Riaperture, davvero tutti potranno all’aperto e fare a meno dei ristori?

Nella giornata di oggi il Governo Draghi ha varato il piano per le riaperture e ciò investe molto anche la ristorazione. Andando al succo …

passi in avanti ma strada molto lunga per uscire davvero dall’emergenza covid : dal 26 aprile è possibile entrare in zona gialla ( che viene anticipata di ben 4 giorni rispetto al 30 aprile) e lì si potrà aprire anche a cena all’aperto; di sicuro una buona notizia, ma in numeri assoluti la gran parte dei pubblici esercizi ha difficoltà ad accedere a spazi all’aperto sufficienti, mentre al chiuso moltissimo inciderà in negativo la distanza di 2 mt tra i tavoli che si prospetta per diversi mesi almeno. Questo renderà quasi inutili ed antieconomiche molte riaperture della sala all’interno , almeno che non si è ristoranti stellati con 4 tavoli da 1000 € di conto l’uno..

Il coprifuoco alle 22 renderà complessa anche la fruizione all’aperto anche se e quando le temperature lo permetteranno.

Nel salutare comunque uno spiraglio, (che i dati scientifici della pandemia e sulla diffusione del virus all’aperto ci danno non l’irresponsabilità dell’ignoranza capricciosa e piazzaiola) non vorrei siano misure, almeno per il breve termine, per togliersi da mezzo da qualunque sostegno economico da dare da maggio in poi e che invece dovrebbe continuare almeno fino a che non si ripristina davvero una parvenza di normalità. Speriamo non si sia detto : Volevate aprire, bene ora fatelo….potete…..e chi in sostanza non potrà? Pazienza.

A me pare oggi si sia forzata la mano tanto per dare un contentino a quelle forze politiche che da settimane si dedicavano alla propaganda per vincere il premio “Miglior Amico del Covid” .. e nel dare questo contentino, anticipando di qualche settimana il rischio calcolato di cui pure Draghi ha parlato, si risparmia pure sulle casse dello stato mettendo magari lo stop ad aiuti economici. Bene bisogna dire, per fortuna, per quelle realtà che vivono a pranzo all’aperto, immaginiamo gli Agriturismi che hanno davvero fatto pochissimo da settembre in poi. Per loro l’incubo si avvia davvero alla fine. Interlocutoria e piena di problemi anche la dichiarazione a caldo della FIPe:

Ci aspettavamo maggiore coraggio” così la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, Fipe-Confcommercio, commenta a caldo le prime indicazioni sul prossimo provvedimento del Governo per cui l’attività dei pubblici esercizi potrà riprendere dal 26 aprile prossimo, ma solo all’aperto:

Avere una data per poter ripartire e poter lavorare la sera sono certamente segnali che vanno nella giusta direzione, – sottolinea la Federazione – eppure si tratta solo di un primo punto di partenza, perché troppe imprese restano tagliate fuori dalla limitazione del servizio ai soli spazi esterni, subendo così una discriminazione.  Per queste realtà il lockdown non finirà il 26 aprile. È fondamentale avere già nei prossimi giorni una road map molto precisa che indichi come e quando le riaperture potranno coinvolgere, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, anche tutti quei locali che hanno a disposizione solo spazi interni. Parallelamente sarà importante invitare i comuni a fare tutto quanto in loro potere per favorire la concessione di suolo pubblico agli operatori sfavoriti da questa riapertura parziale”.

In virtù di queste prime riaperture – conclude la Federazione – sarà essenziale che tutti quanti, imprenditori e avventori, dimostrino il massimo senso di responsabilità, rispettando pedissequamente le norme di sicurezza sanitaria stabilite dal Comitato tecnico scientifico. Non possiamo permetterci passi falsi. L’obiettivo comune deve essere quello di tornare a lavorare, e dunque a vivere, a pieno ritmo”.

Quindi, per finire il ragionamento …

In definitiva, comunque, speriamo che questa gradualità sia sostenibile dallo stato del contagio, che non si apra oggi perchè non si tiene più la piazza….per richiudere domani…. e si proceda spediti sulla vaccinazione di massa. In questo quadro è giusta, secondo me, la richiesta del Presidente De Luca per la vaccinazione totale per le piccole isole dopo gli over70 e fare come in Grecia e Spagna per sostenere il turismo, almeno nelle isole dove il contagio e il flusso delle persone può essere maggiormente controllato. La Campania si riavvia a passare da lunedì’ 19 in arancione e quindi chissà potrà essere gialla pure il 26 o comunque di certo entro l’inizio di Maggio.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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