e, che molto di frequente, plana e sosta proprio in questo isolotto, tanto piccolo quanto unico”.

“E proprio partendo dai risultati di questo studio – ha aggiunto la direttrice – intendiamo allestire, all’interno del Museo Civico di Procida, una sezione pensata come un piccolo “museo delle rotte  migratorie”: lo scopo è quello di favorire una migliore conoscenza del fenomeno migratorio dei volatili e mettere a patrimonio comune  gli sforzi di ricerca e monitoraggio ornitologico svolti a Vivara, da lungo tempo, da ricercatori e inanellatori. L’alternativa alla sezione museale, che vaglieremo insieme all’Amministrazione comunale di Procida, è quella di collocare i pannelli lungo il percorso più rappresentativo della Riserva di Vivara”. 

“In ogni caso – ha concluso Passari – accenderemo i riflettori sui dati emersi dallo studio circa le caratteristiche metaboliche e fisiologiche che consentono agli uccelli di affrontare lunghi spostamenti, i meccanismi con cui si orientano i migratori, le specie ornitologiche che scelgono Vivara come stazione di sosta, le caratteristiche del territorio che rendono Vivara un habitat idoneo e molto altro ancora”.  

Nel corso del suo intervento il responsabile scientifico Domenico Fulgione ha sottolineato che “Vivara è un importante scrigno di biodiversità che merita di essere studiato per meglio proteggerlo: la conoscenza deve sempre essere accompagnata da un’adeguata divulgazione e partecipazione delle comunità locali, per una biologia della conservazione partecipata”.

“Questo impegno della Regione Campania – ha aggiungo il professore di Zoologia presso l’Università “Federico II” – va nella direzione di una tutela dei sistemi naturali sensibili attraverso la conoscenza e la relazione con lo sfruttamento del territorio. Il progetto è il primo tassello di un museo esteso che racconti l’importanza naturalistica dell’isola e ne evidenzi gli elementi meritevoli di gestione”.

“Lo studio sulle rotte migratorie calato sulle singole realtà regionali e territoriali – ha detto la dirigente dell’Uod ‘Ambiente, foreste e clima’ della Regione Campania, Flora Della Valle – si rende tanto più utile ed indispensabile a seguito dell’impatto che il cambiamento climatico esplica sui comportamenti, la fisiologia e la biologia delle specie ornitiche venabili e non. In buona sostanza, ci aiuta a comprendere se e come il cambiamento climatico rappresenta un rilevante fattore di disturbo per l’avifauna, mettendo a repentaglio lo stato di conservazione di talune specie, e se può incidere su altre specie favorendone i ritmi riproduttivi e trofici e rendendole potenzialmente problematiche rispetto alle attività antropiche ed anche rispetto alle altre specie meno avvantaggiate”.

“Da questo studio – ha evidenziato la dirigente – noi policy maker possiamo trarre elementi utili per assumere tempestivamente le migliori decisioni in materia di regolamentazione faunistica e programmazione dell’esercizio venatorio, individuando forme ottimali di gestione della fauna selvatica stanziale e non in un’ottica sia conservativa sia di prevenzione delle proliferazioni indesiderate di specie problematiche”.

In particolare, la corretta pianificazione faunistico-venatoria non potrà prescindere, come stato sottolineato da diversi relatori, dalla tutela di alcune specie che nidificano nell’isola di Vivara, quali il Falco pellegrino, il Gabbiano corso ed il Succiacapre, che godono di una protezione speciale in quanto inserite nell’allegato I della Direttiva Uccelli dell’Ue. 

Alla presentazione del progetto hanno preso parte l’assessore all’Agricoltura e alla Promozione di Vivara del Comune di Procida, Antonio Carannante, il direttore del Museo Civico di Procida e rappresentante del Comune di Procida nel Comitato di gestione della Riserva, Nicola Scotto di Carlo, e Francesca Diana in rappresentanza della proprietà dell’Isola di Vivara.  

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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