Agricoltura, campi e allevamenti non chiudono, ecco cosa dice il decreto

Agricoltura, campi e allevamenti non chiudono, ecco cosa dice il decreto

In tutta Italia l’agricoltura non chiude per Coronavirus, infatti nel decreto del governo nessuna limitazione, ovviamente, per attività produttive all’aria aperta come il lavoro agricolo, dove semmai c’è grossa preoccupazione circa il reclutamento di manodopera straniera. Il Governo è stato chiaro anche nelle F-A-Q che ha allegato al decreto dal suo sito alle seguenti domande che si sono posti in queste ore gli agricoltori:

AGRICOLTURA

1. Sono previste limitazioni per il trasporto di animali vivi, alimenti per animali e di prodotti agroalimentari e della pesca?
 No, non sono previste limitazioni.

2. Se sono un imprenditore agricolo, un lavoratore agricolo, anche stagionale, sono previste limitazioni alla mia attività lavorativa?
No, non sono previste limitazioni.

Quindi gli agricoltori italiani sono regolarmente in campo, così come i loro trasportatori a rifornire la filiera alimentare, soprattutto quella legata alla GDO, problemi invece, per i piccoli agricoltori a filiera corta dell nostre zone che nei mercati locali e soprattutto nella ristorazione di qualità vedono in Campania, il loro principale canale di vendita.

Vicenda latte di Bufala Campana Dop, se per fortuna l’export continua ad andare, seppur con  qualche problema logistico in più, la chiusura di alcuni punti food potrebbe provocare un problema sullo stoccaggio del latte in eccesso in queste settimane, con la conseguente necessità di utilizzarlo congelato in seguito declassandolo a non dop, con conseguenze sul prezzo di vendita finale.

Intanto Regioni e Governo, hanno fatto il punto sull’ agricoltura stamane in videoconferenza come riporta il comunicato Mipaaf:

Assessori regionali all’agricoltura, associazioni di categoria e rappresentanze dei lavoratori. Sono questi gli incontri che la Ministra Teresa Bellanova ha tenuto in teleconferenza ieri e oggi per un aggiornamento sullo stato dell’arte e ulteriori criticità del settore agricolo ed agroalimentare nei diversi territori, anche alla luce delle ulteriori misure emergenziali assunte ieri sera.

“Ho condiviso con gli assessori regionali, in via informale, la nostra griglia di interventi per il settore, per le imprese, per i lavoratori e le famiglie e delineato compiutamente tutti i problemi che il settore sta affrontando”, ha sottolineato la Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova.

“Anche per questo, mi preme dire due cose con chiarezza. La prima. Dobbiamo essere capaci di affrontare tutti insieme l’emergenza, #distantimauniti come invita a fare una campagna lanciata ieri sui social e che condivido in pieno. L’emergenza spinge tutti noi a cambiare radicalmente il nostro stile di vita, laddove è ovviamente possibile farlo: seguiamo scrupolosamente le regole per la sicurezza nostra e chi chi sta intorno, lavoriamo da casa se e quando possibile, evitiamo luoghi affollati”, ha ribadito la Ministra. “Tutto questo non significa che l’Italia debba fermarsi: i negozi alimentari, i mercati, i supermercati sono e rimarranno aperti, anche nei giorni festivi.  Stiamo assistendo a code e accaparramenti davanti ai negozi. Vi invito tutti ad evitare questi comportamenti che mettono a rischio la vostra salute e provocano nient’altro che un accumulo che rischia di sfociare in spreco di cibo e di soldi”.

“La seconda. Verdure, frutta, carne o pesce, così come latte, formaggi e generi alimentari comunque freschi e deperibili sono sicuri. C’è di più: sono uno dei fondamenti della dieta mediterranea e non c’è nessuna ragione al mondo per modificare il nostro regime alimentare che è sano, sicuro e di qualità” – ha evidenziato Teresa Bellanova.  “Anche in questo momento così delicato, dobbiamo ricordare che dietro ai prodotti c’è il lavoro, l’impegno ed il sacrificio di moltissime imprese e lavoratori: garantirle e sostenerle anche con l’acquisto dei loro prodotti, significa garantire e sostenere una parte fondamentale della nostra economia e del nostro Paese. Abbiamo bisogno di rispettare le regole, certo, e quanto mai sono necessari la saggezza, l’equilibrio, la misura. Così, insieme, riusciremo a sconfiggere il coronavirus. Distanti, ma uniti come non mai”.

“Voglio essere chiara: si al rispetto ferreo delle regole perché dobbiamo assolutamente contenere l’epidemia, ma no a fermare l’Italia: non possiamo e non dobbiamo farlo. L’Italia deve restare in piedi”, ha concluso la Ministra.

CARLO SCATOZZA

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

5 pensieri su “Agricoltura, campi e allevamenti non chiudono, ecco cosa dice il decreto

  1. Mi fa piacere che la ministra si interessi di tutto questo però si deve preoccupare pure di vigilare su quei signori che si occupano di fare ipagamenti dei premi al traguardo ippici trotto che è da settembre che non mandano più una lira a noi proprietari e ora che pure non si corre per il problema coronavirus come facciamo a dare da mangiare ai nostri cavalli e nostre famiglie. Pensate anche all, ippica se possibile. Grazie

  2. E per noi agricoltori produttori di olio evo, che riforniamo i ristoranti, panifici, pizzerie etc, che vediamo annullati gli ordinativi, con conseguenza che non incassiamo nulla, mentre le rate di mutuo agricolo devono essere pagate, le rate della merce acquistata (bottiglie, etichette, lattine, tappi, fertilizzanti etc etc) devono essere pagate, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo fallire? Lo Stato o l’Europa che intendono fare? Abbiamo necessità di risposte urgentissime, prima che si arrivi al peggio!

  3. Come trasportatore di alimenti per animali da carne e latte mi sento in dovere di continuare il mio operato nel migliore dei modi. Condivido pienamente ciò che incita la ministra Bellanova….. L”Italia non si deve fermare

  4. L’agricoltura è già in grande difficoltà a causa della prolungata siccità e la concorrenza spesso sleale di prodotti da paesi extracomunitari dove il costo di produzione e’ molto inferiore al nostro ora si ci mette la pandemia del Corona virus . Servono misure urgenti straordinarie per risollevare il settore

  5. Adesso lo stato e l’Europa, deve aiutare anche le aziende agricole che hanno prodotto olio e altri prodotti agricoli, con liquidita’delle banche garantita dallo stato. Noi coltivatori diretti non possiamo essere sempre ilavoratori autonomi di serie B. Ministro sveglia, le aziende in generale ma specialmente le piccole aziede sono al collasso. Adesso con il corona virus sono proprio morte. E poi non e’ giusto che un coltivatore diretto, come e’ la mia categoria va in pensione con €500, 00.Con 500,00,un poveraccio che ha lavorato una vita, ho paga le bollette o mangia.

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