Tappi in sughero nel vino, molti meno che in passato ma c’è sempre l’ora della decortica

Oggi  solo una bottiglia di vino su 2 nel mondo è chiusa con il tappo in sughero ; produzioni molto accresciute, nuovi materiali, sfide necessarie sulla sostenibilità ambientale non più eludibili in modo particolare sulla desertificazione, ne hanno contratto l’uso ma non affievolito il fascino di questo straordinario materiale naturale ( soprattutto per noi sommelier) che oggi è proposto, almeno per il 40% dall’azienda Amorim Cork e proprio nelle  sugherete Amorim, in Portogallo, è tempo di decortica: è l’attività fondante, quella di estrazione del sughero dalla corteccia delle querce giunte a piena maturazione. I tappi in sughero, infatti, sono più di un prodotto, sono testimoni piccoli e potenti di un rituale antico e affascinante, sono il risultato tecnico e scientifico di un miracolo della Natura: la creazione della corteccia sulle querce, che tutto deve a ritmi e gesti ricchi di rispetto, a partire dal momento in cui si può compiere l’attività di distacco della corteccia dagli alberi, un lasso di tempo tra maggio e luglio caratterizzato dalla perfetta posizione della linfa tra il fusto della pianta e la sua corteccia.

Questa operazione, antica, delicata e affascinante, grazie agli investimenti dell’azienda nella ricerca e nello sviluppo di azioni e sistemi rispettosi della Natura e dell’Uomo, si arricchisce di due importanti novità tecnologiche in questa edizione 2022.
Da un lato, il contrasto alla desertificazione ambientale: in un’epoca in cui gli alberi faticano a trovare letteralmente “terreno fertile” per una crescita spontanea, tipica delle sugherete, ovvero delle foreste di querce da sughero, Amorim Cork ha acquistato nuovi ettari di foreste storiche per tutelarle, studia la possibilità di piantare nuovi alberi e già da diversi anni, con un innovativo sistema di irrigazione, assicura una crescita più sana e rapida alle sue querce.

Dall’altro lato, il contrasto alla desertificazione sociale. Il Portogallo subisce da anni la “fuga” della sua popolazione, alla ricerca di migliori opportunità, verso i litorali. Per incentivare la permanenza all’interno del Paese, Amorim ha pensato di rendere accessibile a ogni persona, dotata di buona volontà per contribuire alla decortica o di necessità di lavorare, la possibilità di poterlo fare. Se prima il know-how per questa operazione delicatissima, infatti, era tramandato di generazione in generazione lasciandola, tuttavia, prerogativa di pochi, ora Amorim ha sviluppato un macchinario capace di essere preciso nel taglio, agevole nel trasporto e, soprattutto, sicuro per l’uomo e la pianta. Ha infatti un sensore tale da permettere di tagliare la corteccia e fermarsi quando arriva alla cosiddetta “madre”, la pianta “nuda”, così da non ferirla e, al contempo, permettere un’agevole estrazione del sughero.

La decortica è quindi un importante contributo che Amorim offre a due criticità dell’area mediterranea: la desertificazione ambientale e quella sociale, per l’appunto. Per tutti questi preziosi motivi il Gruppo Amorim, leader mondiale nel mercato del sughero, è da sempre in prima fila per la conservazione di quello che è un vero e proprio dono della Natura e per uno sviluppo esclusivamente sostenibile dell’attività industriale ad esso correlata.

 

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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