In corso la campagna per il Melone italiano, ecco i tipici della Campania

Al via in questi giorni la Campagna di promozione a favore dei meloni italiani da parte di OrtofruttaItalia, organizzazione che vede insieme produttori,associazioni di categoria e settori distributivi, che vedrà l’adesione di migliaia di punti vendita delle principali catene della Moderna Distribuzione, nonché di molti negozi specializzati e di “prossimità”, con il coinvolgimento degli operatori commerciali e dei produttori agricoli, attraverso l’utilizzo di un poster dedicato alla comunicazione collettiva e istituzionale del prodotto.

La Campagna si svolgerà fra giugno e luglio per circa un mese in ogni punto vendita che aderisce all’iniziativa con la partecipazione dell’intero comparto del melone nazionale, un prodotto molto importante per alcuni areali di produzione e per la sua nota vocazione ad accompagnare salumi e formaggi della tradizione italiana, oltre che i dessert e altre preparazioni culinarie.

Nel periodo di maggiore potenziale qualitativo, e nel contesto di un progetto annuale di Ortofrutta Italia che coinvolge una decina di prodotti, la promozione “generica” per i meloni italiani utilizza un forte richiamo istituzionale e di pubblica utilità, focalizzando la provenienza della comunicazione nell’Organizzazione Interprofessionale (quindi tutta la filiera) e nel Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (la Pubblica Amministrazione competente) ed evidenziando la gradita collaborazione con il Centro Ricerche delle Produzioni Vegetali – CRPV – riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna.

La valorizzazione del prodotto e lo stimolo al suo consumo passano anche attraverso la semplicissima sintesi della comunicazione sul retro dei manifesti posti al punto vendita, in cui sono raccontate le principali tipologie di melone presenti sul mercato in questo periodo e le relative caratteristiche.

Un frutto cardine, ovviamente, anche della piana campana tra Terra di Lavoro, il napoletano e la Piana del Sele soprattutto, con delle chicche storiche che deliziano i nostri palati anche in inverno. La Campania è terza regione produttrice dopo Sicilia e Lombardia per il Melone Giallo e seconda dopo il Lazio per le varietà angurie. vediamo quindi I Meloni riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Campania in  inverno ed estate.

Melone Napoletano: (versione gialla e verde) In tutto il Napoletano, con particolare concentrazione nell’agro Acerrano-Nolano, si coltivano da secoli due varietà di melone. Quello giallo, detto “capuaniello”, è, per l’appunto, di colore giallo ed è caratterizzato da un’elevata capacità di conservazione: pur raccogliendosi fra settembre ed ottobre, infatti, si consuma prevalentemente durante l’inverno ed in particolare nelle feste natalizie. L’altra varietà, il “rognoso” è verde e presenta frutti più grandi, con corteccia liscia o rugosa, di colore bianco, giallo o verde scuro e polpa bianca o verde chiaro. Entrambe le varietà sono particolarmente apprezzate per la loro dolcezza

Il melone di Altavilla Silentina o della Piana del Sele (cocomero, anguria enorme):è  prodotto nella zona pianeggiante del territorio del comune di Altavilla Silentina, nel Salernitano, è in realtà un’anguria di grandi dimensioni detta anche “Gigante di Altavilla” o, in dialetto, “mulunessa”, che può raggiungere i 25 chili di peso. Il melone di Altavilla è tondo e ricoperto da una spessa buccia verde scuro, a volte striata di bianco, che protegge una polpa saporita, di colore rosso acceso, dolce ed acquosa, che presenta numerosi semi neri.

Il Melone di Capua è un Melone a maturazione estiva, con buccia interamente solcata da rughe con andamento irregolare, longitudinali; forma lievemente ovale, colore verde medio, polpa colore giallo paglierino molto chiaro, con riflessi verdi vicino alla buccia; consistenza della polpa pastosa, ricca di acqua, sapore dolce e fresco, ricca di semi centrali, di colore verde, coltivato soprattutto in orti familiari ed in pieno campo, destinato soprattutto al mercato della città di Napoli è stato poi soppiantato, per le migliori prestazioni produttive, dal melone capuaniello giallo (cfr melone di Napoli) . Legato con rafia, è tradizionalmente presente nelle rappresentazioni dell’osteria napoletana, appeso fuori l’osteria, uno dei quadri del presepe settecentesco napoletano.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.