Lun. Apr 15th, 2024

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOggi fare vino “senza solfiti” è un trend che si in-segue, pur di non contrastarlo. Ma non è stato sempre così, lo racconta bene il vitienologo salernitano Sergio Pappalardo che dal 2010 porta avanti quella – che in verità – è una filosofia di vita ed una scelta etica, prima che una “buona pratica” professionale.

Non è stato sempre facile parlare di biologico e di senza solfiti, all’inizio alcuni miei clienti mi ascoltavano con diffidenza e lontananza. In teoria il discorso era affascinante e giusto per giunta, ma rischiare – togliendo al proprio prodotto la “protezione” dei signori solfiti – sembrava una scelta ardua che non valeva la pena percorrere. Il tempo e la crescente consapevolezza dei consumatori mi hanno dato ragione, con l’aiuto certo di grandi nomi e marchi che hanno abbracciato la stessa idea. Sono partito lavorando col Fiano ed a ruota con Aglianico, Primitivo ed Aglianicone. Oggi posso affermare che è pratica assodata per me lavorare i rossi senza solfiti ma l’impresa è più difficile con i bianchi. Così all’esperienza felice e di alta qualità senza solfiti della produzione di Tenute del Fasanella sita nel cuore degli Alburni, di Buranco nelle Cinque Terre, nel 2012 mi sono cimentato con il Greco di Tufo di Le Ormere per cui però, considerata la difficile varietà, una piccola aggiunta (30 mg/l) in fase di imbottigliamento è stata fatta. Ora mi appresto con orgoglio a presentare il mio primo spumante senza solfiti e 100% Greco 2013 e questo rende ancora più soddisfacente la sfida che mi ero posto”, continua Pappalardo.

Il risultato è frutto dell’incontro del consulente con la Cooperativa irpina “Le Otto Terre”, una realtà che riunisce il 10% dei viticoltori dell’areale DOCG Greco di Tufo. Ovviamente lo spumante non poteva che essere un 100% Greco di Tufo, andando ad ampliare la vasta offerta autoctona aziendale.

Le bollicine vivono un momento felice, vanno incontro alle nuove esigenze del consumatore che cerca vini meno alcolici e più facili, ma forte dell’attenzione alla salute col senza solfiti e di un lavoro in campo – per me sempre fondamentale – che riduce al massimo l’utilizzo di prodotti di sintesi”, continua il vitienologo.

All’imminente edizione del Vinitaly sarà possibile degustare lo spumante senza solfiti “Chapeau” de Le Otto Terre firmato col marchio CON(SENSO)wine SO2 free di Sergio Pappalardo.

Per non banalizzare quest’argomento, così sentito in questo periodo, ma ancora fortemente oscuro, ci tengo a sottolineare che il senza solfiti non è la pietra filosofale dei vini, anzi. E’ necessario partire da pratiche agronomiche impeccabili, dal rispetto della terra e della pianta, per chiudere nel doveroso rigore in cantina. Solo così il senza solfiti diventa un valore aggiunto ed una reale possibilità”, conclude il vitienologo.

Ma perchè scegliere un vino senza solfiti? Nonostante l’argomento sia all’ordine del giorno, non sempre i consumatori hanno le idee chiare sulla loro vera natura e sulle loro controindicazioni.

 

 

TRE RAGIONI in nome di SO2 free:

  1. La salubrità. I vini senza solfiti aggiunti sono più sani, vista l’acclarata tossicità degli stessi;
  2. I colori. Si presentano generalmente più brillanti, in particolar modo sui rossi;
  3. I profumi. Al naso i senza solfiti regalano spettri più interessanti e vari, gli aromi fruttati risultano più autentici;

 

Di Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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