Piazza STG – LOPA: Importante interesse “politico” sulla pizza

Ma la pizza napoletana STG non corre rischi grazie alle procedure che portarono al riconoscimento nel febbraio del 2009.

Come già ribadito nelle scorse settimane, credo che sia un procurato allarme ingiustificato, quello sbandierato sulla cancellazione del riconoscimento di qualità  alla pizza napoletana, niente di più ingiustificato. A dichiararlo Rosario Lopa esponente della Consulta Nazionale dell’Agricoltura e già Presidente del Comitato per la Tutela e Valorizzazione della Pizza Napoletana. Importante l’interesse della
“politica” visto l’incontro di questa mattina da Rosati,  ma le cose stavano diversamente, ci ha tenuto a precisare Lopa, già da dicembre, come sottolineato dagli stessi esponenti che oggi era presenti alla
conferenza. Il giorno 10 dicembre la Commissione Europea si è riunita per presentare il nuovo pacchetto di norme sulla qualità, per rimodulare il regolamento 510 sull’attribuzione dei marchi di qualità e l’etichettatura dei prodotti agricoli. Dunque la presentazione non significa che il pacchetto sia già norma anzi, non solo deve essere ancora vagliato, ma in più ora a decidere non potrà essere solo la Commissione ma in accordo congiunto con il Parlamento Europeo. In più, continua l’esponente dell’Agricoltura, tra le varie proposte che
riguardano i prodotti STG come la pizza napoletana, oltre a pensare di rimodulare eventualmente la dicitura, ci sarebbe l’alternativa di legare l’acronimo ad uno o più prodotti DOP, e in questo caso la decisione andrebbe decisamente a nostro favore in quanto tra le Dop, nel disciplinare di produzione, spicca tra gli altri la Mozzarella di Bufala Campana. Del resto pensare ad una totale abolizione degli STG, sottolinea Lopa, mi sembra improponibile e svantaggioso per molti paesi Eu, tra cui la Polonia, che scomparirebbe dalla commissione in quanto produttrice esclusivamente di prodotti STG. Il  disciplinare di produzione, ha continuato il Rappresentante della Consulta, del marchio STG della pizza napoletana, aveva proprio come novità assoluta, la tutela della ricetta e le metodiche di preparazione di riflesso la figura dei pizzaiolo, così come fu approvato nel 2005, con pubblicazione della fase transitoria in gazzetta ufficiale, della prima stesura fortemente voluto dall’allora ministro  Alemanno.
L’unica debolezza, infatti, potrebbe essere la tutela del nome, ma sarebbe del resto stato impossibile dare l’esclusiva, visto che la pizza Napoletana si produce in tutto il mondo e nessun paese avrebbe mai voluto approvare un disciplinare che circoscriveva l’utilizzo della dicitura solo a Napoli e in Campania ma con le norme approvate in Commissione UE e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale Europea nel febbraio 2009, chi vorrà aggiungere l’acronimo STG(specialità tradizionale garantita) dovrà necessariamente utilizzare le metodiche di preparazione e la ricetta del disciplinare. Naturalmente sarebbe necessario che le associazioni di riferimento,quanto prima diano vita all’organismo consortile di tutela,promozione e valorizzazione per

poter controllare tutte le dinamiche legate al prodotto pizza.
Comunque, ha concluso Lopa, in settimana gli organismi governativi competenti hanno già convocato le parti per dare le giuste informazioni e studiare le eventuali iniziative da intraprendere.

Michelangelo Tartaglione

redattore di Campania Slow

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