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I Vini rossi della Campania per il pranzo di Capodanno 2020: Massaro,Civico1,Totò Rosso.

Inviato il 29 Dicembre 2019 di Carlo Scatozza

Si avvicina, dopo il cenone del 31 dicembre, il classico Pranzo di Capodanno, cosa c’è di meglio di abbinare i tradizionali piatti di carne con  alcuni vini rossi campani senza svenarsi ma bevendo bene sotto i 15 euro?

Per l’Aglianico in purezza andiamo in provincia di Salerno con il Massaro di Viticoltori Lenza Colli di Salerno Igp, ottenuto dai vigneti di famiglia a Montecorvino Rovella dal suolo ricco di ferro e manganese, il vino matura 12 mesi in acciaio e poi altrettanti almeno in bottiglia, particolarmente apprezzato quindi il 2015, per un alcol svolto di 14 gradi. Di grande piacevolezza i sentori di frutta rossa ma anche buone note speziate, di giusta tannicità propria del vitigno, lo abbineremo a primo piatto elaborato che vorremo proporre, tipo pasta al forno, o anche a secondi piatti tipo agnello al forno o alla brace. Massaro si fregia del Wine Hunter Award 2018 ed è stato vincitore dell’edizione 2018 della categoria Aglianico di “Radici del Sud”.

Vicino all’Aglianico ma con maggiore morbidezza è lo Sciascinoso biologico  Civico 1 di Tenuta Fontana, dai vigneti di Pietrelcina, l’azienda sta valorizzando questo vitigno da sempre coltivato in regione ma che non sempre ha avuto la fortuna che meritava, o conosciuto sotto il nome di Olivella. Oggi lo Sciascinoso è consentito in provincia di Benevento come Campania Igp.  Tenuta Fontana ne ha fatto un vanto con un affinamento di 12 mesi in botti di rovere francese, al calice già piacevole alla degustazione visiva con i riflessi  violacei, sprigiona frutti e fiori rossi e, se lasciato un po’ decantare, non mancherà di stupire con spiccati  sentori speziati, sarà l’ideale se dovessimo preparare un’ arista di maiale o piatti in umido. Bollino rosso, il massimo della valutazione, al Wine Hunter Award di quest’anno al Merano Wine Festival per l’etichetta del 2017.

Bella etichetta anche il Totò Rosso, di Cantine SanPaolo  a Tufo in Irpinia di Claudio Quarta Vignaiolo, capace, come per il Totò bianco, di immaginare un blend di prestigio di vari uvaggi campani  per celebrare le sue etichette dedicate al grande Totò: Uve Casavecchia della Provincia di Caserta al 70% e Piedirosso al 30 % per essere poi riclassificate sotto la Igp Campania, riflessi violacei accentuati , buona balsamicità e spezie dolci, ora può essere davvero pronta l’annata 2017 che,  appena presentata ad aprile,  attendeva di fare qualche mese in più  in bottiglia, ed ecco ora il giusto tannino e la buona persistenza. Giusto da abbinarsi ad un pranzo importante completo dal primo di sugo alle portate di carne.

Con appena 40 euro li portate a casa tutti e tre.

Carlo Scatozza

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