Giungono copiosi i comunicati su mobilitazioni e blocchi stradali di associazioni di categoria o spesso di gruppi informali di autotrasportatori e agricoltori soprattutto a Sud, da dove partono molte derrate alimentari ma anche dove è spesso più difficile e costoso arrivare. Queste categorie hanno certamente ragione non sono assolutamente disconnesse da un problemone collettivo che riguarda tutti. Il prezzo del gasolio attuale ( Le rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 14 ottobre indicano un prezzo medio nazionale del gasolio self service pari a 2,252 euro al litro, contro 2,035 euro della benzina. Significa che il gasolio costa circa 65 centesimi al litro in più rispetto all’obiettivo di 1,60 euro che secondo la Confederazione Imprese Italia si ritiene necessario perseguire). è insostenibile per lavorare nei campi e quello del diesel per trasportare i carichi su gomma poiché, è ovvio, quasi nessun governo ha mai mosso un atto per poter aumentare trasporto merci su rotaia o via mare. Questi lavoratori e imprenditori, con le loro organizzazioni hanno ragione ma… invece di occupare autostrade o piazze consigliamo soprattutto ai più arrabbiati di dirigersi sotto le ambasciate e i consolati di quei due paesi che con la loro dissennata strategia nel medio oriente e nello stretto di Hormuz hanno fatto guerre inutili che gli sono andate molto molto male ( ed anche sotto le sedi dei partiti di estrema destra che li spalleggiano) . Vadano a protestare contro il sovranismo e le chiusure economiche che invece credevano portassero tanti benefici proprio a queste categorie che, nel tempo della pace e della secondo loro brutta “globalizzazione” facevano a gara per demolire parole come concorrenza, sostenibilità ambientale, diritti sociali nei campi, capacità regolatrice della Unione Europea. Immaginate se in tutta Europa ogni cosa che rappresenti stati o imprese di quei paesi fosse assediata pacificamente da tir e trattori….
