5 Rosati campani per RipartiamoRosè:La Guardiense, Vigne Chigi,Viticoltori Lenza

Per chi scrive è stato un piacere poter introdurre l’evento RipartiamoRosè presso il Pane&Acqua BistrotNapoletano di San Leucio di Caserta, una location di incanto nella bella terrazza dove tutte le prescrizioni di distanziamento non sono forzate, ma elemento positivo  di una diversa convivialità. Ed è proprio su questa parola che ho voluto aprire l’evento dedicato alla degustazione di alcuni importanti vini rosati della Campania, quella convivialità negata e che dobbiamo ritrovare, con responsabilità e piacere. Pare che questo evento, tenutosi giovedì 25 giugno sia stato il primo nella nostra regione tra gli eventi con pubblico nei pubblici esercizi, un bel primato, non solo mio, ma in primis della proprietà della struttura casertana, Elisabetta Petti ed Angelo Valentino, del pubblico di appassionati  intervenuti su prenotazione, e del narratore con cui ho avuto la soddisfazione di condurre la serata, il sommelier casertano Salvatore Landolfo, che ha introdotto le varie tecniche di vinificazione del rosato, proponendo una scaletta di servizio pensata ovviamente  per corpo. Partenza sprint grazie a   Quid spumante rosato brut  ottenuto da uve aglianico, una chicca di Cantine La Guardiense, di cui ho voluto raccontare storia e traguardi di questa esperienza vitivinicola, la più grande della Campania, con la stabilità della sua organizzazione, gli impegni degli enologi Cotarella e Giulioli, le tappe dell’export,  la grande capacità di fare enoturismo nella loro Guardia SanFramondi. Questo gradevolissimo spumante rosato è ottenuto per pressatura,  poi ospitato e fermentato in acciaio col metodo martinotti, ai classici profumi del vitigno di partenza si aggiungono quelli della spumantizzazione  e con Salvatore che ci ha guidato per scoprire un identitario sentore etereo dato dalla fusione tra vitigno e metodo di fermentazione/spumantizzazione. Una bottiglia elegante, per ogni tavola, anche importante, con un prezzo capace di far felici ristoratori e clienti, un’ etichetta che dovrebbe campeggiare in molte tavole nella estate campana.

A seguire Gabry, di Viticoltori Lenza da MonteCorvino Rovella;  nella terra della igt Colli di Salerno, Guido Lenza e consorte regalano agli intenditori un  metodo pet-nat o ancestrale, non filtrato, col fondo, fatto quindi fermentare con metodi naturali, con parte della fermentazione continua in bottiglia dopo l’imbottigliamento, ovvia la  chiusura con tappo a corona, che non viene rimosso come succede per la spumantizzazione, ma accompagnerà questo vino fino alla stappatura. Un vino che il consumatore non abituato può vivere al primo sorso con qualche…sgomento…per poi fargli aprire un mondo di sensazioni di gran beatitudine:   sensazioni olfattive di frutti rossi fragola ciliegia e, in questa etichetta  2019, la prima ottenuta con blend aglianico piedirosso, ben presente è il floreale che accompagna il secondo vitigno, per  sorso molto duttile che ben accompagna i piatti estivi.

Ancora con Viticoltori Lenza per passare ai vini fermi, con  Vale,  aglianico Rosato 2018, un rosato ottenuto per pressatura, quindi dai colori Tenui che ricordano la buccia di cipolla appena raccolta. Acidità sferzante, sorso intenso che sostiene una voluttuosa beva. I due vini raccontati hanno il nome delle giovanissime eredi della famiglia Lenza che fino alla scorsa generazione si occupavano di allevamento equino, per questo il logo aziendale vede un cavallo impresso sul cognome simbolo dell’Azienda. Non ringrazierò mai abbastanza Salvatore per avermi fatto incontrare una sera Guido Lenza e la sua immensa passione.

Ritornando nel Sannio a La Guardiense,  procediamo con i colori tenui di  Ambrarosa aglianico rosato, un’etichetta della fortunata linea Janare. Anche questo vino ottenuto per pressatura ha tonalità tenui, ma molto vivaci, indice di ben conservata acidità, propria del vitigno di origine l’aglianico. In bocca esplosione e pulizia anche se abbinato a cibi grassi e cremosi che tendono ad “ingrassare” il palato. Nel prosieguo della bevuta l’acidità, che genera freschezza, fa posto ad aromi “selvaggi” e piacevoli, floreali e fruttati.

Last but not least, la chiusura è affidata all’etichetta casertana Vigne Chigi:  

Rosa Canina è il  rosato di Pallagrello nero  2019 che Peppe Chillemi  produce a Pontelatone in circa 2000 bottiglie: colore rosa chiaretto, ottenuto con tecnica di macerazione, il mosto sosta 12-24 ore a contatto con le bucce per questo un colore più spinto. Come dal nome, gli aromi floreali si colgono immediati e si intersecano con quelli fruttati, piacevoli duraturi e sazianti al palato, anche con questo vino ampio ventaglio di abbinamenti, dalle verdure grigliate ai salumi. Tutte queste realtà, di grandezza e quantità di bottiglie prodotte molto diverse tra loro,  sono anche meta di un positivo enoturismo,e  non c’è modo migliore di recarsi da loro per incontrarli e comprare in cantina la varietà delle etichette.

In Abbinamento abbiamo degustato gli antipasti del brioso menù estivo del Pane&Acqua Bistrot Napoletano, Montanara di Salmone, Polpetta di Tonno, tagliere di formaggi e salumi di territorio. Gradito abbinamento anche le canzoni dello chansonnier partenopeo Peppe Licciardi. A San Leucio di Caserta da Pane&Acqua, a poca distanza dal Belvedere, una terrazza estiva in grado di ospitare con eleganza il buono e l’eccellenza della nostra regione. Ci saranno altri appuntamenti con RipartiamoRosè, ospitando ancora l’eccellenza del panorama rosati della nostra regione.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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