Sab. Lug 13th, 2024
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Sara Carusone

Bellona è uno dei  borghi  storici del  medio Volturno, alle porte di quei  Monti Trebulani in cui snodano le terre del Casavecchia di Pontelatone dop e inserita appieno nelle zone di elezione del Pallagrello; qui, nella città a due passi da Capua, all’eredità dell’antica Sicopoli nella frazione Triflisco, si aggiungono notevoli eccellenze agroalimentari e  tra queste la viticoltura che  prospera soprattutto con l’azienda Vitivinicola “La Masserie” in  località Masseria Vecchia.

Il francesismo “napolitano” nominale evidenzia e  lega la terra della famiglia Carusone da tre generazioni all’iniziativa imprenditoriale di Giuseppe Carusone una decina di anni fa, quando decise di fare  dell’attività enoica la principale  di famiglia, imbottigliando, rigorosamente in purezza, i due autoctoni principali valorizzati tra questi monti e queste anse del Volturno, ovvero  il Pallagrello ed il Casavecchia, da qualche anno con l’ausilio dell’enologa Anna della Porta.

La nuova stella di casa ora è Sara Carusone, giovanissima rampolla di Giuseppe,  ma già col piglio deciso di esperta vigneron ;  laureata in filologia moderna e corsista Ais,   ci guida tra i vigneti più antichi della proprietà,  dove in mezzo ad alcuni tralci ci si  ricorda di passati innesti su vigne di antico Trebbiano Bianco, secondo la tradizione orale dell’avo paterno.

Quello che notiamo, in questa vigna più antica, è la presenza di grappoli di Casavecchia maggiormente serrati rispetto agli altri normalmente più spargoli. La  vigna di Bellona nella Masseria, a bassa altitudine, è destinata ai rossi, mentre il resto degli 8 ettari totali sono in terreni disseminati,  con  vari filari, su fazzoletti di terra nell’ ampio territorio comunale, e poi a Pontelatone, Alvignanello di Ruviano  e Pignataro Maggiore.

Qui il monocultivar è religione e non moda, come battaglia vinta è l’adesione totale da diversi anni al sistema di certificazione Biologico per ogni etichetta.  L’unico   blend praticato è solo di uve della stessa tipologia ma provenienti dagli areali differenti dell’azienda, per addivenire alla proposta di  6 etichette prima ed ora 8;  ma perché così tante etichette con soli  3 vitigni  Casavecchia, Pallagrello Nero e Pallagrello Bianco ?

La risposta è per differenziarli  anche in base alla vinificazione e alla maturazione del vino, e quindi ecco, ad esempio,  che il Casavecchia 100% “Vinalia” , caratterizzato da un affinamento in bottiglia di 5 mesi, si differenzia dall’ infinito “Oblivium”, stessa totalità di Casavecchia ma per una  fermentazione in fermentini di acciaio inox a temperatura controllata di 27-28 °C ed un affinamento in barrique di rovere che dura dai 15 ai 18 mesi.

Etichette di gran pregio ne fanno un” bello vedere “ nelle enoteche e nei ristoranti, dove è molto presente in Campania, infatti sono appositamente disegnate, da sempre, dal Maestro Bruno Donzelli, uno dei maggiori artisti contemporanei italiani e cittadino casertano; a lui Giuseppe Carusone chiese di rendere unici i propri vini, proposti anche  come media del bello, oltre che del buono ed autentico. Etichette notate in ogni fiera,  come il Vinitaly 2019, con Confagricoltura e Reale Mutua,  che hanno voluto premiare l’azienda nel  Contest “Artisti diVini”.

 Dopo la visita all’antica e rara bottaia sotterranea, con i cui materiali risulta, le generazioni passate innalzarono le mura della Masseria, ci dirigiamo in sala degustazione, stretta e lunga come….il pollaio che  fu per tanti decenni. Oggi è una elegante saletta in cui si può discutere con la famiglia Carusone di agricoltura, letteratura e vino. Noi lo abbiamo fatto con Veritas,  ultimo nato in casa La Masserie. Un rosato notevole, ottenuto da Casavecchia in purezza con tecnica del salasso che consente di  soddisfare due obiettivi: concentrare tannini e colore nel mosto originario destinato alla produzione del vino rosso e realizzare un altro vino, appunto un tipo di  rosato corposo e carico di colore, come il chiaretto intenso di Veritas, nome schietto che lo identifica senza barare. Solo 2 ore di contatto con bucce per ritrovare nel bicchiere le caratteristiche non snaturate del vitigno, e un intenso profumo di piccoli frutti rossi.

I vini di La Masserie, oltre che trovarli facilmente nella ristorazione casertana, sono acquistabili per il tramite dell’eshop aziendale ma meritano un giro prettamente enoturistico in un’azienda piccola ma molto soddisfacente per il turista del vino, tra  filari storici, bottaia antica e la preparazione di Sara nell’accoglienza,  oltre che nel lavoro in vigna, già iniziato in questa vendemmia di tale anno  2020, dove l’imperativo è nobilitare comunque un’annata che si prospetta molto positiva. L’offerta enoturistica è correttamente raccolta in tre diverse tipologie di tour prenotabili dal sito aziendale. https://lamasserie.it/

Giuseppe e Sara Carusone

Di Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

Un pensiero su “La Masserie a Bellona, enoturismo e la sorpresa Veritas”

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