Gio. Mar 26th, 2026

Una bella novità che testimonia la vitalità anche del comparto tradizionale partenopeo  takeaway del mondo pizza oltre la classica napoletana. La parigina è sempre utile nei momenti in cui si è di corsa ma non si vuole per nessun motivo rinunciare al buono senza aver la preoccupazione di sughi colanti e troppe untuosità, ideale per il viaggio mi diverte sempre osservare i turisti francesi  tutti delusi quando gli viene spiegato il..vero perchè del nome… 

Fabio Ciano entra nell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto e porta la Pizza Parigina, icona della tradizione gastronomica napoletana, tra le eccellenze italiane riconosciute a livello internazionale.

La nomina è stata ufficializzata a Trieste durante Futura 2026, il convegno internazionale organizzato dal 23 al 25 marzo, in occasione dei dieci anni di attività dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto. L’incontro, dedicato al tema “Radici, Confini e Visioni”, ha riunito chef, pizzaioli, imprenditori e operatori della ristorazione, con la partecipazione di alcuni fondatori come Paolo Marchi, Carlo Cracco, Enrico Cerea, Marco Sacco e Daniele Usai, oltre all’atteso intervento dell’attore e divulgatore gastronomico Stanley Tucci.

L’ingresso di Fabio Ciano segna il riconoscimento di un percorso costruito sulla valorizzazione di uno dei prodotti più diffusi dello street food partenopeo. Classe 1988, Ciano ha costruito la sua attività sulla Pizza Parigina, specialità storica della rosticceria napoletana, composta da una base di impasto lievitato, farcita e ricoperta da uno strato di pasta sfoglia.

La storia di Fabio Ciano, il gigante buono
Tutto nasce da un percorso personale che ha accompagnato, e in parte segnato, la formazione di Fabio Ciano. La sua infanzia è attraversata da un grave lutto: perde la madre in tenera età e cresce accanto a un padre spesso assorbito dal lavoro. I momenti di vera condivisione familiare sono rari, eppure proprio in quegli spazi di silenzio e di mancanza prende forma qualcosa che segnerà profondamente l’ambizione del piccolo Fabio.
<<Tra i miei ricordi più vivi c’è la domenica con papà, mi portava alle giostre, ma io puntavo alla rosticceria di fronte. Quel piccolo rito tutto nostro ha accompagnato molti anni della mia adolescenza. Mangiavamo una Pizza Parigina appena sfornata e tutto mi sembrava perfetto, almeno per un po’.>>
Aveva otto anni quando rimane folgorato dagli odori, dai sapori, dal ritmo dei gesti ripetuti nella pasticceria di famiglia. Un imprinting che si è trasformato in un’ambizione sempre più consapevole. Fabio inizia a lavorare presto. Il laboratorio diventa il luogo in cui osservare le lievitazioni, comprendere i tempi delle diverse lavorazioni, scoprendo il piacere della manualità artigianale.
<<Tutto mi sembrava quasi magico. In quel luogo prendevano forma babà, sfogliatelle, pizzette, era come se, ogni preparazione, fosse il risultato di una piccola alchimia.>>
Fabio lavora, impara, ma nel cuore c’era sempre lei: la Pizza Parigina. <<Quando proponevo di darle più spazio, in molti non condividevano l’idea, non era considerato un prodotto di élite. Così ho preso una decisione, anzi, mi sono fatto una promessa: un giorno avrei scritto il mio nome nel mondo del food proprio grazie a lei, la Pizza Parigina.>>
Il percorso di Ciano affonda le radici nella pasticceria di famiglia, nei suoi ricordi personali, ma anche dall’osservazione di come, nella produzione diffusa tra bar e rosticcerie, la Pizza Parigina stesse perdendo progressivamente qualità e identità. Da qui la decisione di rielaborarne la struttura, alla ricerca di un equilibrio più preciso tra croccantezza, morbidezza e farciture ispirate alla tradizione campana.
Dal punto vendita in poi
Nel 2019 apre Cianò Parigine a Pomigliano d’Arco, nel cuore della provincia napoletana. Il nome richiama la pronuncia con cui, in napoletano, amici e clienti hanno sempre chiamato Fabio. Il locale, dedicato quasi esclusivamente alla Pizza Parigina, attira rapidamente l’attenzione di appassionati e curiosi, trasformando una preparazione, spesso considerata uno spuntino veloce, in una proposta gastronomica curata nei dettagli. Alla base del progetto c’è un lungo lavoro su impasto, tecniche di cottura e selezione delle materie prime.
Nel laboratorio utilizza strumenti tipici della pasticceria, come le teglie forate, che favoriscono una cottura uniforme e permettono di ottenere una base asciutta e croccante all’esterno, mantenendo morbido l’interno. Una ricerca tecnica che negli anni ha contribuito a definire l’identità del suo prodotto.

