Le Strade della Mozzarella, ecco il report

Siamo stati a Le Strade della Mozzarella a Paestum che ha toccato la undicesima edizione, particolarmente valida la scelta anche di abbinare la manifestazione con  un  premio come  Emergente Sala centro-sud 2018, contest nazionale riservato a giovani camerieri under 30, (un’idea del critico gastronomico Luigi Cremona di Witaly per valorizzare il lavoro insostituibile dei professionisti della ristorazione e dell’ospitalità in genere –www.emergentesala.it).

Piaciuta particolarmente la gara che ha visto poi vincere i giovani Foad Achab,  Bonny Ferrara e Francesca Mazzotta.

Elegantissima, nel sole cilentano, la location del Savoy Beach Hotel che ha ospitato la kermesse, ormai  un punto di riferimento nel panorama gastronomico internazionale, oltre che una piattaforma privilegiata per celebrare il made in Italy agroalimentare e per riflettere sul ruolo dello chef moderno, reinterpretando anche il ruolo della mozzarella di bufala campana dop nella cucina.

Centinaia gli chef, tante le donne, che si sono alternati alle postazioni di cucina, lasciandosi interrogare da stampa specializzata italiana ed estera.

Noi abbiamo assistito, nella seconda giornata alla performance di Viviana Varese (Alice Ristorante – Milano), nel Taste Club, con la sua bruschetta rielaborata  con gelato di bufala, una fresca interpretazione della mozzarella di bufala campana dop nella ristorazione d’autore che la chef salernitana propone nel suo ristorante milanese con tanto di caviale di lime, tra gli altri ingredienti raccolti in due fette di normalissimo pane, una mozzarella che, al freddo, viaggia in una carrozza ipermoderna. Abbinamento con i vini del Prosecco Doc, presente con uno stand curato dall’Ais Campania in cui ci è particolarmente piaciuto il Millesimato della cantina “Progetti di Vini”.

Grande eleganza negli stand, da quelli più istituzionali dei Consorzi di Tutela, Mozzarella Dop e Provolone Valpadana Dop, a quelli vivissimi con continui  showcooking,  come quelli proposti da  Olitalia con Pasquale Torrente, un tripudio di fritti, ma non solo, dal mare del Cilento, siamo rimasti colpiti soprattutto da una splendida frittatina con all’interno spaghetti alla Nerano che parevano serviti in un piatto, tanto perfetta era la “compostezza” degli spaghetti raccolti nel croccante involucro. Esibizioni   anche  con  l’associazione Ambasciatori del Gusto con lo chef Paolo  Gramaglia di cui abbiamo apprezzato molto il suo Tataki di Tonno alla fiamma.  Tra validissimi showcooking e conferenze che hanno impegnato chef internazionali a confrontarsi con la modernità della cucina di oggi, importante la presenza di aziende quali Fior di Agerola, di cui ci ha colpito l’onestà oltre che il gusto dei prodotti : infatti il  consumatore viene informato che le vacche non sono ad Agerola, posto nel quale ce ne sono solo  un paio di centinaia, ma il latte proviene da Baragiano, in Lucania, portato poi  ad Agerola e lavorato con il metodo  tradizionale del posto. Formaggi  ottimi soprattutto nella versione affumicata.

Impressionante la varietà di referenze dell’azienda di Agropoli San Salvatore, dallo yogurt di bufala  ad un olio evo posto in elegante bottiglia da profumo, notevole anche la nuova linea di bottiglie utilizzate per i vini a cominciare dalle storiche etichette.

Suggestiva la postazione del Sigaro Toscano, con operatrici intente alla lavorazione, esperienza  non banale e formativa, da segnalare l’approccio di grande qualità ed umiltà  anche di un brand ormai multinazionale come Kimbo Caffè: tasting, seminari, degustazioni guidate, validissima l’offerta per l’alta ristorazione con la miscela esclusiva  “Eletto” per la preparazione nella cuccuma ottocentesca ed una nuova miscela biologica.

Le dichiarazioni degli organizzatori

“In questa edizionedichiarano gli organizzatori Barbara Guerra e Albert Saperela visione globale della cucina del XXI secolo ha trovato una sintesi perfetta grazie alla variegata e quanto mai elevata presenza dei migliori ambasciatori di culture gastronomiche che vanno dagli Usa alla Russia, passando naturalmente per l’Italia. Abbiamo concluso il Congresso con risultati davvero sorprendenti e questo successo ci conferma la bontà del format, apprezzatissimo anche dagli chef internazionali, che si sono dimostrati molto disponibili e entusiasti nel confrontarsi con i protagonisti italiani”.   

Chiusa quindi l’11 edizione nel segno della sostenibilità e anche della riflessione intorno alla Dieta Mediterranea – un tema che ha posto le basi per un ipotetico ampliamento dell’attuale acronimo in Le Strade del Mediterraneo – il congresso internazionale di cucina d’autore torna nel 2019, ma intanto prosegue fittissima l’agenda 2018 degli organizzatori, già a lavoro per la special edition a stelle e strisce di LSDM, in programma a New York dal 28 giugno al 1 luglio 2018.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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