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Patrimonio Culturale Immateriale della Campania, la viticoltura entra con Asprinio e Falerno.

Inviato il 08 Ottobre 2019 di Carlo Scatozza

E’ giunto il verdetto positivo dalla Regione Campania per la  Coltivazione del Falerno e la Vendemmia eroica dell’Asprinio inseriti nell’ Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano che cataloga il patrimonio culturale immateriale e le pratiche tradizionali connesse alle tradizioni, alle conoscenze, alle pratiche, ai saper fare della comunità campana, così come definite dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 17 ottobre 2003. I proponenti dovevano dimostrare, tra l’altro la storicità dell’elemento culturale, la cui pratica deve essere attestata almeno nei 50 anni precedenti la richiesta di iscrizione, la persistenza di valori sociali e significati culturali correlati al valore identitario dell’elemento culturale, la persistenza di momenti di trasmissione formale e informale, il coinvolgimento delle giovani generazioni, il rispetto della parità di genere nell’accesso all’elemento culturale e la partecipazione attiva della comunità di riferimento nella messa in atto di azioni di salvaguardia e valorizzazione dell’elemento culturale. 

L’inventario permetterà di sostenere direttamente i soggetti pubblici e privati che operano per la salvaguardia e valorizzazione dei fondamenti culturali della Regione che altrimenti rischiano di andare dimenticati e dispersi. 

Le pratiche della viticoltura casertane sono le 2 uniche tradizioni  su 49 che si ricollegano direttamente a pratiche agroalimentari, segnatamente vitivinicole, mentre le restanti 47 sono per lo più grandi feste ed eventi della tradizione religiosa e culturale seppur molte a sfondo rurale come la Festa del Grano di Foglianise, la ‘ndrezzata di Ischia, ol’Infiorata di Cusano Mutri, la Festa di Sant’Antuono a Macerata Campania. 

Va dato merito al Comune di Falciano del Massico per il Falerno e alla Pro Loco Cesa per l’Asprinio per aver presentato le candidature, ad inizio anno, e di averci creduto e per aver praticamente costituito la sezione agroalimentare dell’ IPIC. 

Per festeggiare questo evento segnaliamo due vini straordinari: 

Campierti Falerno del Massico Primitivo Dop, di Cantina Zannini,  con  una resa di 70 quintali per ettaro dal caratteristico   terreno argilloso calcareo, vinificazione con macerazione medio lunga in acciaio, passaggio breve in barriques, affinamento 6 mesi in bottiglia.Colore rosso rubino media intensità tipico primitivo, al naso si percepiscono profumi frutta rossa matura, al palato il vino si presenta di medio volume con tannini morbidi e levigati che ben equilibrano l’alcool 14,5 vol.

Alberata Asprinio di Aversa Dop di Tenuta Fontana.  Si chiama alberata proprio come la tecnica di coltivazione di queste uve. Un  bianco dal colore giallo paglierino, intenso e molto fruttato  in bocca  di buona struttura, eleganza e grande freschezza, con una sapidità e acidità molto presenti.

Carlo Scatozza

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