A Villa D’Angelo di Napoli serata esclusiva con l’alta cucina di Niko Romito e i rinomati vini dell’azienda Quintodecimo di Luigi Moio

Piatti d’autore e raffinatezza saranno il leit motiv della serata eccezionale in programma Lunedì 27 Febbraio presso Villa D’Angelo, l’elegante struttura vomerese che domina il Golfo di Napoli.

Star della serata ai fornelli sarà il notissimo Niko Romito, chef bistellato del Reale Casadonna di Castel di Sangro (Aq), alla sua prima performance in terra partenopea. Romito, recentemente premiato a Milano per la seconda volta consecutiva come migliore chef dell’anno, proporrà agli ospiti della struttura di proprietà della famiglia Giugliano, accanto ad alcuni dei suoi piatti classici, anche un inedito, “baccalà, patate, olive e basilico”, che a breve entrerà in carta anche nel suo Casadonna.

Le creazioni di Romito saranno degnamente accompagnate dagli eleganti vini di un altro fuoriclasse, il prof. Luigi Moio, enologo di chiara fama e titolare dell’azienda irpina Quintodecimo, che, in virtù dell’eccezionalità dell’evento, ha scelto anche di presentare in esclusiva il METAMORPHOSIS, un vino dolce da uve appassite. Si tratta di un vero e proprio “divertissement”, prodotto in poche bottiglie e solo in annate eccezionali, il cui nome prende spunto dalle trasformazioni di forma e composizione subite dalle uve attraverso l’appassimento.

Ecco il menu’ completo della serata:

  • Baccalà, patate, olive e basilico – VIA DEL CAMPO 2009
  • Brodo di capra, dragoncello e lampone – EXULTET 2009
  • Tortello con ricotta e pecorino – TERRA D’ECLANO 2008
  • Maiale laccato con caramello di cipolle, limone e sedano bianco – VIGNA QUINTODECIMO Taurasi Riserva 2007
  • Cioccolato, liquirizia, menta e mosto – METAMORPHOSIS

La serata sarà allietata dall’accompagnamento musicale del maestro Del Gaudio

Partner della serata: Gruppo Unicredit

Costo della cena (vini inclusi): euro 100

Prenotazione obbligatoria da confermare tramite bonifico bancario.

Informazioni e prenotazioni:

Ida Giugliano

Mob. 388 1879458

Email: idagiugliano@gmail.com

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

Un pensiero su “A Villa D’Angelo di Napoli serata esclusiva con l’alta cucina di Niko Romito e i rinomati vini dell’azienda Quintodecimo di Luigi Moio

  1. Sono un appassionato di vini, passione che coltivo da trent’anni e più.Nella lunga esperienza acquisita girando il mondo spesso per lavoro ,ho fatto anche il giornalista ,mi sono sempre cimentato nell’apprendere l’arte del del vino.Mi è capitato di degustare vini che solo a parlarne si accappona la pelle. Ma la pelle si accappona solo quando un vino esalta sensazioni,piacere , soddisfazione. Molti giudicano i vini in funzione del costo?. Spesso quest’atteggiamento si nota anche da addetti ai lavori, mi dispiace per loro. Nel caso del Prof. Luigi col quale non mi permetterei mai di entrare in teorie o trattati sulla vinificazione . Ma come spesso mi capita di vedere,insegnare e bene come fa il Prof, è una cosa , fare vini eccellenti è un’altra cosa. Ebbene ho avuto il piacere di degustare tutta la linea Quintodecimo , e consiglierei a chi tanto la esalta , di essere meno fazioso , di girare un pò di più l’Italia e mi limito alla sola Italia , perchè se ci spostiamo oltre frontiera ci schernirebbero nel sentirci enfatizzare tanto una falanghina o quel Fiano che non per sua colpa , non può andare, a meno chè la superba scienza del Prof. non li trasforma in un’altri vini? E poi quale giustifica per questi prezzi?. Un Pouligny Montrachet, un Cervaro della Sala etc.etc. costano meno. Abbiate almeno il pudore di accostarli alla falanghina o al Fiano di Quintodecimo, per poi esprimere commenti.! .Il Prof. però non accetta confronti, il Suo è il Migliore di tutti e risponde a chi prova di capirci”se non vi piace non li comprate”: risposta da vero Prof.! Bravo veramente BRAVO bene bis. P.S Caro Prof. nella musica l’armonia ti coinvolge in un unico suono e Lei ha ragione, ma un esperto maestro di musica sà sempre distinguere da dove partono i violini e da dove partono gli altri strumenti e se solo uno di essi stona se ne accorge subito anche tra cento o più orchestrali.(napoli 27 /02/2012)

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