Coltivare lumache, dalla tre giorni di Coclè idee imprenditoriali e utilizzi culinari

piazzedellalumacaGrande successo per la tre giorni dedicata al Primo Incontro di Elicicoltura del Centro Sud Italia e per l’evento collegato Piazze della Lumaca a Piana di Monte Verna (ce) . Il convegno introduttivo, organizzato da Coclè, azienda pianese esistente dal 2007, in collaborazione con l’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco, ha avuto notevoli contributi che hanno permesso chiarire le potenzialità enormi della coltivazione delle lumache nel centro-sud.  a Moderare gli interventi è stato Raffaele De Marco, sono intervenuti  Stefano Giaquinto, assessore provinciale all’agricoltura,  Stefano Lombardi, L’ASL territoriale, e una bella relazione  del  Vicepresidente dell’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco, Simone Sampò. Padrone di casa il giovane imprenditore del settore  Giovanni Romano, nonchè referente per il Centro Sud Italia dell’istituto di Elicicoltura, che dal 2007 ha investito con successo in Coclè. Dall’intervento di Sampò , abbiamo compreso le tappe fondamentali dell’elicicoltura in Italia, innaziatutto attraverso l’impegno del decano del settore, ovvero il Cav. Avagnina da Cherasco che ha fatto della cittadina piemontese la capitale italiana della Lumaca. A Cherasco, infatti,  è giunto ormai alla 44° edizione il convegno annuale internazionale dei coltivatori di lumaca, con matching e scambi di opinioni tra imprenditori di 5 continenti. “ L’Italia importa la maggior parte del fabbisogno nazionale di lumache, utilizzate sia in cucina, sia nella cosmesi con la preziosa bava di lumaca, le importazioni spesso giungono dal sud America, grandi produttori ma scarsi consumatori e dal resto d’Europa. Anche Francia e Spagna condividono con l’Italia una grande tradizione culinaria in materia.Per dare alcuni numeri pensiamo che sono quasi mille le sagre dedicate alla lumaca nel nostro paese, in ogni regione.  L’istituto è impegnato a far si che le coltivazioni ( si preferisce questo termine e non allevamento, dato che è dal vegetale che crescono i gasteropodi) italiane siano sempre più improntate ad un ciclo di alimentazione naturale, privo di farine che possono far accelerare i tempi di crescita ma che hanno poi scarsa resa in cucina ed al palato. L’istituto, inoltre, è coinvolto,  nell’interlocuzione con il Ministero dell’Agricoltura, nell’azione volta  a meglio normare il settore, infatti, sarebbe  necessario un marchio di origine delle lumache italiane, coltivate con alimentazione esclusivamente vegetale, nonchè attivare le regioni per insegnare alle Asl ad avere le necessarie conoscenze per produrre i controlli necessari. Investire nella coltivazioni di lumache conviene, il mercato aspetta, sia nella gdo che nella ristorazione sempre più lumache di qualità e cresciute con metodi naturali, ma attenzione-: ammonisce Sampò:  guai a pensare che questa sia un’attività in cui l’impegno può essere minore rispetto ad altre tipologie di impresa agricola: sono necessarie  competenza, costanza, etica, così come in tutte le altre attività legate all’agroalimentare”. Preziosa ed illuminante la testimonianza imprenditoriale di Giovanni Romano, che, con questo evento ha fatto di Piana di Monte Verna a tutti gli effetti una  sede per il Centro Sud Italia in merito all’Elicicoltura a Ciclo Biologico Completo. Investire a sud in elicicoltura, può essere anche più vantaggioso del centronord dato  il clima favorevole. Inoltre nelle  serate del 6, 7 e 8 dicembre  si è  anche tenuta la seconda edizione gastronomica di Piazze della Lumaca, nella cornice del bel centro storico del borgo del basso volturno, dove piatti a base di lumaca, preparati dalla locale Locanda Carpe Diem, hanno fatto da protagonisti. A questo proposito evidenziamo il menù degustato in modo tale da avere qualche idea in più in cucina: I Tagliolini all’uovo, salsa di pomodoro con lumaca e legatura con besciamella , una Zuppa con Aglio, olio, peperoncino, vino bianco, lumache con guscio e passata di pomodoro con olio di oliva extravergine su crostini di pane casereccio , un crostone fatto con Pane casereccio, farcito con mousse di lumache , in omaggio alla Francia non poteva mancare la quiche ovvero Pasta brisè, mousse di lumache, uova, latte, sale ed una omelette fatta con uova e mousse di lumache .

 

 

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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