Sta per arrivare dalla UE la denominazione di Pasta di Gragnano IGP, un’ impresa iniziata nel 2008

pastaE’stata Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale europea la domanda di registrazione della denominazione “Pasta di Gragnano IGP”, ai sensi del Regolamento comunitario CE n. 1151/2013 (ex-510/06) relativo alla protezione delle denominazioni d’origine tipiche dei prodotti agroalimentari.

Sta per concludersi quindi l’iter per il riconoscimento dell’ambito marchio comunitario avviato dal Comitato promotore nel 2008. Trascorsi infatti sei mesi dalla pubblicazione (ma in realtà ne trascorrono circa nove) ed in assenza di eventuali opposizioni da parte degli altri Paesi membri, la Commissione europea renderà definitiva la registrazione dell’IGP, il ventiduesimo marchio a denominazione di origine geografica della Campania, la prima per la categoria “pasta” in Italia.

Finalmente la Pasta di Gragnano sarà dunque tutelata contro qualsiasi uso ingannevole che possa indurre in errore il consumatore sulla sua vera origine. Un marchio che non sarà solo uno strumento di tutela ma anche di marketing commerciale.

La domanda di riconoscimento della  “Pasta di Gragnano” IGP è giustificata dalla reputazione e notorietà del prodotto. Da oltre 500 anni il nome della pasta è infatti strettamente legato alla città di Gragnano. Verso la metà del 1500 a Gragnano nella generosa Valle dei Mulini, stretta tra il mare ed i monti, nascono le prime aziende artigianali per la produzione della pasta. Grazie alla favorevole posizione, Gragnano e la sua Valle dei Mulini, rappresentavano il luogo ideale per la produzione e l’essiccazione della pasta. Le fonti delle vicine sorgenti alimentavano i tanti mulini presenti nella valle; la presenza dei mulini favoriva l’approvigionamento della semola di grano duro, materia prima della pasta. La particolare caratteristica di queste acque rendeva caratteristico il sapore dell’impasto.
Tre milioni di tonnellate circa di pacchi di pasta in un anno, per un bacino di consumatori stimato in oltre 6 milioni di persone e una crescita di produzione stimata intorno al 10% nell’ultimo anno sono dati significativi che testimoniano la vitalità di un comparto strategico per l’economia regionale. Il comparto inoltre impiega oltre 300 persone nei pastifici della città, ovvero il 5% del totale nazionale della forza lavoro del settore. La pasta di Gragnano viene oggi venduta in 42 nazioni diverse, ma il mercato internazionale è in ulteriore espansione.

Genuini sono soprattutto gli ingredienti della pasta gragnanese. Secondo quanto previsto dal Disciplinare di produzione (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 198 del 25 agosto 2010), la “pasta di Gragnano” è il prodotto ottenuto dall’impasto della semola di grano duro con la purissima acqua della falda acquifera locale, con un particolare profumo di grano maturo e un caratteristico sapore sapido, dal gusto deciso. La pasta di Gragnano è contraddistinta da un aspetto rugoso, tipico della trafilatura al bronzo, e alla cottura si presenta di consistenza soda ed elastica, con un’ottima e lunga tenuta.

L’istanza di riconoscimento è stata presentata dal Consorzio Gragnano Città della Pasta che raggruppa la maggior parte dei pastifici locali e rappresenta il 90% della produzione dell’area sia in termini di volumi che di fatturato.

Al raggiungimento di questo traguardo – un omaggio all’arte sapiente di tanti maestri pastai che per secoli hanno investito nella qualità – ha contruibuito anche la tenace determinazione del Presidente del Consorzio Gragnano Città della Pasta, Giuseppe Di Martino.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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