Lun. Ago 17th, 2026
Tra prezzi in calo, mercato rallentato, giacenze elevate e costi di produzione e trasformazione in aumento, la nuova campagna olearia in Campania si apre in un quadro di forte criticità”. È quanto evidenzia Antonio Casazza, Presidente Sezione Economica Regionale olivicoltura di Confagricoltura Campania riprendendo le preoccupazioni espresse a livello nazionale da Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi, e chiedendo una risposta coordinata per la filiera.

“Le imprese devono decidere adesso se raccogliere e sostenere le spese di trasformazione – dichiara Antonio Casazza –. Senza liquidità, prospettive di mercato e prezzi capaci di coprire i costi, una parte della produzione rischia di rimanere sugli alberi”.

Confagricoltura Campania invita quindi la Regione a seguire le iniziative di Puglia e Calabria, che hanno già formalizzato la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del comparto, e a promuovere, insieme alle altre Regioni olivicole del Mezzogiorno, una proposta coordinata nei confronti del Governo nazionale.

“La Campania è la sesta regione olivicola italiana, con circa 9.800 tonnellate di olio annue e il 4,9% della produzione nazionale. Il Mezzogiorno, nel complesso, rappresenta oltre il 75% della produzione italiana, trainato da Puglia (45,1%) e Calabria (10,3%)”.

“È necessario – conclude Casazza – costruire una posizione comune tra le Regioni meridionali, capace di ottenere misure straordinarie adeguate alla gravità della situazione e di tutelare la competitività dell’intera filiera olivicola italiana”.

Di Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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