Grande impegno della Guardia Costiera contro i datterari a Punta Campanella

images-37Una vera e propria task force per controllare le acque protette del Parco Marino di Punta Campanella. In campo, o meglio, in mare, tre mezzi navali e 20 uomini della Guardia Costiera, per un totale di oltre 400 ore di attività e di 2.500 miglia marine percorse. L’operazione va avanti dal novembre scorso ed è coordinata dal Comandante della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, il Capitano di Fregata Savino Ricco. L’intensificazione dei controlli è stata possibile grazie alle numerose denunce e alle richieste di finanziamento avanzate dal Parco Marino di Punta Campanella al Ministero dell’Ambiente. Sono stati così sbloccati dei fondi con cui sono state finanziate le spese per il carburante e per il personale impiegato nella task force. Nel mirino pescatori di frodo, che razziano illegalmente le due zone A di riserva integrale del Vervece e di Vetara, e soprattutto i datterari che, nonostante le numerose operazioni di polizia marittima degli anni passati, continuano a deturpare i preziosi fondali della costiera per prelevare il mollusco dalla roccia. La task force ha avuto un grande impatto innanzitutto per prevenire attività illecite. Con un tale dispiegamento di uomini e mezzi, infatti, molti malintenzionati hanno preferito desistere dal compiere azioni illegali. E laddove la prevenzione non è bastata si è provveduto a colpire duramente quanti sono stati colti a pescare illegalmente nelle acque del Parco. I controlli sono stati 735 e sono state elevate 12 sanzioni, di cui 8 amministrative e 4 penali. Cinque i sequestri effettuati, 2 amministrativi e 3 penali. E alla fine, ci sono stati anche 3 arresti, la settimana scorsa, quando gli uomini della Guardia Costiera, in collaborazione con i Carabinieri, hanno prima pedinato e poi fermato tre datterari intenti a distruggere la costa nei pressi della Conca Azzurra a Massa Lubrense. Per loro sono scattate le manette, oltre al sequestro dell’imbarcazione, di 30kg di datteri e degli attrezzi utilizzati per estrarre il mollusco dalla roccia.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.