Guerra in Ucraina ed instabilità in Agricoltura, i temi aperti mentre i trasportatori minacciano scaffali vuoti

Cosa rischia l’agroalimentare italiano in seguito alla guerra tra Russia e Ucraina? Non sono da poco conto i risvolti che potremmo trovarci a fronteggiare, ed ecco un pò di reazioni nel mondo delle associazioni agricole che speravano in un periodo di floridità postpandemia. Ma questo  è un comparto che deve anche fronteggiare la protesta del trasporto e qualcuno delle associazioni dei trasporti, dopo la fumata nera col Governo minaccia: tra tre giorni possibilità di scaffali vuoti, dando concretezza alle preoccupazioni espresse nei giorni scorsi da Federalimentare. Ora  Il rischio concreto è che la GDO debba rifornirsi, per le prossime settimane, dall’estero con la conseguente distruzione della produzione nazionale e a che prezzo per i consumatori? 

“Si è aperta una fase nuova piena di rischi che impone a tutti i rappresentanti dei settori produttivi e dei lavoratori di assicurare il massimo contributo alla coesione sociale. Dobbiamo prepararci ad affrontare una situazione di profonda instabilità. La risposta di Mosca alle sanzioni della UE può spingere ancora verso l’alto i prezzi del gas e del petrolio, come già stiamo registrando in queste ore. L’aumento del costo dell’energia, inoltre, impatta su tutti i mezzi di produzione e sui trasporti”. Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo.

“Non è da escludere un’ulteriore stretta, da parte di Mosca, delle importazioni di prodotti agroalimentari dagli Stati membri dell’Unione, attestate a circa 7 miliardi di euro nel 2020”. “Rischiamo di non avere a disposizione le quantità necessarie di fertilizzanti per i prossimi raccolti. E il blocco dell’attività nel porto di Odessa potrebbe far collassare il mercato internazionale dei cereali”. L’Ucraina – ricorda Confagricoltura – è il terzo esportatore di cereali a livello globale. La Federazione Russa è al primo posto, anche se ha attuato già dallo scorso anno una limitazione delle esportazioni per contenere l’aumento dei prezzi all’interno.

“Le imprese agricole continueranno a fare il massimo sforzo per garantire la continuità dei cicli produttivi e il regolare svolgimento delle consegne – assicura il presidente di Confagricoltura – Alle istituzioni della UE e al nostro governo chiediamo però il varo di misure straordinarie di supporto adeguate alla gravità della situazione in atto. Ci aspettiamo una chiara indicazione già dall’odierna riunione straordinaria del Consiglio Europeo”.

“Nessuna impresa può reggere l’aumento dei costi già acquisito e l’ulteriore corsa verso l’alto che potrebbe scattare nelle prossime settimane, se non ripartiranno rapidamente le trattative diplomatiche per la soluzione della crisi” – evidenzia Giansanti.

Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Commissione europea in occasione della riunione del Consiglio Agricoltura del 21 febbraio, i prezzi del gas naturale hanno fatto registrare un aumento del 379% sul livello in essere nell’ultimo trimestre del 2020.

Dal lato dei fertilizzanti, il prezzo dell’urea è salito nello stesso periodo del 245%.

 

Secondo Coldiretti  L’ Ucraina ha un ruolo importante anche sul fronte agricolo con la produzione di circa 36 milioni di tonnellate di mais per l’alimentazione animale (5° posto nel mondo) e 25 milioni di tonnellate di grano tenero per la produzione del pane (7° posto al mondo) mentre la Russia è il principale Paese esportatore di grano a livello mondiale. A preoccupare i mercati è il fatto che le tensioni tra i due Paesi possano frenare le spedizioni dalla Russia e bloccare le spedizioni ucraine dai porti del Mar Nero con un crollo delle disponibilità sui mercati mondiali con il rischio di inflazioni su beni di consumo primario, carestie e tensioni sociali.

 

 

 

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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