Dramma lavoro nella ristorazione, è l’ora di sostegni

A nostro avviso sono sacrosanti e necessari i provvedimenti di restrizione che si stanno prendendo in tutta Italia per tentare di contenere una escalation del Covid , ma è necessario puntare su sostegni veloci a lavoratori ed imprese per le realtà più colpite; magari in sinergia con le regioni, il governo dovrebbe fare uno sforzo in più oltre il buon Bonus Ristorazione recentemente lanciato e i vari prestiti messi in campo negli scorsi mesi. Sbagliato dire non si è fatto nulla, ma è ora di fare di più, infatti la ristorazione, seppur non direttamente nel mirino di provvedimenti antiassembramento come la Movida, rischia di risentirne parecchio per altri mesi, per le riduzioni di orari di servizio ed il clima generale del paese. E’ Sbagliato porsi contro le misure di contenimento della Pandemia, poichè il nemico è la Pandemia, non il contenimento ad essa, ci libererà solo il Vaccino. Giornalisti di settore, politici che si scagliano contro le misure di contenimento nei momenti di crisi acuta sono davvero poveri sciacalli.

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La colpa di tutto ciò non è di governi o politici, è peggio di una guerra. Ma sono necessari ristori.

Intanto la Fipe lancia allarme occupazione. Nel mese di settembre oltre 400mila dipendenti di bar e ristoranti sono rimasti a casa senza lavorare. SI tratta di una stima realizzata dall’Ufficio Studi della Fipe-Confcommercio, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, sulla base dei dati relativi alle ore di cassa integrazione in deroga diffusi oggi dall’Inps ed ai contratti di lavoro a tempo determinato. Secondo l’Istituto nazionale di previdenza, infatti, nel corso del mese di settembre sono stati autorizzate oltre 8,7 milioni di ore di cig in deroga per i lavoratori di alloggio e ristorazione.

Partendo da questo dato, l’Ufficio Studi Fipe-Confcommercio ha calcolato che tra lavoratori in cassa integrazione, circa 50 mila persone, e contratti a tempo determinato non attivati, circa 350, la metà degli 850mila dipendenti di bar e ristoranti non è stato impiegato nel corso dell’ultimo mese.

“Questo dato è drammatico – commenta la federazione – e dimostra non solo che il settore dei Pubblici esercizi è tra i più colpiti a causa della pandemia e delle misure di contrasto alla diffusione del virus, ma anche che, subito dopo l’estate, moltissime attività di ristorazione hanno chiuso i battenti o lavorano al minimo lasciando a casa i dipendenti. Le previsioni per i prossimi mesi sono ancor più negative se si pensa alle misure restrittive adottate da governo e Regioni nell’ultima settimana. A questo punto, non possiamo più aspettare oltre: serve un intervento immediato con contributi a fondo perduto per compensare le perdite di fatturato dei pubblici esercizi. Centinaia di migliaia di posti di lavoro rischiano di essere cancellati definitivamente”.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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