Bella disamina da parte dei redattori della nuova guida slow wine 2027 sul vino nella nostra regione. Attenzione anche alle nuove zone come il Matese e soprattutto invito a mettere “ordine” in mezzo a tanta creatività in cantina e alla immensa biodiversità che in questi anni ha beneficiato anche di una innovativa spinta di nuovi e più giovani professionisti dell’enologia in cantina. Questo il comunicato dell’anteprima della Guida della chiocciola
La Campania del vino attraversa una fase piena di contraddizioni: se da un lato non è mai stata così ricca di produttori e interpretazioni, dall’altro il settore deve confrontarsi con un mercato in rapido cambiamento.
Segnali contrastanti arrivano innanzitutto dall’Irpinia, distretto vinicolo la cui fama è sempre più legata alla produzione di bianchi di alto livello qualitativo e da cui arriva una delle due nuove Chiocciole dell’edizione di quest’anno. Falanghina, Greco di Tufo e Coda di Volpe,vivono una stagione di rinnovato interesse, mentre segnale importante in fatto di biodiversità arriva dal recupero dell’Aglianico Lasco, al centro di un progetto di ricerca e valorizzazione. Il Sannio, gigante produttivo dotato di straordinaria ricchezza varietale e paesaggistica, continua invece a cercare una fisionomia più nitida. La Falanghina rappresenta il principale punto di forza commerciale, ma la sua versatilità rischia di diventare un limite se non si traduce in una riconoscibilità definita.
Segnali positivi dal Pallagrello Bianco, comprese le interpretazioni provenienti dall’area montana del Matese. Il Vesuvio possiede un vantaggio narrativo apparentemente imbattibile, ma deve trasformare la forza evocativa del vulcano in una reale identità di vigna. L’area flegrea, pur segnata dalla crisi del bradisismo, appare invece molto vicina alle nuove tendenze di consumo: mare, vulcano, città e viticoltura frammentata danno vita a bianchi salini e a Piedirosso agili e dinamici. Nel Cilento, vasto e profondamente mediterraneo, piccoli produttori e giovani realtà stanno riportando attenzione sulla relazione tra altitudini, biodiversità e varietà dei suoli.
La Campania, insomma, non ha un problema di materia prima o di talento, ma deve dare ordine alla propria straordinaria ricchezza.
Tutti i riconoscimenti alle cantine campane so possono trovare sul sito di Slow Wine.
Cosa attendersi alla presentazione di Slow Wine 2027
Il 17 ottobre a Milano, negli spazi del Superstudio Maxi di Via Moncucco 35, torna l’appuntamento annuale con Slow Wine, la grande degustazione che celebra l’uscita della guida di Slow Food Editore, giunta alla sua 17esima edizione. Un incontro ormai consolidato per il mondo del vino buono, pulito e giusto, che ogni anno riunisce produttrici e produttori, appassionati, operatori e professionisti del settore.
Si comincia alle 10 con la presentazione, accessibile su invito, durante la quale vengono raccontate le novità della guida e alcune anticipazioni della Slow Wine Fair 2027, in programma dal 21 al 23 febbraio a BolognaFiere.
Durante l’incontro si tiene la consegna dei premi speciali di Slow Wine 2027: alla Carriera, al Giovane Vignaiolo, per l’Accoglienza in cantina, per la Viticoltura Sostenibile, alla Novità dell’anno, per la Vitalità del suolo e il premio Slow Wine Coalition alla Solidarietà.
Dalle 14 alle 19.30, gli spazi del Superstudio Maxi aprono al pubblico, offrendo l’assaggio di oltre 900 vini provenienti da tutta Italia, presentati direttamente dalle produttrici e dai produttori.
Il biglietto d’ingresso alla degustazione di Slow Wine 2027, acquistabile sullo shop di Slow Food Italia, è disponibile a questo link.
Il costo è di 49 euro (39 euro per i soci Slow Food e Fisar, 25 euro per gli Under 30) e include una copia della guida.