A ciascuno la sua Parigina

La proposta parte dalla versione più tradizionale, con pomodoro, formaggio filante e prosciutto cotto, ma si amplia con interpretazioni che richiamano piatti e ingredienti della cucina napoletana: salsiccia e friarielli, Parmigiana, fino alla variante ispirata alla Genovese, il famoso ragù a base di cipolle e carne. Accanto alle Parigine, restano alcuni classici della friggitoria locale, come crocchè, arancini e frittatine di pasta.

Cianotto, l’ultimo arrivato

Tra le idee sviluppate negli ultimi anni c’è anche Cianotto, una preparazione rotonda che modella l’impasto tipico della Parigina a favore di un nuovo formato più compatto, pensato per racchiudere il ripieno e facilitarne il consumo da street food. Il progetto si è esteso anche oltre il punto vendita: la Parigina di Fabio Ciano viene infatti prodotta, abbattuta e confezionata sottovuoto per essere distribuita attraverso l’e-commerce e rigenerata in forno dai consumatori e da prestigiose aziende del settore food.

Fabio Ciano è Ambasciatore del Gusto
Il percorso di Fabio Ciano, dallo scorso 23 marzo 2026, ha trovato un riconoscimento anche istituzionale con il suo ingresso nell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto. Un traguardo che premia anni di ricerca e di lavoro su un prodotto profondamente radicato nella tradizione quotidiana napoletana. La Pizza Parigina, nata come semplice spuntino da banco, diventa così il simbolo di una storia personale e professionale che guarda oltre i confini locali. In questo passaggio, c’è l’idea che anche i gesti più semplici della cucina popolare possano trasformarsi, con cura e consapevolezza, in un racconto contemporaneo ed interessante. Capace di viaggiare lontano.
La lunga storia della Pizza Parigina

Specialità tipica di Napoli e della sua area metropolitana, molto diffusa nelle rosticcerie e nei bar, anche se la sua origine storica non è completamente documentata. Quello che gli studiosi della gastronomia concordano è che non si tratta di una pizza francese, nonostante il nome. La parigina è in realtà un rustico napoletano formato da una base di impasto per pizza, farcita con pomodoro, prosciutto cotto e provola, e ricoperta da uno strato di pasta sfoglia che in cottura diventa croccante.

Una delle spiegazioni più diffuse sull’origine del nome sostiene che “parigina” derivi dall’espressione dialettale napoletana “p’ ’a regina”, cioè “per la regina”. Secondo questa tradizione, il piatto sarebbe stato preparato per una sovrana del Regno di Napoli, probabilmente Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, moglie di Ferdinando IV di Borbone. Tuttavia, questa teoria non è supportata da documenti storici certi ed è considerata più una ricostruzione plausibile basata sulla tradizione orale.

Un’altra spiegazione collega la parigina all’influenza della cucina francese nella corte borbonica tra Settecento e Ottocento. In quel periodo lavoravano a Napoli i cosiddetti “monsù”, cioè cuochi francesi (il termine deriva da monsieur) che introdussero tecniche e preparazioni raffinate nella cucina aristocratica napoletana. La presenza della pasta sfoglia, tipica della tradizione francese, sopra una base di impasto per pizza napoletana potrebbe essere il risultato di questo incontro tra due culture gastronomiche.

La versione della parigina che conosciamo oggi, però, sembra essere relativamente recente. Secondo diverse ricostruzioni gastronomiche, la ricetta moderna sarebbe stata codificata negli anni Settanta in una rosticceria di Afragola, nel Napoletano. In precedenza, esistevano preparazioni simili ma spesso realizzate con impasto di pizza sia sopra che sotto, senza l’uso della sfoglia. In sintesi, la pizza parigina è un prodotto profondamente napoletano che probabilmente nasce dall’incontro tra tradizione locale e influenze francesi nella cucina borbonica. Il nome potrebbe derivare da un riferimento a una regina oppure da una reinterpretazione popolare legata alla cultura francese, ma la forma moderna del piatto si è diffusa soprattutto nel Novecento nelle rosticcerie dell’area napoletana.
Cianò Parigine
Via Roma, 166
80038 Pomigliano D’Arco (NA)
https://www.cianoparigine.it/
Aperto dal martedì alla domenica, dalle 19:00 alle 02:00
Chiuso il lunedì

Di Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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