Mozzarella ( vaccina) di Gioia del Colle è ufficialmente Dop, nessuno tema confusioni

formaggi pugliesi

E ‘ stato pubblicato oggi, nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il regolamento di esecuzione recante l’iscrizione della DOP “Mozzarella di Gioia del Colle” nel registro europeo delle denominazioni di origine protetta e delle indicazioni geografiche protette.

Dopo un iter complesso sia nella procedura nazionale che comunitaria finalmente la Mozzarella di Gioia del Colle è iscritta nel registro delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche dell’Unione europea, 311° denominazione italiana registrata.

A nostro avviso La Mozzarella di Bufala campana Dop non ha nulla da temere, nè per la confondibilità del prodotto, dato che quella di Gioia del Colle è di latte vaccino, nè per le quantità immesse sul mercato, molto inferiori ai volumi della dop della Mozzarella di Bufala Campana. Conoscemmo personalmente prodotto e allevamenti lo scorso anno in un press tour in Valle d’Itria
Uno sguardo dal vicino, Valle d’Itria di Puglia, rossa terra di eccellenza culturale ed enogastronomica – Campania Slow

Questi gli abstract per conoscere meglio il prodotto pugliese di latte vaccino

Eccellenza del patrimonio gastronomico e culturale pugliese ed italiano, la Mozzarella di Gioia del Colle, la cui presenza storica è comprovata da numerose evidenze, tra cui un documentario prodotto dall’Istituto Luce a Gioia del Colle il 28 agosto 1950, è espressione del territorio forte della produzione del latte che della sua trasformazione secondo l’antica tradizione locale della pasta filata.

Le caratteristiche del latte sono legate alla qualità della flora pabulare tipica del territorio delle Murge, alla base dell’alimentazione della popolazione bovina che con  la produzione del proprio latte conferisce caratteristiche uniche al prodotto trasformato.

Quanto alla tecnica di trasformazione, è quella tradizionale, storica, con l’utilizzo solo di latte fresco e l’aggiunta di innesto autoctono.

A livello storico-culturale, esiste un legame profondo tra il prodotto e la tipologia degli allevamenti, aziende zootecniche di piccole e medie dimensioni, a conduzione prevalentemente familiare e strutturate secondo usi locali, che prevedono lunghi periodi di pascolamento.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.